UNA PAROLA AL GIORNO.IT — CANCAN —

Moulin Rouge Toulouse Lautrec

TOULOUSE-LAUTREC

 

Moulin Rouge

 

Cancan (LINK)

[can-càn]

SIGN Chiasso, baccano, clamore; ballo vivace in voga nei varietà della seconda metà dell’Ottocento

nei primi significati dal francese [cancan], che è dal latino [quamquam] ‘quantunque, benché’; nell’ultimo, probabilmente variante infantile di [canard] ‘anatra’.

Su molti dizionari il cancan-chiasso e il cancan-ballo sono annoverati come voci separate; ed è vero che sono due parole diverse con due etimolgie diverse, ma è anche assai probabile che si siano influenzate. E chi può negare di averle catalogate insieme, visto che il cancan è un gran cancan? Ma andiamo con ordine.

Se fossimo studenti del Cinquecento ci toccherebbero le dissertazioni in latino; e volendo darci un tono, inizieremmo declamazioni e controversie con un sussiegoso quamquam, un ‘benché’, un ‘quantunque’. Proprio da questa matrice scolastica scaturisce il primo cancan: una pronuncia addomesticata alla francese di quamquam, che da esordio più che ricorrente delle dissertazioni degli studenti è passato a indicare anche quelle controversie non su cui discettavano, ma su cui si prendevano davvero – diventando la disputa collegiale e quindi il chiasso, il clamore. Quando entrando alla presentazione noto che c’è già un gran cancan, o dico che in ufficio c’è il solito cancan, o che al ristorante c’era un cancan terribile perché è arrivato il vip, l’immagine originale che evoco non è quella delle ballerine lanciate in danze indiavolate al Moulin Rouge, ma i toni altissimi di schiamazzi da cortile scolastico.

Detto questo, all’inizio dell’Ottocento, in francese, ‘cancan’ è attestato come variante infantile di canard, cioè ‘anatra’, e di lì a pochi decenni questo termine sarebbe stato usato per indicare una danza matta e licenziosa – per quanto forse, all’inizio, fosse un termine generico, dato che il cancan che intendiamo noi ha visto la luce solo a metà secolo, gemmando dal galop. Che cosa c’entri l’anatra con questa danza è trasparente: scuotimenti di deretani e zampettii a gamba tesa sono tipici di questi volatili e di questi balli.

Curiosamente il can-can ballerino si è seduto semanticamente proprio accanto al quamquam scolastico: convertiti sulla stessa forma, ciascuno per parte sua, concorrono a un immaginario unico di vivacità scompigliata.

* * *

Grazie a Matteo per il suggerimento!

Condividi
Questa voce è stata pubblicata in GENERALE. Contrassegna il permalink.

1 risposta a UNA PAROLA AL GIORNO.IT — CANCAN —

  1. Donatella scrive:

    Per indicare confusione e disordine adoperiamo la parola cancan al posto di quella tristanzuola “casino”: cancan ci fa pensare a balli sfrenati, a musica coinvolgente, insomma, un gran cancan.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *