31-07-12 ore 6:20 Nadezhda Tolokonnikova, Marija Alekhina ed Ekaterina Samutsevic : sono le PUSSY RIOT IN CARCERE PER QUELLO CHE HANNO FATTO! L’ha detto anche Monti, il nostro Presidente del Consiglio, oggi le donne hanno una marcia in più per liberare TUTTI NOI! (CITATO A SENSO)

 

L’UDIENZA PER LE PUSSY RIOT, IN CARCERE DA CINQUE MESI PER UNA PREGHIERA PUNK ANTI-PUTIN

Pussy Riot: le ragazze punk in carcere per
la preghiera anti-Putin chiedono scusa

A Mosca la prima udienza del processo alle Pussy Riot, la band femminile russa in carcere da cinque mesi

 

http://www.youtube.com/watch?v=JQu2YmClbiw&feature=player_detailpage

 

 

 

 

Le Pussy Riot sono in carcere da cinque mesi (Ansa/Chirikov)

Sono giovani e sono conosciute in tutta la Russia. Fino a poco tempo fa andavano in giro con minigonne colorate, chitarre e bongos

improvvisando concerti contro Putin e il potere.

 

Una di queste esibizioni, sul sagrato della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, lo scorso 21 febbraio, è costato loro un arresto.

 

Pussy Riot: chiediamo scusa, ma non siamo «teppiste»

 

IL PROCESSO – È ressa nel Tribunale a Mosca, per la prima udienza del processo alle tre giovani donne del gruppo punk Pussy Riot, detenute da cinque mesi dopo una provocatoria preghiera punk anti Putin (cantavano “Oh Madonna, liberaci da Putin”). Le imputate, accusate di vandalismo aggravato dall’istigazione all’odio religioso, sono in una gabbia di vetro, nella stessa aula dove fu condannato per la seconda volta l’ex patron di Yukos Mikhail Khodorkovski, la bestia nera di Putin. Proprio nel corso della prima udienza, le ragazze hanno fatto dietrofront e si sono scusate per l’accaduto.

Mosca, il gruppo punk alle sbarre

IL CASO – Il caso sta dividendo il Paese, come confermano gli opposti slogan gridati anche oggi all’esterno da alcune decine di fan e nemici delle Pussy Riot. Da un lato i vertici del mondo politico-religioso e la parte più conservatrice della chiesa ortodossa russa (tutti indignati dalla sacrilega profanazione) dall’altra l’opposizione liberale, i difensori dei diritti umani, intellettuali e vip dello spettacolo (comprese star internazionali come Sting e i Red Hot Chili Peppers) che chiedono la scarcerazione delle tre donne – due delle quali con figli piccoli – sostenendo che si tratta di repressione giudiziaria.

LE SCUSE – Le tre ragazze dietro le sbarre, hanno chiesto scusa, ma non hanno accettato l’accusa di «teppismo». «È stato un errore dal punto di vista etico quello di portare il genere ‘preghiera punk’ in un tempio religioso, ma non pensavamo fosse offensivo» hanno scritto le tre ragazze in un messaggio letto in aula nel tribunale Khamonichevksi di Mosca.

 

Nadezhda Tolokonnikova, Marija Alekhina ed Ekaterina Samutsevic

 

(questi i loro nomi)

 

rischiano fino a sette anni di carcere. Il 20 luglio il tribunale di Mosca ha ordinato la proroga della detenzione delle Pussy Riot per altri sei mesi, fino al 12 gennaio 2013.

 

 

piccola finestrella sui commenti riportati dal sito “Corriere online”:

39

 

Ne destra ne sinistra 

30.07|22:24 Gianni_Vaccari

ti do pienamnte ragione. Gianni Vaccari

né-destra-né-sinistra, io non ho emesso nessuna sentenza “inappellabile” sui russi… 

30.07|21:41 cuthbert1978

…anzi, spero per il loro bene che riescano a risolvere i loro problemi riguardo la corruzione e il Putinismo perchè non meritano di avere una polizia del genere: da un sondaggio pare che il 55% dei russi infatti teme piu’ la polizia dei criminali, fai i conti te…non rispondo a Vladimir perchè penso che un capo dello Stato invece che stare a commentare un articolo sui suoi oppositori dovrebbe lavorare per il bene del suo Paese.

Putin e la Russia ” democratica” 

30.07|21:40 liracadente

Bravo Putin che dietro le tue apparenti ” aperture democratiche” si annida invece uno pseudoregime che non ha nulla da invidiare ai tempi della guerra fredda: gli oppositori vengono zittiti o alla peggio mandati in carcere; la libertà di stampa è soppressa e dilagano corruzione dei politici e non! Ah come son lontani i tempi di Gorbachov e della perestroika.

RUSSIA 

30.07|19:43 Alejandro84

è proprio vero allora che in Russia esistono ancora prese di posizione del genere?? W LA LIBERTA’…

 

30.07|19:30 né-destra-né-sinistra

ma non mi sogno certo di emettere sentenze inappellabili su un intero popolo e un paese…

 

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One Response to 31-07-12 ore 6:20 Nadezhda Tolokonnikova, Marija Alekhina ed Ekaterina Samutsevic : sono le PUSSY RIOT IN CARCERE PER QUELLO CHE HANNO FATTO! L’ha detto anche Monti, il nostro Presidente del Consiglio, oggi le donne hanno una marcia in più per liberare TUTTI NOI! (CITATO A SENSO)

  1. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    .Fa male pensare alla Russia come ad un Paese ancora così lontano dalle ” normali” libertà democratiche, che tutti noi dobbiamo tenerci care, anche se parziali, insufficienti e bisognose di contenuti. Sto leggendo un libro, ” La Tigre”, di un giornalista e scrittore americano contemporaneo,Jhon Vaillant. Questo scrittore è stato parecchio tempo nella taiga siberiana , nell’estremo est della Russia ( città principale Vladivostok) e riferisce che gli abitanti di quella regione hanno accolto la perestroika di Gorbaciov in modo assolutamente diverso dagli Occidentali. Anche se lo Stato sovietico era tirannico e corrotto, tuttavia esisteva; invece dopo ci fu solo lo sbando e l’accaparramento delle ricchezze comuni ( in quel caso le ricchezze delle enormi foreste) da parte di pochi e la cosa continua tuttora, come riusciamo un po’ a capire dalle notizie di cronaca. Il caso della band delle Pussy Riot mi sembra emblematico : lì, oltre al potere dello Stato, c’è anche il conservatorismo della Chiesa ortodossa, che , a differenza di altre, sembra totalmente appiattita sull’autoritarismo del regime. Inoltre le Pussy Riot sono donne, e questo non è certamente a loro vantaggio, in un regime particolarmente machista ( basta vedere come Putin cura e mostra i suoi muscoli di ex- poliziotto). Meno male che esiste il web ( e anche tu che li trascrivi ! ) altrimenti questi fatti non li avremmo mai conosciuti .

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