15 marzo 2020:: E’ MORTO IL GRANDE ARCHITETTO VITTORIO GREGOTTI A MILANO DI POLMONITE DA CORONAVIRUS –AVEVA 92 ANNI :: 1. ANSA.IT +++2. ARTRIBUNE — DI VALENTINA SILVESTRINI

 

 

ansa.it — 15 marzo 2020

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2020/03/15/coronavirus-morto-a-milano-architetto-gregotti_e06bf8b0-f4f4-4881-910f-8a0c90f635b1.html

 

 

Coronavirus: morto a Milano architetto Gregotti

Nato a Novara nel 1927 ha diretto la Biennale Arte di Venezia

 

 

(ANSA) – MILANO, 15 MAR – E’ morto questa mattina a Milano l’architetto Vittorio Gregotti. Aveva 92 anni ed era ricoverato per una polmonite. A darne notizia è stato su Facebook Stefano Boeri, il presidente della Triennale. – E’ morto questa mattina a Milano l’architetto Vittorio Gregotti.    Nato a Novara nel 1927, si e’ laureato nel 1952 al Politecnico di Milano ed e’ stato docente ordinario di composizione architettonica all’Istituto universitario di architettura di Venezia.    Per la Triennale di Milano e’ stato responsabile della sezione introduttiva nel 1964; dal 1974 al 1976 e’ stato direttore delle arti visive ed architettura della Biennale di Venezia.    Tra i suoi libri ”La citta’ visibile” (Einaudi), ”Cinque dialoghi necessari” (Electa), ”L’architettura dell’ espressionismo” (Fabbri), ”New directions in Italian Architecture” a New York. Gregoretti ha curato anche la rubrica ”Architettura” per il settimanale Panorama, collaborava al Corriere della sera e ha diretto le riviste ”Rassegna” e ”Casabella”. (ANSA).

 

 

Artribune del 15 marzo 2020

Morto a Milano l’architetto Vittorio Gregotti. Aveva 92 anni

 

–Valentina Silvestrini

 

 

 

È morto a Milano Vittorio Gregotti, in seguito alle conseguenze di una polmonite. Il grande architetto aveva infatti contratto il Coronavirus. Nato a Novara nel 1927, aveva 92 anni. Aveva esordito nel settore dell’architettura a Parigi nel 1947 a soli vent’anni e due anni dopo la fine del Secondo conflitto mondiale.

 

Nel 1974 fonda con Pierluigi Cerri, Pierluigi Nicolin, Hiromichi Matsui e Bruno Viganò la Gregotti Associati, ovviamente nella sua Milano.

 

Con alle spalle circa 1600 progetti, Gregotti è stato un architetto estremamente prolifico. Tra i suoi edifici più noti la Chiesa di San Massimiliano Kolbe a Bergamo, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Accademia Carrara, nella stessa città, la Torre in via Pirelli alla Bicocca e lo Zen di Palermo, realizzato nel 1969, progetto estremamente controverso e ancora oggi dibattuto.

Il suo ultimo lavoro è del 2012: la ristrutturazione e trasformazione da ex fabbrica a teatro del Teatro Fonderia Leopolda a Follonica.

 

Nel 2018 il Pac di Milano gli ha dedicato una importante mostra antologica.

Pluripremiato, nel 2012 aveva ricevuto la Medaglia d’Oro dell’Architettura Italiana alla carriera, nella stessa edizione in cui medesimo riconoscimento venne asssegnato anche Gae Aulenti e Maria Giuseppina Grasso Cannizzo.

 

 

UNA LEZIONE DI ARCHITETTURA DEL 2011 IN CUI GREGOTTI RACCONTA IL SUO  PROGETTO PER IL GRAN TEATRO DI PROVENZA AD AIX EN PROVENCE

 

durata : 46,06 minuti

 

 

 

 

UN‘INTENSA CARRIERA INTERNAZIONALE

Formatosi al Politecnico di Milano, dove si laureò nel 1952, Gregotti ha affiancato alla pratica professionale un‘intensa carriera nell’insegnamento e nei settori dell’editoria e del giornalismo di settore. Professore ordinario di Composizione architettonica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato anche nelle Facoltà di Architettura di Milano e Palermo, varcando spesso i confini nazionali: in veste di visiting professor, ha lavorato in Giappone, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Regno Unito. Nel 1953 il suo nome si lega a quello di Casabella: è l’inizio di una lunga parabola, dapprima come redattore, quindi come caporedattore e, dopo importanti incarichi in altre testate, come direttore. Mantiene questo ruolo dal 1982 al 1996, incidendo profondamente nello sviluppo della storica testata e nelle modalità di comunicazione e divulgazione del progetto di architettura non solo in Italia. Collaboratore assiduo di settimanali e quotidiani, Gregotti ha pubblicato decine di saggi, tra cui Il territorio dell’architettura (1966), Dentro l’architettura (1991), Identità e crisi dell’architettura europea (1999), Contro la fine dell’architettura (2008) e Il mestiere dell’architetto (2019).

 

 

GREGOTTI E LO ZEN DI PALERMO

“Un buon progetto che non è stato realizzato come avrebbe dovuto”: con queste parole, raccolte nel corso dell’intervista concessa al Corriere in occasione dei suoi 90 anni, Gregotti commentava con lucida amarezza uno degli episodi chiave della sua carriera architettonica: il controverso quartiere ZEN di Palermo. “È la mia battaglia persa contro la società locale così com’era“, aveva confessato alle telecamere di Fanpage.it. L’esperienza della Zona Espansione Nord, promossa sul finire degli anni Sessanta, portò alla nascita di un quartiere di edilizia popolare, concepito sul modello della megastruttura. Il progetto con cui Gregotti si aggiudicò il concorso bandito dallo IACP palermitano venne progressivamente stravolto, finendo per privare l’impianto dei servizi e delle infrastrutture, prima e secondarie, previste. Il risultato è tristemente noto: con il passare del tempo, ZEN è diventato sinonimo di marginalità e segregazione, un simbolo dell’emergenza abitativa dell’intero Mezzogiorno; la sua sorte ha alimentato il confronto tra architetti, politici e società civile, stimolando in parallelo azioni e interventi di diversa natura, intrapresi anche da associazioni locali.

 

 

GREGOTTI RACCONTA LA BICOCCA ::: 4,21

 

 

 

IL PRINCIPIO DEL “PROGETTO TOTALE”

Realizzati in Europa, America, Africa e Medio Oriente, i numerosi progetti dello studio Gregotti Associati sono espressione di una parabola professionale contraddistinta dall’estrema varietà e dalla spiccata capacità di misurarsi con programmi funzionali eterogenei, in contesti diversi. Gregotti e il suo team hanno infatti progettato allestimenti per importanti mostre d’arte, complessi residenziali, stadi (tra cui l’Olimpico di Barcellona e il Luigi Ferraris di Genova), sedi per enti pubblici e università (a Cosenza, l’Università degli studi della Calabria), showroom, negozi, navi da crociera, prodotti di design, parchi, interventi di recupero di aree industriali dismesse. In ambito culturale, si ricordano il Teatro degli Arcimboldi, a Milano Bicocca, e il Centro Culturale di Belém a Lisbona.

 

 

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I RICORDI COMMOSSI

E intanto cominciano ad arrivare i primi ricordi commossi, come quello dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran che scrive su Facebook: “Son giorni difficili dove i morti diventano spesso numeri e statistiche quando invece sono dolore per tante famiglie e perdite per la comunità tutta. Tra i morti da piangere c’è anche Vittorio Gregotti, grande architetto che a Milano ha lasciato tanti segni ma soprattutto il disegno del quartiere Bicocca. Aveva 92 anni e purtroppo il coronavirus è stato fatale. Quando ci saranno tempi migliori capiremo come la Città di Milano potrà ricordarlo al meglio”. O come quello di Luigi Prestinenza Puglisi (che su queste pagine gli aveva dedicato un bel ritratto), che scrive: “L’ho sempre reputato un avversario e sarebbe sbagliato cambiare giudizio solo perché è scomparso. Tuttavia il mondo senza coloro che la pensano diversamente da te è più piccolo e meno interessante, sicuramente più povero”. Profondo il dolore espresso da Stefano Boeri, che ha affidato a Facebook il suo ricordo: “Se ne va, in queste ore cupe, un Maestro dell’architettura internazionale; un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che -restando sempre e prima di tutto un architetto- ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l’architettura come una prospettiva: sull’intero mondo e sull’intera vita. Che grande tristezza.”

 

 

Vittorio Gregotti, Università Milano Bicocca, 1986 99

UNIVERSITA’ BICOCCA, 1986-99

 

 

Vittorio Gregotti, Università della Calabria, Rende, Arcavacata, 1977

UNIVERSITA’  DELLA CALABRIA, RENDE, ARCAVACATA, 1977

 

 

Vittorio Gregotti, Il territorio dell’architettura (Feltrinelli, 1972)

 

Vittorio Gregotti, Case a Cannaregio, Venezia, 1981 86

CASE A CANAREGGIO, VENEZIA, 1981-86

 

 

 

 

 

Il quartiere Zen di Palermo, progettato da Vittorio Gregotti (1969)

IL QUARTIERE ZEN DI PALERMO, 1969

 

 

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  1. Donatella scrive:

    Purtroppo quartieri popolari pensati da grandi architetti, non essendo poi stati dotati di servizi indispensabili previsti nei piani ma mai costruiti, sono diventati sinonimo di degrado sociale ( lo ZEN di Palermo, il Corviale a Roma, le Vele a Napoli, ecc.).

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