fats domino ed elvis presley::: blueberry hill / love me

 

 

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1 risposta a fats domino ed elvis presley::: blueberry hill / love me

  1. roberto rododendro scrive:

    Sotto Fats ed Elvis la posso anche postare questa ballata un tantino blasfema, ma io quel Papa non l’ho mai sopportato.

    Ballata n° 4

    ballata n. 4

    Roma caotica infernale
    stravolta da americani
    dai selvaggi cittadini

    Roma maleodorante putrefatta
    invasa da cani metropolitani
    da preti politicanti e questurini

    Ci siamo rivisti a Borgo Pio
    senza un motivo apparente
    o senza un motivo per niente

    Recitava il Papa quel giorno
    e fra una moltitudine di gente
    c’ero anch’io
    anche se non c’entravo per niente

    Lui era lassù e assai lontano
    in alto al suo balcone
    io smadonnavo poco cristianamente
    su lui sul traffico su ogni accidente

    Ti ho vista perchè
    c’eri anche tu e sembravi uguale a me
    e ti ho sbattuto addosso
    del tutto casualmente le mani sulle tette
    forse un gesto di protezione
    o un insano senso di conservazione
    per me salute mentale

    Ma no
    gesto condizionato e tu
    me l’hai abbrancato al volo
    quasi facesse parte delle masse
    o un cero al santo padre

    come se l’aspettassi

    Un punto fermo
    un pilastro per la tua salvezza
    un appuntamento fissato e puntuale

    Me l’hai strizzato con gioia
    allegramente ed io riluttante
    t’ho lasciato il seno destro

    per grattarmi il naso

    Distratto come non ero t’ho detto
    “Ciao ci si rivede”
    Già
    come fosse stato ieri o un’ora prima

    Tu che non ridi mai o così dici
    o così ti vedo
    hai storto un po’ la bocca
    tanto che sembrava un sorriso

    Mi guardi sempre che non capisco
    se mi vedi
    o cosa vuoi da me
    ma tanto basta io ci sono
    stolido e goffo nei gesti e nel linguaggio
    sono sempre un giorno indietro o un anno
    e non so mai
    come mi vuoi
    se mi vuoi

    Allora ho trascinato le braccia
    lungo i fianchi – i miei – e tu
    come niente hai intrufolato la mano
    accarezzandolo per bene
    un vecchio amico

    “Ti lavi sempre e non odori mai”
    hai detto annusandoti le dita
    scuotendole come per buttarmi via

    insomma
    a te ti va così e ti diverte

    Ti ho stretto allora
    e ho premuto il tuo ventre
    sul mio cazzo incandescente

    Pioveva acido su noi e il Papa
    le braccia levate la bocca che parlava
    era imponente al suo balcone
    ed io lo so che ci guardava

    La gente era tanta e stretta stretta
    smarrita rapita si beava
    scoreggiava tossiva e non capiva

    pioveva acido
    e l’acre odore del sudore
    dei fedeli e dei gas dei diesel
    si miscelava al mio

    non volevo baciarti gesto ostentante
    ma il Papa ha parlato tuonando
    di donne fedeltà focolare e calzette
    e tu per rabbia e con livore
    – ora lo so perchè eri lì –
    m’hai preso il viso tra le mani
    con le tue mani le dita lunghe
    Con le tue labbra calde
    m’hai baciato in bocca
    come null’altro ci fosse che noi

    Perchè tu c’eri eccome
    ben piantata ed anch’io c’ero
    e caddero schiantati
    focolari fedeltà e calzette
    schiacciati sul selciato infangato
    infiorato di cartacce cioccolatini sfatti
    di panini per metà mangiati
    di preservativi usati e dimenticati
    dai pellegrini deliranti e ottusi

    Roma papalina mistica e bugiarda
    Roma infingarda
    sbracata e sbrindellata
    vecchia baldracca

    Roma città inculata
    da politici e tassinari
    da impiegati delle poste e da poeti
    da bambini da attori e questurini

    da invalidi di guerra e del lavoro
    da vecchi pensionati
    da donne grasse e magre
    dai giovanotti in cravatta e ben stirati

    da gentiluomini un po’ stempiati
    con sguardo accusatore che san tutto
    da grassi prelati pretini e suore
    e dalle dolci fanciulle in fiore

    baldracca che tutto accetta
    e tutto vale

    Me l’hai succhiato lì
    che sembravi inginocchiata per pregare

    E poi
    domenica mattina andremo a vedere
    le vetrine sbarrate a via Frattina
    tenendoci per mano – donna fedele –
    sorridendo ai calzini col buco
    al focolare

    Il Papa elegante e fiero al suo balcone
    bianco biondo e lindo come un fiordaliso
    ci ha puntato il dito addosso
    quando ce ne siamo andati

    ed ha tuonato il cielo.

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