un parente e l’origine della malattia mentale

 

Ho trovato per caso questa preziosa lettera di una zia che scrive a mia madre, la sorella, che all’epoca era in Brasile con me; io avevo già avuto due ricoveri, entrambi di tre mesi, cui era seguito circa un anno di depressione per ognuno. L’anno preciso non c’è,  ma era dopo il ’77 quando ero già in Brasile da gennaio, e ho avuto la mia seconda crisi a settembre-ottobre. La diagnosi psichiatrica in Italia era stata “psicosi maniaco depressiva o bipolare”.La diagnosi psicoanalitica, fatta dal Professor Zapparoli era invece stata di “simbiosi con la madre e la sorella, essendo quest’ultima erotizzata”. Per guarire mi aveva consigliato di andare lontano dalla famiglia il più possibile e fare analisi. Nel frattempo mi ero rimessa in contatto con Nicolò, conosciuto e amato nel mio primo soggiorno in Brasile nel 63-64, e quindi la scelta fu il Brasile.

 

All’epoca mi stavo curando con i farmaci con un bravo psichiatra e amico, il dottor Giorgio Picciafuoco, di origine italiana,  che aveva avuto, per caso, la mia stessa malattia, passandola alla figlia in modo molto grave;  e facevo analisi (una terapia analitica “ortodossa”, Freud-Melanie Klein-Bion, a chi interessasse) sei volte alla settimana. Stavo come potevo. Vivevo con Nicolò, non ricordo se  già “ufficialmente” sposata.

Per favore scrivetemi la vostra opinione sull’origine della malattia mentale. Lo scrivo con fervore, ma mi sembra di parlare da sola, in un deserto.

 

La lettera, dopo una lunga parte molto elogiativa su mia sorella, “con la quale si identificava”, passa a me.

 

PARLIAMO DELLA CHIARA. Essa ha il carattere di molte donne che leggo su certi giornali di medicina che scrivono allo psichiatra, non vogliono restare sole cioè sentono che non possono restare sole.

Queste donne sono di quella categoria egoista, saranno ammalate ma di egoismo, per colpa dei genitori che hanno dato loro sempre tutto, hanno avuto sempre tutto, e la Chiara era l’idolo di suo papà specialmente, ha avuto sempre tutto. E’ voluta andare a Como, è andata, è voluta andare a Milano, è andata, è voluta andare a Roma, è andata.

Ora voi dovete continuare a darle quello che vuole perché essa, se non ha quello che vuole, si sente male ed è capace di fare delle cose che non dovrebbe fare, perché essa vuole distinguersi, vuole sempre emrgere, sia in un modo sia in un altro. La Chiara non ha mai conosciuto sacrifici, non ha conosciuto privazioni e non ne vuole: il giorno che dovesse affrontare tutto questo, piuttosto si fa ricoverare in clinica.

In un ospedale con la gente comune, trattata come trattano tutti, vedresti che Chiara starebbe sempre in gamba. E’ tutta questione di volontà.

Quante mogli hanno il marito impegnato per lavoro, lei cosa vuole la Chiara?  che il marito si faccia strada o lo vuole alle sue sottane? Queste due cose non possono avvenire.

Ora si tratta di vedere se la Chiara afrronta la vita come ci si presenta e da lì può emergere e essere una buona moglie, consigliera del marito ma sempre al secondo posto.

Ora smetto, avrei ancora molte cose da dire e se la Chiara l’avessi sotto la mia direzione, fosse mia figlia, per il suo bene l’avrei guarita.

Cara Chiara, non so se tua madre ti farà leggere queste mie righe, ma dovrebbe farlo, questo è quanto la tua psicologa ti dovrebbe dire e battere sul punto. Scrivo questo – Chiara perché ti voglio bene, mi ricordo quanto sei stata cara con me, quanto sei altruista con tutti, ti sacrifiche per gli altri se ti vanno a genio; ecco non capisco questo: sei di cuore grande, ma in certi casi sei egoista con tuo marito e i tuoi familiairi vicini. Con me non posso dire quanto sei stata grande, mi vuoi bene, hai fatto molto per me quando sono venuta in Brasile, ma ora non fai nulla per tuo marito che lavora, devi collaborarlo, ha bisogno della buona parola della moglie, Nicolò ha bisogno di essere incoraggiato, io l’ho capito. Chiara  coraggio. Chiara devi dominarti, un abbraccio.

 

Qualche giorno fa ho letto questa lettera a mia sorella chiedendole un parere; mi ha risposto: ” be’ io sono abbastanza d’accordo con lei, sei stata viziata e facevi quello che volevi”. Io: “ma lo dici perché i notsri genitori mi mantenevano nelle cose che volevo fare?”. No, non lo dico per questo, lo dico perché facevi quello che volevi.

Senti-le dico- non vuoi che ti dica cosa dice la scienza sull’origine delle malattia mentali?”. Rimane in silenzio, allora comincio: “C’è prima di tutto una componente genetica…” Fa un gesto ampio con il braccio come dire “Sono stufa di tutta quest’aria fritta”.

Non hanno importanza le mie reazioni, né voglio fare commenti alla lettera, anche se so che potrebbe essere interpretata tirandone fuori il buono che, a mio parere, c’è.

La mia è un’indagine.

Voglio aggiungere che le amiche cui l’ho letta non hanno avuto reazioni particolari, al massimo: “E’ ignoranza”.

A mio parere l’ignoranza è importante, ma non è tutto: perché non informarsi da uno specialista? E poi, quanti laureati e non laureati, professionisti, professori di facoltà per dire la crema della cultura che ha accesso alle fonti come vuole, la pensa così.

La mia indagine, la faccio con molta attenzione, ma quello che so con certezza è che con un habitat così, nessun malato mentale può curarsi se non di facciata, ma ad apprezzare la propria vita come fa?

Marco, di cui vi ho già parlato, mio paziente “al modo della cucina mia”, come direbbe l’Artusi, è un esempio perfetto. Ma lascio per un’altra volta.

C’è una cosa molto importante da dire: queste modo di considerare la malattia mentale si trova più spesso nelle classi più o meno colte, più o meno medie. Tra il popolo, la malattia mentale è accettata come un’altra malattia. Questa è la profonda ragione perché, nei miei vari ricoveri, le uniche persone con cui stavo bene – come racconterò – non erano né medici né infermieri ma le badanti che facevano anche le pulizie. Devo aggiungere che, com’è naturale, parlo in generale, le eccezioni…sono obbligate ad esserci!

Grazie di avermi ascoltato.

 

 

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3 Responses to un parente e l’origine della malattia mentale

  1. FruFru84 scrive:

    Cara, intanto voglio dirti di quanto io sia orgogliosa di questo tuo blog. E’ stato un passo fondamentale secondo me nella tua vita. E’ un aprirsi al mondo ed è qualcosa che ammiro molto (e sopratutto so quanto è difficile).

    Come figlia ti ringrazio di avermi aiutata a comprendere quanto il mondo sia sfaccettato.. di quanto si debba lottare ma di quanto bisogna anche gioire delle piccole cose.
    Lo sappiamo solo noi quanto sia stata dura… cercare di adattarci una all’altra…
    Ho sempre fatto una gran fatica a capirti, ad aprirmi alla tua mente così “selvaggia” per me… oltre al conflitto dentro di me nel cercare di vederti come persona e nn solo egoistiamente come madre.

    Ancora adesso la fatica resta.. sopratutto per una tua componente così sensibile che a volte a me è sembrata eccessiva. Sei come una di quelle statuine di cristallo, bellissime e che sembrano fatte di acqua… ma fragili e delicate e della quale bisogna avere una particolare cura. Io ammetto di essere un pò un “carro armato” e sopratutto di essere il famoso “elefante in un negozio di cristalli” quindi come vedi va da sè la difficoltà di inontrarci!!
    Insomma adesso nn sto qui a fare una prosopopea lunga un anno sulla nostra vita!! anche perchè nn è “commerciale” se mi passi il termine, sarei troppo noiosa.

    Voglio concludere: come figlia ma sopratutto come persona vorrei darti un consiglio… vivi con la giusta dose di autocritica ma anche di senso dell’umorismo.. nn far si che le parole delle persone ti schiaccino come macigni!
    La tua più grande dote è la sensibilità.. ma fai in modo che rimanga una dote.. non farle attraversare il confine del difetto.

    1 commento di una lunga serie! 🙂

    Ti voglio bene

    Tua figlia

  2. nemo scrive:

    “””… Nel 2020, prevede l’ Oms, la depressione sarà la seconda causa di malattia e invalidità nei Paesi occidentali e oggi in media una persona su quattro presenta qualche disturbo mentale. C’ è da riflettere: e se avessimo sbagliato sul dove concentrare i nostri sforzi per raggiungere benessere e longevità ? …. “”” ( Umberto Veronesi, la Repubblica odierna )

  3. diletta luna scrive:

    Ho letto e riletto la replica di FruFru 84 e quella di Nemo e mi sembra molto bello quello che scrivono – penso ti siano piaciute queste repliche. Per ora, tanto perchè tu non pensi di essere una che parla nel vuoto, ti dico di essere d’accordo, al massimo, con quello che ti scrive frufru alla fine del suo scritto e cioè di essere autocritica, sì, ma di vivere con il giusto… senso di umorismo, senza farti schiacciare dalle parole di …nessuno. L’origine della malattia mentale ? Troppi distinguo ci vorrebbero e io devo pensarci ancora.

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