23 marzo 2013 ore 19:46 ANTON DVORAK SINFONIA N.9 “DAL NUOVO MONDO” (STATI UNITI)—CON UNA NOTA DI STORIA DELLA MUSICA SULLA SCUOLA BOEMA

 

Antonín Dvořák nacque nel 1841 a Nelahozeves vicino a Praga (allora nell’Impero Austriaco, ora Repubblica Ceca), la città dove trascorse la maggior parte della sua vita. Muore a Praga1º maggio 1904.

Il titolo si riferisce evidentemente al Nuovo Mondo che è l’America, in seguito alla nomina del compositore come direttore del New York National Conservatory of Music. La cultura americana stimolò e arricchì Dvořák, che propose una sinfonia di matrice classicaeuropea, ma contaminata dalla musica autoctona, come gli spirituals.

« Nella Sinfonia n. 9 ho semplicemente scritto temi originali che racchiudono le peculiarità della musica indiana »
(A.Dvořák)

Fu composta nel 1893New York ed eseguita in prima assoluta alla Carnegie Hall il 16 dicembre di quello stesso anno, ottenendo un enorme successo.

 

 

 

 

DIVISA IN 4 MOVIMENTI

The Symphony No. 9 in E Minor “From the New World”, Op. 95, B. 178, popularly known as the New World Symphony, was composed by Antonín Dvořák in 1893 during his visit to the United States from 1892 to 1895. It is divided in four movements:

I. Adagio 0:00
II. Largo 12:07
III. Scherzo 24:14
IV. Allegro con fuoco 31:29

 

La Nona Sinfonia di Dvořák prevede il seguente organico orchestrale:

  • 2 flauti (uno anche ottavino)
  • 2 oboi (uno anche corno inglese)
  • 2 clarinetti in La
  • 2 fagotti
  • 4 corni in Mi e Do
  • 2 trombe in Mi, Do e Mi Bemolle
  • 3 tromboni (2 tenori ed un basso)
  • Tuba (solo nel secondo movimento)
  • Percussioni: timpani, triangolo e piatti
  • Strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli e contrabassi)

 

 

Il primo movimento è ispirato allo spiritual Swing Low Sweet Charriot , il cui tema tornerà come leitmotiv della sinfonia.

Il secondo movimento può ricordare uno spiritual, tanto che furono scritti dei testi e gli fu dato il nome di Goin’ home. Il motivo pentatonico anemitonico richiama la musica degli indiani d’America.

Il terzo movimento è caratterizzato da una pulsazione ritmica, che si ispira questa volta al patrimonio folkloristico ceco, in particolare alle danze di corteggiamento chiamate furiant.

Il quarto movimento contiene il celebre maestoso tema, che identifica per sineddoche la sinfonia intera.

 

 

nota di storia della musica:

 

Le scuole nazionali

La scuola boema

All’inizio della seconda metà dell’Ottocentesco, iniziarono a delinearsi i presupposti per la nascita di scuole musicali alternative alle grandi tedesca, francese ed italiana che, con vari contributi, per alcuni secoli avevano monopolizzato il panorama. In realtà, si potrebbe parlare di scuola, nel senso accademico del termine, solo nel caso russo, con il gruppo dei Cinque, mentre nelle altre situazioni il termine “scuola” indicava più astrattamente una tendenza, un filone artistico.

Tutte queste scuole nazionali furono però accomunate da questo desiderio di rivalsa nei confronti dell’egemonia italo-franco-tedesca in un’ottica prettamente romantica che privilegiasse quindi la cultura nazionale ed il recupero delle melodie e del patrimonio popolare. Non a caso infatti alla fine dell’800 nacque il fenomeno dell’etnomusicologia che costituì l’espressione prettamente “scientifica” di questa tendenza.

Le forme musicali più apprezzate da queste scuole erano quelle tipicamente romantiche: pezzi per pianoforte, poema sinfonico, lied, e soprattutto opera e balletto, dove il carattere nazionale poté sfruttare il grande contributo alla causa dato dalla letteratura locale, come nel caso della Russia.

La scuola boema nacque idealmente con Bedřich Smetana (1824-1884), che tendeva al recupero del patrimonio culturale senza rinnegare i valori culturali europei. Di lui si ricordano i sei grandi poemi sinfonici per orchestra raccolti con il titolo “Ma vlast” (la mia patria), e l’opera “La sposa venduta”.

Prosecutore dell’opera di Smetana fu Antonín Dvořák (1841-1904), che risentì dell’opera Brahmsiana nelle sue 9 sinfonie, tra le quali spicca la quinta (o nona) “dal nuovo mondo”, composta appunto durante il suo soggiorno statunitense dove ricoprì l’incarico di direttore del conservatorio di musica di New York. Essa risente, anche se in modo velato, dei canti popolari “spirituals” propri della cultura di quelle terre.

Il suo contributo alla musica popolare boema annoverava la “Suite ceca” e le due serie di “Danze slave” per pianoforte a quattro mani. I generi tipicamente romantici videro in lui la luce con 5 poemi sinfonici, mentre la produzione operistica comprendeva “Il giacobino” e “Rusalka e Armida”. Vasta anche la produzione di musica da camera (tra cui vari lieder), e sacra (cantate, messe). Infine fanno parte del catalogo di Dvořák anche un concerto per piano e uno per violino.

 

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