PRIMA DI UNO STRAORDINARIO SCOOP, COME DIREBBE QUALCUNO COME ME CUI E’ VENUTA L’IDEA DI VENDER SABBIA AGLI ARABI…

 

 

 

 

Ritratto di Donatella in tutte le sue varie: latitudini-longitudini e minimi dettagli.

 

 

 

 

 

 

 

Vi delizio (il tono è da acido nei denti) con una poesia di Donatella D’Imporzano che anticipa la primavera anche a tutti noi cretini e fiduciosi negli artisti.

Vanità

 

L’albero si stupì

Di tutti quei fiori.

Inebriato dal suo profumo

Tremò leggermente

E fu una pioggia

Di petali bianchi e rosa.

 

 

 

nota di Ch. :  Oggi ho scelto di mostrarvi le foto di Donatella in tutta la sua “profonda” bellezza per impedirmi di chiamarla al telefono a Milano e sgozzarla! Invece del mio solito riposino stanche-membra, ho passato il tempo a scegliere una serie di sue poesie da mettere su questa pagina del blog. Le ho su carta, ma sono molto lunghe da copiare; vado sulle varie chiavette che la riguardano, dono di Franchino il marito, poi cerco nelle varie cose mandate da lui, cartelle con titoli pomposissimi “POESIE DONATELLA” – lui, un altro “spantenegau” (non so tradurre) – e anche voi, aprendole con me, le cartelle varie, avete visto benissimo che dentro ce n’era una di poesia! Niente niente  e nessuna di quelle preparate oggi da me, avevo pronte le parole ecc ecc.

 

Dichiaro solennemente di odiare gli artisti e mai mi ritratterò dovessi vederli strisciare come bisce velenose sotto i miei piedi nudi… (“i nudi e la meta”, altro obbligo sociale)

 

E, poi, io li conosco bene, questi artisti,  perché da secoli ne ospito uno in casa. Incapaci  sottosviluppati mentali  ad organizzare le loro produzioni. “Organizzare? Viva la libertà!” Inaffidabili e Incorreggibili. Come sapete bene: “errare è umano, ma perseverare è diabolico”. Diabolici e felici, potrei dire orgogliosi della loro diabolicità, loro. Meno gli altri intorno. Al mattino allo specchio se la ripassano, questa diabolicità, bella lucente per uscire. E ti guardano con il loro sguardo glauco per dire vacuo: “Ma come, avevo organizzato tutto molto bene?!”

Cosa puoi dire “ad una vittima predestinata”), come fanno trasparire del loro sentire.

Ancor più pensando al mio “stanziale” ospite (“Stanziale” è appunto  il titolo di una poesia-Do che volevo dedicarvi) vedo che invece di calmarmi mi gaso, come tutti noi, da sola…Sospendo…artisti entrambi assenti – nessuno in giro: se vado avanti nella rabbia, non vorrei dovermi strozzare da sola!

 

PS. ore 22, 03 : “Tutta gente, loro, i suddetti, amati perdutamente e perdonati “sempre” sotto tutti i cieli.”

da Ch, un “cretino affidabile” (virgolette perché è una categoria umana che, chiaramente, non è “la loro”!)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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6 Responses to PRIMA DI UNO STRAORDINARIO SCOOP, COME DIREBBE QUALCUNO COME ME CUI E’ VENUTA L’IDEA DI VENDER SABBIA AGLI ARABI…

  1. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Avevo scritto un bellissimo commento sui pavoni, ma mi è scomparso per qualche mio gesto inconsulto. Dall’Enciclopedia Britannica avevo tratto e tradotto le caratteristiche più nobili ed ignobili di questi pennuti. Pazienza, come direbbe il nostro indimenticabile e Venerabile Pastorelli, in tutta la sua immensa saggezza. Do

    • Chiara Salvini scrive:

      se vuoi quando vuoi, quando puoi e quando non puoi, fanne un articoletto sui pavoni che lo pubblichiamo, anche se credo che i nostri nobili visitatori leggano di più i commenti che sono brevi e a volte divertenti: decisamente non sto parlando nei miei, ma sai “a me” hanno incaricato da lassù di scrivere la Bibbia dei matti ed io semplicemente obbedisco. Stiamo sempre aspettando quella tua memoria sui campi di concentramento che forse non ti è facile scrivere perché ti sei messa a piangere quando me ne hai parlato; l’articolo sul linguaggio degli animali che dovrebbe piacerti molto con la tua fissa addirittura sui piccioni che sporcano il mio terrazzino! Non dico parolacce perché tu sai che non posso più (censore nemo) ma loro le meriterebbero. Aspettiamo anche le tue poesie, se preferisci i titoli li scrivo ch.

    • Chiara Salvini scrive:

      se puoi, quando puoi, fanne un articoletto così lo pubblichiamo

      AHIME’ (SOLO PER ME) IL COMMENTO MI SI E’ CANCELLATO! SPERO CHE IL SANTO ALBERTO ME L’AGGIUSTI PRESTO ANCHE SE SO CHE E’ MOLTO OCCUPATO COL LAVORO.

  2. nemo scrive:

    Piccioni che sporcano il tuo terrazzino ? Studia la cosa, sicuramente puoi evitare che accada senza far del male ai pennuti …. non mancano gli espedienti. Studia, studia la cose e … provvedi !

    • Chiara Salvini scrive:

      caro nemo, qui certo che non posso proprio dire “caro nemino”! Con i piccioni adesso va bene da quando ho messo due magnifiche girandole bianche e azzurre, è molto più facile tenere pulito il terrazzino, succede che essendo al primo piano le c. mi arrivano dai piani di sopra; comunque più di tutto arrivano dai bordi del tetto dove hanno fatto i loro nidi, se vai in soffitta senti i loro suoni continui che forse si chiamano “tubare”, mah! poi questa palazzina è vecchia e ha delle cose scolpite sulla facciata dove loro trovano facile appoggio mirando al vetro della cucina-sala dove mangiamo, qui bisogna pulire tutti i giorni. Mi sono documentata, esistono degli ultrasuoni che al loro orecchio danno fastidio, ma se non si risolve il tetto…costa molto mettere le impalcature anche se sono solo tre piani…parlavo della Do perché lì ha sul tetto, ma un tetto subito lì, poco sopra il suo enorme terrazzo e lei li alleva proprio, se sono malati li cura, compra loro…può darsi che con tutta questa grande amicizia tra loro si preoccupino di lasciarle il terrazzino libero che tra l’altro è pienissimo di piante che non ho mai visto sporche. Forse una relazione reciproca ci salverà anche dai piccioni? Ma, dimmi, e dai lupi come si fa? Sono arrivate le quattro ragazze, stasera c’è Nicolò con gli innamorati di lui genitori, passiamo qualche giorno tutti e due in famiglia, bene, ciao, buona notte
      PS mi auguro ardentemente che il mio unico lettore abbia problemi coi piccioni, altrimenti penserà che abbiamo scambiato un blog per un email! Mi scuso, è stata una debolezza, giurìn giuretta, mai più! ch.

  3. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Ho letto sulla solita Enciclopedia Britannica che i piccioni discendono dai pavoni. Avevano capito, loro i piccioni quando erano ancora pavoni, che tutte quelle piume li rendevano facili prede di chi voleva adornarsene o semplicemente farsi un arrosto, la quale violenza non esclude l’altra. Riuniti in assemblea con a capo il Gran Pavo III ,assiso solennemente sul Trono del Pavone, si spaccarono tra pavoni di destra e di sinistra: i pavoni di destra rinnovarono la loro fedeltà al Gran Pavo mentre i pavoni di sinistra fondarono il Partito dei Volatili Repubblicani .
    Piano piano si tolsero quelle piume vistose, si misero in grisaglia, cercarono riparo nei sottotetti e da lì propagarono la loro stirpe, restandosene sotto traccia e facendo di quell’accorgimento la propria fortuna. A ricordo dell’antico ma non rimpianto splendore, vollero mantenere delle piccole piume iridescenti intorno al collo, un vezzo che in fondo non possiamo rimproverargli. Quando i piccioni ci lasciano i loro indesiderati ricordi, lo fanno pensando di esprimere sconcezze su quei loro lontani parenti. Basterebbe quindi tenere un pavone sul terrazzo di casa ( accorgimento suggerito da GEO).

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