UN NUOVO PERSONAGGIO SI AFFACCIA CON ESTREMA RETICENZA ALLA NOSTRA FINESTRA: E’ BRIGITTE BARDOT, B. B. PER GLI AMICI. (prima lettera)

 

Ia LETTERA DI b.b.

 

IMMAGINI DI COME ERI NEI MIEI RICORDI: UN MISTERO BELLISSIMO CHE MI “BLOCCAVA” LI’ IN SILENZIO

 

[audio:http://www.neldeliriononeromaisola.it/wp-content/uploads/2011/12/Anna-Oxa-_Quando-nasce-un-amore_-Sanremo-1988-2°.mp3|titles=Anna Oxa – _Quando nasce un amore_ (Sanremo 1988) 2°]

 

foto di Claudio Di Segni

 

 

 

BREVEMENTE CHIARA

 

B.B. come me è nata del ’44, era a scuola con me, elementari e medie, e credo di essere stata uno dei principali bersagli del suo odio (conversazione avvenuta quando ci siamo riviste la scorsa estate dopo oltre cinquant’anni). Da parte mia confermo: in terza media ero responsabile di classe; questo significava accostare le varie alunne (scuola di suore, classe solo di femmine) e cercare di conoscere i loro problemi sia riguardo allo studio sia su altre cose che potevano influire su questo. Ho un flash fisso in mente, ripetutamente sempre lo stesso: vedo B.B. nel primo banco sotto la cattedra, dalla parte opposta della finestra, nell’intervallo o in una pausa della lezione, mi accosto dicendo qualcosa, una domanda, un invito a parlare: lei mi guarda fissa negli occhi, nel ricordo ha un colorito pallidissimo quasi grigiastro, i muscoli del viso tesi, l’aria è di calma sfida. Ascolta cosa dico, non mi interrompe, ma non risponde, non muove il più piccolo muscolo, l’espressione degli occhi molto seria e fissa, la testa leggermente alta, con fierezza. Dopo qualche minuto mi allontano senza riuscire a darmi una spiegazione. Non ne ho mai riferito all’insegnante. E’ rimasta una cosa tra noi due, uno scambio “intimo”, in quanto quella particolare forma silente di odio, diventava comunicazione a due perché, questo odio, io lo ricevevo e me lo tenevo dentro, senza espellerlo su di lei con le giustificazioni più varie.Dentro di me rimaneva una piccola immagine nera (avevamo i grembiuli neri) che mi si opponeva in maniera assoluta. Un immagine mentale senza possibile spiegazione a cui ritornavo senza risposte.

 

Varie volte l’ho invitata a raccontare la sua storia e a diffonderla a me e agli altri per imparare: una storia molto drammatica, è ancora per lei una ferita aperta, una storia da cui lei emerge – a mio parere – con la forza di chi ha vinto il proprio destino, l’ha “girato” in bene: una piccola eroina che di uno sfacelo ha fatto una straordinaria costruzione: lei stessa e suo figlio.

Calma, padrona di sé, tranchent e dolce, disponibile…insomma “vale la pena” conoscerla perché è un essere di gran valore. E’ un esempio di persona che avrebbe potuto essere malata mentale per le condizioni in cui si è trovata a vivere ed invece è sanissima… con leggere ammaccature che arricchiscono-se mi permettete-la carrozzeria! Quella che vi porgo  è la mia Brigitte Bardot : voi, se leggerete vi farete “la vostra B.B.”.

 

Collabora al blog con un lavoro due: trascrivere da nastri incisioni varie. Ieri mi ha mandato una lettera di accompagnamento ad alcune lettere tra me e la Donatella ai tempi del ginnasio che, non so a che scopo, anzi ne ho meraviglia, sono state da me inventate a partire dai miei diari.  Insieme c’era una letterina che ho inteso come una “leggera apertura”. la pubblico nella speranza che sia la prima di una lunga storia.

 

FINALMENTE B. B. E’ ARRIVATA!

 

22-12-11
Cara Chiara, bisognosa di coccole! Come stai? Spero meglio… qui è una di quelle giornate così splendide che ti senti indegna di tanto privilegio.
Anche S. mio (il figlio) non sta bene, ma è a Torino, pare che abbia la febbre. Voi che andate verso la Padania ci rimettete parecchio.
Ho finito la trascrizione. Peccato che non ci siano le date delle lettere che vi scrivevate, però mi rendo conto che avevate dei problemi ben profondi,
ma molto, molto diversi dai miei di quei tempi.
Partendo dalla scuola: per me lasciare la scuola è stata da una parte una liberazione, avevo sempre qualcosa che avrei dovuto fare e che non avevo fatto, e sempre la speranza che non sarei stata scoperta e che regolarmente mi veniva imputata la pigrizia, e in un certo senso ero tacciata di falsità. Non so perché. Anche io cercavo sempre di indovinare quella risposta che ci si aspettava da me. Famoso “il giorno più bello della mia vita”, per me era stato il giorno di fine ottobre del ’50 in cui abbiamo fatto un viaggio in treno, in terza classe, io con i fratelli, la mamma verso Sanremo, lasciando Merano, il freddo, la paura del padre, le liti dei miei, i geloni, e soprattutto tanto freddo. Invece bisogna dire che il giorno più bello è stato quello della Prima Comunione.
Voi ve la raccontavate di scuola, di compagni, di poesie, ragionavate sulla morte, di politica, sono pensieri questi che allora non mi sfioravano nemmeno. L’importante era superare la giornata senza botte. Si perché non sapevamo perché, ma sapevamo per certo che qualcosa ci arrivava. I motivi si trovavano. Forse la missione di mia mamma era di educarci come un senso del dovere, un castigo, ecco, eravamo un castigo per lei “Se non dovessi mantenere i figli di quel bastardo, io sarei una signora!”. Questa era una frase ricorrente, e noi “figli di quel bastardo”, ci sentivamo in colpa di essere al mondo, quindi, almeno per parte mia, ho sempre cercato di farmi notare il meno possibile,.
Smetto, perché mi viene il nervoso.
Ti voglio bene, dai un bacio in più al Nicolò, e abbraccia tutti quelli che ti vogliono bene.
la brigitte
nota di Chiara: cara Brigitte se devo abbracciare tutti quelli “a cui voglio bene”, comincio da te!
(A.Cogliati – F.Ciani – P.Cassano) 

Quando nasce un amore non è mai troppo tardi
scende come un bagliore da una stella che guardi
e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi
quando nasce un amore, un amore.
Ed è come un bambino che ha bisogno di cure
devi stargli vicino devi darli calore
preparargli il cammino il terreno migliore
quando nasce un amore, un amore.
E’ un emozione nella gola da quando nasce a quando vola
che cosa c’è di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste
che cosa c’è se adesso sento queste cose per te
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
Ti fa bene, ti piace questa voglia di dare
e ti senti capace non ti puoi più fermare
come un fiume alla foce che si getta nel mare
quando nasce un amore, un amore…
E’ l’universo che si svela quante parole in una sola
amore mio immenso e puro ci penso io a farti avere un futuro
amore che sta già chiedendo strada tutta per sè
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
…Sì…
quando nasce, quando nasce un amore


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