FORUM.TERMOMETROPOLITICO.IT PUBBLICA LA STAMPA 8 AGOSTO 1990 ::: IL TESTO INTEGRALE DELL’INEDITO DI CESARE PAVESE, IL TACCUINO- ” DIARIO SEGRETO ” DEGLI ANNI 1942-1943 IN CUI SI TROVANO GIUDIZI …” BENEVOLI VERSO IL FASCISMO “…

 

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La Stampa mercoledì 8 agosto 1990

Ecco il testo integrale dell’inedito pavesiano. Nell’originale, il taccuino è distribuito su 29 foglietti di bloc notes, che misurano 12 centimetri per 15,a carta quadrettata. E’ scritto per lo più a matita.

 

 

Miti romantici :Anima(x la psicologia schematizzante del ‘700)Incosciente(dove si trova l’ io vero sperduto col tutto)Poesia(magia che fa provvisoriamente possedere l’assoluto)(fondata sulla concezione analogica dell’universo: a un incontro d ‘immag. corrisponde un affinità nell’universo obiettivo).Ricostruzione del tutto attraverso la catena d’ immagini.

Una guerra così ricca di tradimenti denota epoca rivoluzionaria. Come ai tempi di Napoleone (aggiunta posteriore a penna: e ora(’43)altri!).

Noi siamo entrati in guerra poco preparati eppure resistiamo da due anni (ag.’42).Chi l’avrebbe detto?
Quando sarà finita dovrai rivedere tutte le tue idee sull’anima nazionale. Non sapevi che esisteva eppure eccola!

Che dolcezza rivedere le tue colline in un mese in cui non le avevi mai viste.

Sulla triste casa una voce triste…

Sarà vero che M. ha sempre ragione? Quando si riesce, si ha ragione.

Tu sei un uomo pacifico, eppure come da Brancaleone pensavi talvolta che avresti dovuto andare anche tu a combattere, ora – che ti aspetti di essere chiamato – l’idea non ti dispiace. Un uomo ha più qualità di quel che crede.

L’amore alla tua età è ridicolo. Ma non è ridicolo anche negli adolescenti? Quando dunque si può amare?

Una cosa fa rabbia. Gli antif. Sanno tutto, superano tutto, ma quando discutono litigano soltanto.
…E mostra ben che alla virtù latina
o nulla manca o sol la disciplina…
Il f. è questa disciplina. Gli italiani mugugnano, ma insomma gli fa bene.

25 ott.’42
Questo su e giù per i deserti sembrerà un balletto- come diceva Gertr. Stein (1) – ma non è un balletto si muore. Lo sanno gli italiani che gli inglesi dicono che dove è caduto un inglese “is forever english”?
Gli italiani che muoiono- domani potresti essere tu – rendono per sempre italiana quella terra…

L’altra fu la guerra dei popoli. Questa è la guerra delle personalità. Gli italiani M., i tedeschi H., gli spagnoli di Franco. Si torna alla concezione epica. Ricorso vichiano.

Ti sembra bello correggere bozze e rivedere ms. mentre i tuoi compagni di scuola sono morti in mare, in terra, in cielo?

Sempre letterato. Piovono tutt’ora le bombe e tu pensi già a farne un racconto.

Mai provammo come sia dolce la casa, quanto in queste fughe atterrite dalla città incursionata. E chi non può fuggire? E i soldati, e gli operai? Si capisce qui un profondo motivo della rivoluz. del ’17: i soldati e gli operai, sono tutta la società. Se soltanto il f. troncasse veramente gli indugi e si liberasse degli sfruttatori, come non seguirlo? Certo questa guerra gli insegnerà molte cose.

Le case. Hai scritto un bel racconto. Tutto potranno dirti, meno che tu sia uno scrittore borghese.
A Roma si è più leggeri.

Se per un caso come ce ne sono tanti l’Italia venisse a somigliare alla Francia di Vichy (2), che ne diresti? Ha ragione Junger (3)  lavoratori hanno vinto i letterati. Nel Medioevo i ted. dominarono con la cavalleria(malgrado la poesia amorosa imparata dai francesi), ora dominano col lavoro(malgrado la letteratura che la Francia propina).

Tutte queste storie di atrocità naz. Che spaventano i borghesi, che cosa sono di diverso dalle storie sulla rivoluzione franc., che pure ebbe la ragione dalla sua? Se anche fossero vere, la storia non va coi guanti. Forse il difetto di noi italiani è che non sappiamo essere atroci.

Stupido come un antif. Chi è che lo diceva?

Gli alberi di là dal fiume. Vogliono passare. (4)

Il fasc. aveva posto dei problemi, se anche non tutti risolti. Questi salami negano fascis. E problemi e poi dicono che saranno risolti. Chi si vuol coglionare?

Fa uno strano effetto scrivere queste cose. Quando non si potevano scrivere dicevano che si stava peggio. Se mi intendessi di politica, direi che è alle viste il nuovo più colossale revirement(leggi: tradim.) di questa guerra.

La pace! la pace! come se quando il mondo è tutto in guerra si potesse vivere in pace. Meglio insistere come uomini sulla propria strada. Ma- dicono – noi non l’abbiamo voluta. Ach! Quando mai si vuole il destino? – Ci vuole l’amor fati di Nietzsche. La guerra è destino come l’amore. Non siamo preparati. Ma se resistiamo da tre anni! A parte che ci faranno fare la guerra lo stesso, per indignazione, questo spettacolo di ometti che sotto le bombe si affannano per fare la pace, è comico.

Tutto come pensavo. Non si sa se siamo più stupidi o più vili. Eppure anche questo ha il suo senso.

Adesso sappiamo sulla nostra pelle che cosa sia un’esperienza storica. Curioso pensare come sarebbe andata la nostra storia se nel ’22 si fosse già liquidata la monarchia. Più lineare. Chissà?

Perché i giornalisti non si ricordano che Roma fu un grande impero repubblicano? Quello che chiamiamo impero (i Cesari) fu la decadenza. Si potrebbe dire (ma non si può) che noi abbiamo fatto al contrario: prima l’impero monarchico, poi quello repubblicano. Che sarebbe un programma. Bisogna non intendersi di politica, per capire la politica.

Le case stanno accosciate come i gatti.

Se è vero che i più bei libri sono quelli non scritti, le cose più belle saranno quelle non fatte- e buona notte.

Si comincia col Sabotino, si finisce col salottino. (5)

(a penna) I generali fanno i fessi se non peggio, i semplici caporali o soldati scelti fanno la storia. E sono scrittori( Diario e M. Kampf) (6). Anche il tuo mestiere non è poi da buttar via.

Chi te l’avesse detto anni fa, che avresti pensato queste cose. Historia magistra.

Nell’ombra Viva la Pap. Urlò l’anima alzata del coro moribondo e l’urlo sotto la porta rimbombò…
D’Annunzio, se fosse vivo, avrebbe che dire. Ci sono molte Italie. A ogni epoca se ne scopre una.
In questi giorni abbiamo certo cambiato epoca. Ridiventano possibili il Carducci e D’Annunzio. Lezione di umiltà.

Stendhal non è nato troppo tardi ma troppo presto.
La tensione in cui si vive in questi mesi equivale alla vita placida di anni. E’ logico perché in questi mesi si fa il lavoro storico di anni.

Come nella grande poesia bisogna aver toccato il fondo del dolore per risalire alle vette, così in questa nostra Italia.

Il f. non solo ha dato l’unità all’Italia, ma ora tende a dargliela repubblicana – contro l’opinione che in It. la repubbl. siano le repubbl. Naturale che incontri resistenza e sembri lacerarne la coscienza.Ma è il male della crescita.

L’Italia, nei suoi bei momenti, ha sempre oscillato tra repubblica e anarchia( Roma consolare, Comuni, Quarantotto). Oggi stiamo rifacendo la prova generale della nostra storia. Vuol dire che siamo maturi per un grande destino imminente.

Aveva ragione Bergeret. (7)

Nelle cose pensate manca sempre l’inevitabilità. Il pensiero più risoluto non è nulla di fronte a ciò che avviene. La pazzia consiste nel credere eventi dei semplici pensieri. Il rimedio alla pazzia provocata da grandi dolori( dal permanere del loro pensiero) è un nuovo dolore reale, un fatto sgradevole, la doccia d’acqua.

Dignità vuol dire essere se stessi. Ma quando succede che si cambia idea? Si indaghi bene, si vedrà che non si cambia idea, ma che sotto- sotto si aveva già presentito il pensiero nuovo. Che certe tue idee del passato non fossero quel che sembravano ti risulta dal fatto che allora credevi di averle ma non te ne interessavi (il tuo disinteresse per la politica, famoso!). Ora che nelle tragedie hai visto più a fondo, diresti ancora che non capisci la politica? Semplicemente ora hai scoperto dentro – sotto la spinta del disgusto – il vero interesse che non è più le tue sciocche futili chiacchiere ma il destino di un popolo di cui fai parte. Blut und Boden (8) – si dice così? Questa gente ha saputo trovare la vera espressione. Perché nel ’40 ti sei messo a studiare il tedesco? Quella voglia che ti pareva soltanto commerciale, era l’impulso del subcosciente a entrare in una nuova realtà. Un destino. Amor fati.

Quelli che dicono che la G. è liquidata sono gli stessi che nel ’40 dicevano che lo era l’In. Fidati soltanto dei tuoi pensieri.

Ah se non avessi l’asma!

Perfino Dostojevskij, il poeta della pietà, fa nel Diario di uno scrittore l’elogio della guerra. Come mai? Capiva la lezione di disciplina, di sacrificio, di patria che la guerra dà. In questo è più completo di Nietzsche, e a lui superiore.

In fondo era un enorme malinteso. Il manifesto di Verona (9) – purché sia sincero- mostra la tendenza che qualcuno auspicava da anni. Nessuno può negare che di fronte all’inconcludenza di agosto, esso affronti la responsabilità. Purché sia sincero. Perché non dovrebbe esserlo? Siamo in un momento in cui non abbiamo più nulla da perdere e tutto da guadagnare. Tutto.

Solo gli antif. Sanno il pregio del f.: tutto ciò che loro manca. E s’è visto che mancavano di tutto.

Mettete la gente alla prova e vedrete. Però… però… In un mese hanno tempo di fare dei guasti irreparabili.

Quand’eri ragazzo odiavi la monarchia per la sua illogicità, per la sua immoralità (amanti del princ.-lista civile – ozio ecc.).Poi te ne sei dimenticato e trovavi anzi ridicolo esserti fermato su queste quisquiglie. Eppure ora ci torni e capisci il vero marcio che c’era sotto all’immoralità che ti disgustava ingenuamente allora. Nei pensieri dell’adolescenza c’è già tutto: basta saperlo dedurre e portare a chiarezza.

Quanto dev’essere strana l’adolescenza di quest’anno! Li vidi indifferenti, gai sdegnosi: si direbbe un’altra razza. Che cosa penseranno fra vent’anni?

Gli adolescenti hanno sugli uomini il vantaggio di poter scegliere. Gli intellettuali hanno contato troppo nella vita italiana. Essi sono vili, litigiosi, vanitosi. Bisogna tornare allo Stato, alle personalità politiche, superiori a quelle della cultura. Dicono che sarebbe barbarie, ma non è vero. Sarebbe ordine.

La Tempest realizza ciò che la Comedy of Errors supponeva per scherzo: il mondo magico.

Arnobio. Adversus gentes pagano filosofo poco conosciuto. Ticonio Regulae donatista superiore ai partiti.

Cesare Pavese

Note

1)Gertrude Stein (3/2/1874, Allegheny, Usa – 27/7/1946 Parigi)critica letteraria, scrittrice, collezionista d’arte e promotrice delle avanguardie. La sua casa parigina era un punto di ritrovo per artisti e scrittori.
2)Regime filo-tedesco e corporativo del Maresciallo Pètain durante l’occupazione della Francia
3)Riferimento all’opera di Ernst Junger (scrittore tedesco 1895/1998) “L’Operaio. Dominio e forma.” uscito in Germania nel 1932 e pubblicato in Italia da Longanesi 1984 Milano. Delio Cantimori, germanista ha opportunamente tradotto il titolo originale, Der Arbaiter, con l’espressione “milite del lavoro” che meglio esprime le idealità raffigurate dallo scrittore tedesco.
4)Forse riferimento alle ultime parole del generale confederato “Stonewall” Jackson, ferito a morte a Chancellorsville :Passiamo il fiume, e riposiamoci all’ombra degli alberi…”
5)Allusione al Maresciallo Badoglio marchese del Sabotino e duca di Adis Abeba
6)Benito Mussolini “Diario di guerra”, Adolf Hitler “Mein Kampf”
7)Bergeret è lo pseudonimo usato nei primi lustri del secolo dal giornalista filo-triplicista e francofobo Ettore Marroni, attivo sulla Stampa di Torino, sul Mattino di Napoli e sull’Ora di Palermo. Probabile allusione ad un qualche giudizio espresso dal Marroni sul carattere degli italiani o forse
sull’atteggiamento tenuto dalla Francia o dall’Intesa nei confronti dell’Italia
8)Riferimento all’espressione divulgata da Walther R. Darré (leader dei contadini tedeschi e ministro dell’agricoltura nel terzo Reich) ma estremamente diffusa nella cultura politica e letteraria dei movimenti voelkisch prima e poi in quella del Nazionalsocialismo. Vedi A. Bramwell “Ecologia e società nella Germania nazista ” Reverdito Editore 1998 Trento;
G. Mosse “Le origini culturali del terzo Reich” Il Saggiatore 1994 Milano ;
M. Freschi “La letteratura del terzo Reich” Editori Riuniti 1997 Roma; N.Cospito “I Wandervoegel. La gioventù tedesca da Guglielmo II al nazionalsocialismo.” Edizioni della Biga Alata 1999 Roma (Tel 339 3547515).
9)Il programma espresso in 18 punti dalla prima assemblea del Partito Fascista Repubblicano il 15-16 novembre 1943 a Verona dove si parlava di Repubblica del lavoro (punto 9)e socializzazione delle imprese (punto 12 e successivo Decreto Legge 12/2/1944)

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