Il poeta Roberto Rododendro, il ricordo di una Laura — ———– ” perché – antico ricordo / – solo quello ci permette di crederci / ancora vivi. ” —- — dipinto mario bardelli

 

 

 

bardelli, stazione centrale, 2010
150×100 cm

 

 

 

il ricordo di una Laura

Laura nella sotterranea ti vedo guardare

il muro ricurvo e scuro al di là della rotaia

dando le spalle a tutti con occhi lontani

come se tu riuscissi a vedere il mare

ti vedo fissare le rotaie

con sguardo sognante

come se ti potessero portar lontano

 

come se tu non sapessi già

che il viaggio è inutile

e non ti porta da nessuna parte

 

se non dalla stessa parte

Laura ti vedo di spalle un po’ curva

non ti conosco e non so chi tu sia

ad una stazione della metropolitana in Roma

tra fiumane di gente che va e che viene

che parte e poi ritorna

tra vagoni rombanti e luminosi

preannunciati da folate di vento

tu rimani lì di spalle assorta

coi capelli biondi ora

          tagliati corti

che liberano il collo chiaro e snello

 

Laura tu non lo sai chiunque tu sia

che io non ti conosco e che ti guardo

con sguardo assente

seduto alla panchina in attesa

di un vagone che mi porterà da altra parte

che sarà nessuna parte

 

perché non ci resta alcun luogo dove andare

se non un’arida attesa

che passi il giorno ed altro ricominci

per continuare a campare

 

con occhio ottuso

con in mente soltanto un vago ricordo

di te lontano nel tempo

di quando ero io a guardare il mare

con sguardo fisso e tormentato

( e tu mi pregavi di restare)

e le navi passavano piano all’orizzonte

come miraggio costante

lasciandomi lentamente solo

e sognavo una partenza

ad ogni treno che correva misterioso e vuoto

che mi portasse altrove

Quindi

anche se tu non sei più tu

ed io non son più quello

siamo ancora qui

 

Nessuno è andato da nessuna parte

 

come su una giostra

ci sforziamo di crederci a un viaggio definitivo

su questa metropolitana che ci fa già morti

traslati sempre nello stesso luogo

 

Per un attimo ti volti ma non mi vedi

non guardi la gente che sale che scende

o le carrozze illuminate e rombanti

 

…….Perchè non ci siamo per nessuno

se non per noi stessi

quando il gabbiano ha tracciato il volo

ed il cielo rimane vuoto

 

perché – antico ricordo –

solo quello ci permette di crederci

ancora vivi.

 

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9 risposte a Il poeta Roberto Rododendro, il ricordo di una Laura — ———– ” perché – antico ricordo / – solo quello ci permette di crederci / ancora vivi. ” —- — dipinto mario bardelli

  1. Chiara Salvini scrive:

    chiara, ho messo tutti gli spaziati giusti- rivisti – quando ho salvato sono tornati come ” si era copiata da sola “. Adesso non te la mando, né la metto su Facebook né su X – domani ci riprovo, ciao caro Roberto, brù
    Oggi è il giorno dopo : ho riprovato parecchio tempo, ma nopn tutto è riuscito giusto, mi spiace ! E’ una vecchia storia, questa, tra di noi, e proprio per questo mi spiace, perché tu ti arrabbi come seuno volesse farti un dispetto.. Domani ci riprovo, ciao -. cerca di voilermi un pezzetto di bene.

  2. labarbara scrive:

    ciao Roberto, ciao Brù, la poesia mi è tanto piaciuta
    …ora la rileggo.
    buona giornata
    labarbara

    • Chiara Salvini scrive:

      Carissima labarbara ! adesso non so bene dove starò, se ancora un po’ qui e poi a Genova, non so, ma è apopena mi stabilizzo, ci vediamo ? ciao bella Barbara..sei sempre bella uguale ?! brù

  3. DONATELLA scrive:

    Molto bella la poesia di Roberto che parla di tutti noi.

  4. DONATELLA scrive:

    Caro Roberto, grazie per il bellissimo commento che hai fatto al mio raccontino scemo.
    Nel prestigiosissimo n° 1 dell”Asino Rampante” c’è questa tua bella poesia:

    Sono i ragazzi dimenticati
    che trascinano per le strade
    i loro sguardi bisognosi d’amore
    e affondano nel mare i loro occhi sperduti
    e si sentono eternamente soli
    e sono eternamente soli.
    Bussano timidi alle porte
    e stanno muti agli angoli di strada
    invocando carità,
    carità fatta di niente.
    Ma sono ragazzi dimenticati
    che tremano a uno sguardo vuoto
    e soffrono a una leggera carezza.
    Carità fatta di niente ch’è tutta la vita.

  5. DONATELLA scrive:

    Molto bello il quadro di Mario: la stazione è un luogo così carico di emozioni che è difficile raffigurarla in un modo così apparentemente neutro ma pieno di umani sentimenti.

  6. roberto scrive:

    Bru, è vero, la poesa è stata riprodotta con troppo spazi tra un verso e l’altro ma io non me la prendo e quindi non prendertela neanche tu. Ti voglio bene scema. ma lo sai che qui ho riscoperto te e Donatella ( non “la Do”) e non sai quanto piacere mi faccia.
    Che poi questo tuo blog assomigli ad un caravanserraglio , probabilmente è il suo pregio: cerchi una cosa e non la trovi ma ne trovi un’altra e un giorno, chissà, ritrovi “quella cosa” che tanto ti premeva ma … non ri cordi più perchè ed è cosa nuova!
    Meglio di così non c’è.
    E mario, bello quella stazione , forse un culo un po’ troppo fasciato ma quelle sono le sue allucinazioni, ceh farci?
    Un bell’abbracio e salutami quella barbara che non conosco 🙂

  7. roberto scrive:

    Dimenticavo: DONATELLA ma che bel regalo e si, quella poesia ce l’ho ancora ma non ricordavo di averla pubblicata sull’Asino Rampante. Avevo 16 anni, si mi piace ancora,
    grazie per questo ritrovamento. Io pasticcione e disordinato come sono non ho più niente,
    Poi un giorno vi dirò perchè non sono entrato a RAI 3, quasi divertente 🙂

  8. roberto rododendro scrive:

    e si, rieccomi qua come venuto dall’aldilà ( dove invece tra non molto andrò, si avvicina tanto da diventare un aldiqua 🙂 ) . Si, vorrei sapere chi è quella labarbare così carina, detta così non la conosco eppure se i tempi son quelli..

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