BERNARD GUETTA —LA BATTAGLIA PER MANTENERE LONDRA NELLA UE…. guardate che foto! chi di voi spara?!

 

Il primo ministro britannico David Cameron a Londra, il 20 febbraio 2016. - Toby Melville, Reuters/Contrasto

 

  • 22FEB 201609.14

La battaglia comincia ora. Il primo ministro britannico ha ottenuto dagli altri 27 leader europei le concessioni che chiedeva per fare campagna a favore della permanenza del suo paese nell’Unione. La data del referendum è fissata (23 giugno, come previsto) e il 21 febbraio è partita la sfida, altamente incerta, tra sostenitori del sì e del no.

Il primo sondaggio effettuato dopo il compromesso di Bruxelles concede 15 punti di vantaggio al sì. Sembra un margine rassicurante, ma oltre al fatto che c’è un 19 per cento di indecisi, uno degli uomini politici più popolari del Regno Unito, il sindaco conservatore di Londra Boris Johnson, ha appena preso posizione per il no.

Storica ambivalenza

Johnson non l’avrebbe mai fatto non avesse creduto di poter essere l’uomo decisivo per il trionfo del sentimento euroscettico, e a questo punto qualsiasi pronostico appare azzardato.

Da un lato i partigiani della Brexit scommettono sul disgusto che la maggior parte degli elettori prova per l’idea di un’Europa politica in cui il tutto avrebbe più peso delle parti.

I britannici sono affezionati al mercato comune (da cui traggono evidenti vantaggi) ma al contempo non vogliono che una maggioranza paneuropea possa imporgli decisioni sgradite. Il motivo di questa ambivalenza nasce dallo storico sospetto dei cittadini del regno nei confronti del continente, da sempre considerato fonte di guerre e problemi.

 

È meglio restare al tavolo per definire le regole del mercato comune piuttosto che subirle per non esserne esclusi

 

 

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http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2016/02/22/brexit-referendum-23-giugno

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