ANSA.IT  15 ottobre 2026- 18.30 : Fonti militari, 4 morti nel raid Houthi contro la sede presidenziale di Aden. + alcuni dati + cartine da Limes + Corriere 15 ottobre

 

 

 

 

INTRODUZIONE : si tratta di annotazioni

Il presidente dello Yemen riconosciuto a livello internazionale è Rashad al-Alimi, capo del Consiglio di direzione presidenziale dal 7 aprile 2022. Nominato per sette anni prorogabile. La capitale  provvisoria è Aden- Il Presidente precedente è stato: ‘Ali ‘Abd Allah Saleh dal 1978 fino al 2012.

Nel 2011 il vento delle Primavere arabe arriva anche in Yemen, provocando sommosse di piazza contro il presidente Saleh, a cui gli Houthi  ( 1 vedi sotto ) partecipano attivamente. Negli anni successivi, gli Houthi percorrono attivamente la via della lotta armata e di fatto prendono il controllo di importanti pezzi del paese, in primis il natio governatorato di Sa’da ( nord del paese ).

Il presidente Saleh viene deposto e sale al governo  Abd Rabboh Mansur Had.

È in questa fase (biennio 2014-15) che inizia a cristallizzarsi in Yemen uno scenario politico-militare bipolare: da una parte gli Houthi sostenuti dall’Iran, paese guida dei movimenti politico-militari sciiti, dall’altra il governo riconosciuto dalla comunità internazionale spalleggiato, in modo istituzionalizzato a partire dal 2015, da una Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita. L’esecutivo guidato da Hadi, tuttavia, lascia la capitale San’a per trasferirsi nella città portuale di Aden.

 

 

prosegue nel link :  ISPI ONLINE

Houthi: chi sono e cosa vogliono i miliziani dello Yemen

 

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ANSA.IT  15 ottobre 2026- 18.30

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/10/15/fonti-militari-4-morti-nel-raid-houthi-contro-la-sede-presidenziale-di-aden_e0f67684-f513-498b-b3d7-8ebe22f25d1e.html

 

 

Fonti militari, 4 morti nel raid Houthi contro la sede presidenziale di Aden.

 

Nell’attacco sono rimaste ferite anche dieci persone.

 

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA

Fonti militari governative hanno riferito che quattro persone sono morte nell’attacco missilistico attribuito ai ribelli Houthi contro il palazzo presidenziale del governo yemenita ad Aden, capitale provvisoria del Paese.

Le forze governative hanno inoltre riferito che gli Houthi hanno lanciato “diversi missili balistici” contro la città di Marib.

Nel raid sono inoltre rimaste ferite 10 persone.
Media affiliati agli Houthi hanno dichiarato che l’obiettivo dell’attacco era “il quartier generale delle operazioni militari, dirette da ufficiali sauditi”.

 

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CORRIERE DELLA SERA — 15 OTTOBRE 2026

https://www.corriere.it/esteri/26_ottobre_15/bin-salman-vero-obiettivo-houthi-iran-d53e5e9e-a19d-44e8-95a7-7efa43156xlk.shtml

 

Il vero obiettivo degli Houthi (e dell’Iran) è la leadership di Bin Salman

di Federico Fubini

In tre anni l’Arabia Saudita ha speso duecento miliardi di dollari per la difesa. Eppure gli Houthi hanno messo in ginocchio l’aeroporto di Riad.

Tra il 2024 e il 2025 l’Arabia Saudita del principe Mohammed Bin Salman ha speso 163 miliardi di dollari nella propria difesa. L’esercito rappresenta la prima voce del bilancio di Riad, capace di assorbire oltre un quinto delle enormi uscite del regno.

Dei sistemi antimissile in particolare mancano i resoconti, ma l’impegno è colossale: Riad ha contratti da nove miliardi di dollari per comprare Patriot Pac-3 americani e da 3,2 miliardi di dollari per i Cheongung-II sudcoreani, oltre a somme mai rese pubbliche ma cospicue per i sistemi americani Thaad (Terminal High Altitude Area Defense). Risultato: l’aeroporto internazionale di Riad è appena stato colpito dal cielo quattro volte in quattro giorni per mano degli Houthi dello Yemen, con 18 morti, centinaia di feriti e la paralisi di tutti i voli attorno alla capitale della principale economia del Medio Oriente.

L’altra notte poi un missile balistico, di nuovo lanciato dalla milizia yemenita alleata dell’Iran, ha attraversato la penisola arabica fino alla costa del Golfo e centrato i principali impianti di Saudi Aramco a Dhahran. Un missile con un raggio di almeno 1.300 chilometri, con effetti devastanti: Saudi Aramco, controllata dalla famiglia regnante ma quotata in borsa, è la più grande azienda dell’energia al mondo per valore di mercato e delle attività reali.

Eppure la sua base era indifesa da parte di un Paese che nell’ultimo triennio ha speso oltre duecento miliardi di dollari in apparati militari. Con un solo lancio gli Houthi, una milizia irregolare e relativamente priva di risorse, hanno distrutto greggio ed equipaggiamenti per miliardi di dollari. Difficilmente la sequenza poteva essere più umiliante per Mohammed bin Salman.

Gli attacchi degli Houthi ormai prendono di mira non solo gli snodi strategici dell’Arabia Saudita, ma ancora di più la credibilità del suo leader. La spesa militare non è servita a mettere al riparo le sue infrastrutture critiche; la modernizzazione non lo aiuta a prevalere nello stato di belligeranza sempre più esplicito con l’Iran (e i suoi satelliti); su Bin Salman e la credibilità dei suoi sogni di emancipazione dell’economia saudita dal petrolio, già costati centinaia di miliardi di dollari, si stendono ombre mai così vistose.

Perché l’obiettivo degli Houthi e dell’Iran non è più solo frenare l’export di greggio saudita. È soprattutto minare le basi del potere di Bin Salman stesso e creare le condizioni per un cambio di regime — magari all’interno stesso della famiglia regnante — a favore di fazioni più disposte a riconoscere il potere sul Golfo dei guardiani della rivoluzione di Teheran.

Sarebbe un paradossale ribaltamento delle sorti in una guerra scatenata da Donald Trump, sulla carta alleato di Riad, in nome del cambio di regime a Teheran. Ed è difficile prevedere se la manovra della Repubblica islamica possa riuscire — probabilmente no — ma mai come in questi giorni il quarantunenne leader saudita è apparso debole e velleitario.

 

***L’articolo prosegue nel link del Corriere:

https://www.corriere.it/esteri/26_ottobre_15/bin-salman-vero-obiettivo-houthi-iran-d53e5e9e-a19d-44e8-95a7-7efa43156xlk.shtml

 

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ALCUNE CARTINE DA LIMESONLINE–  IN TRAPPOLA – n°3 – 2026

ADEN, CUORE CONTESO DELLO YEMEN

Fulcro del secessionismo del Sud e specchio delle fratture interne, la città è oggi disputata tra sauditi ed emiratini. Le glorie precoloniali e il lascito britannico. L’importanza per le rotte del greggio e la variabile ḥūṯī. Da qui passa il futuro del paese.

 

*** LE CARTE SONO DI LAURA CANALI

di Lavinia BERTOLDI

https://www.limesonline.com/rivista/aden-citta-disputata-tra-sauditi-ed-emiratini-mar-rosso-stretto-di-bab-el-mandeb-21642748/

 

dal link sopra, LE CARTE

 


laura canali 2025

stretto di Bab al Mandab

 

 

 


LAURA CANALI 2025

MAR ROSSO

 

 

 


LAURA CANALI 2026

 

 

LAURA CANALI 2021

 

 

Volendo dare una lettura alla storia dello Yemen consigliamo questo link:

CARITAS DI ROMA– aiuta nel delineare l’estrema complessità della storia di
questo stato-  

https://www.caritasroma.it/wp-content/uploads/2015/11/yemen.pdf

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