Durante conversazioni segrete che si svolgono di notte sui tetti di Tel Aviv, i meccanismi alla base dello sterminio di massa pianificata da Israele ai danni dei civili palestinesi a Gaza vengono svelati proprio da coloro che li hanno progettati e messi in atto.
La Russia durante la seconda guerra mondiale quando sconfisse il nazismo ed entro nei campi si concentramento si chiese come fosse possibile che nessuno sapesse cosa accadesse lì dentro, ragion per cui negli stessi treni in cui venivano deportati gli ebrei furono fatti salire i cittadini tedeschi e non solo e costretti a camminare nei campi si concentramento per vedere con i loro occhi cosa era stato capace di creare il nazismo e la barbarie umana.. noi oggi abbiamo assistito costantemente a quello che è successo in Palestina ma bisogna andarci di persona per vedere realmente cos’è tutto quello che raccontano in questo film – dovremmo essere “ deportati” in questi luoghi per vedere la barbarie umana di cosa è capace perché soltanto così possiamo realmente indignarci e dire basta con le guerre…
un giorno saremo giudicati sul bene che non abbiamo fatto..
1 risposta a “La verità sui civili uccisi a Gaza”: parla Tuly Flint, l’ex colonnello israeliano, oggi psicologo dei reduci dell’esercito / link sotto + altro
Una volta, di fronte agli orrori del nazismo, del fascismo e delle guerre si diceva “Mai più”. Era come un giuramento che si faceva a noi stessi e agli altri. Ricordo i miei genitori, che avevano vissuto il fascismo e la seconda guerra mondiale, che dicevano in dialetto” Mai ciù ghère”. Forse è un’illusione, che attenua l’orrore per ciò che l’umanità può commettere. Ma può anche essere una speranza per ciò che di buono c’è in noi.
Una volta, di fronte agli orrori del nazismo, del fascismo e delle guerre si diceva “Mai più”. Era come un giuramento che si faceva a noi stessi e agli altri. Ricordo i miei genitori, che avevano vissuto il fascismo e la seconda guerra mondiale, che dicevano in dialetto” Mai ciù ghère”. Forse è un’illusione, che attenua l’orrore per ciò che l’umanità può commettere. Ma può anche essere una speranza per ciò che di buono c’è in noi.