27 GENNAIO ORE 06:32 CARO MARIO MONTI…TI ASPETTAVO QUI DA UN PO’, DA UN ANNO ESATTO, MA TIFANDO CHE EVITASSI…DOMENICA VENTI MATTINA CI SEI ARRIVATO PRECISO COME UN TRENO CHE PORTA A BERGAMO…CHIARA ADESSO TE LO DEVE DIRE, ma lo dice a se stessa, questo per lo meno lo sa!

nota di chiara: Crozza doveva stare in fondo, in fondo in fondo, come prova dei “detti” di ch, ma ho avuto pietà di voi! Se non “mi” leggete, pazienza…! “Sono troppo buona”, come la bambina dei baci Perugina…sono anche il nonno! Nessuno vi salverà da Nicolo’!

 

Allora, Caro Mario Monti…(titolo)

… ti vorrei, pero’, un po’ spiegare. Chiara, come tutti, vive in una sua tana, la sua è specialmente piccola specie in relazione a te, ma anche in relazione agli altri suoi pari, non ci sono finestre e dalla porta vede un minuscolo quadratino di luce che lei chiama pomposamente “il mondo esterno”. Si’, tutta la tana è presa dal suo “mondo interno” che è tipo “oversize” (fuori misura), come si usa adesso nei vestiti…Lei quella maglia “over” se l’è messa nella testa.

Questo vuol dire che il suo quadratino di luce da osservare e prendere dati, certamente, è più piccolo di quello degli altri che non si sono “distribuiti” così.

Piccolo o da piccolare, qualcosa si vede.

Chiara ha visto per esempio che- appena ti sei insediato, mi pare che il decreto si chiamasse “Salva Italia”, il primo – il biglietto da visita che hai fornito al paese: su una cosa così fondamentale che riguardava tutti noi, anche chi di noi fa riferimento al sindacato, ci hai detto: “A me il sindacato non interessa. Non rappresentano un interlocutore”.

Quella mattina, infatti, una volta che tutto era stato deciso, li hai ricevuti nell’entrata, quasi sulla porta, velocissimo. Una formalità inutile.

Erano all’epoca tutti e tre insieme, i sindacati, come li vorremmo sempre vedere noi, perché lo sapevano anche i Romani: “divide et impera”: “lasciati dividere dai tuoi simili e trionferanno su di te”.

Quella mattina, ovviamente, i sindacati hanno capito.

Da lì, capendo bene che l’attacco era per tutti, si sono subito uniti…e per un po’ sono stati assieme.

Chiara- “buona da dare la nausea”- ha riflettuto: siamo su un vulcano pronto a scoppiare, non c’era tempo anche di contrattare …Ma – pensava- certo che è stata un’ enorme sconfitta per i sindacati perché è stato detto loro, qualunque fossero le urgenze, che loro non contano niente, non hanno alcuna voce in capitolo sulla gestione del programma di governo per superare questa crisi  da baratro.

Era già come dire che le buste paga non contano nulla? Rispetto alla riorganizzazione del paese  per abbassare il debito e far ripartire la produttività?

A Chiara- sempre molto moderata- più che altro perché ha bisogno di “capire” partendo da una serie di dati reali sufficienti e raccolti nel tempo – era sembrata una conclusione prematura.

Lei, poi, era entusiasta di te, soprattutto, gli altri ministri…be’…

Sai, ascoltarti, dopo ventanni di “berlusconismo” (non parlo adesso di Berlusconi), le sembrava di rivivere-letteralmente – sentiva gente preparata, seria, che fa quello che dice…invece di quella selezionatissima -per ignoranza e idiozia- classe dirigente che si era sorbettata durante un ventennio, lei che ha ancora stomaco per i famosi “talk show”…

Ma ci scherzi? Tu non puoi capire come ci siamo sentiti in quegli anni, noi gente che ama la “cosa pubblica” (res pubblica, da cui “repubblica”), che sappiamo bene che ci compete di lasciare, il pezzetto che ci è toccato, un po’ meglio di come l’hai trovato. Sappiamo anche- forse non tutti- che questa è la nostra unica immortalità. La nostra unica possibilità di non morire del tutto…i figli, d’accordo, ma loro vanno liberi e belli per la loro vita, magari senza portare avanti un tuo filo d’erba, quello per cui tu, magari, ti ci saresti scannato…non puoi lasciare loro nessun peso, né missione…quel filo d’erba è di unica tua responsabilità.

Questo solo per dirti che non siamo quelli che  avrebbero votato Berlusconi  -mai mai- per “interesse particulare” cioè per farci abbassare le tasse, che poi, alla fine, dopo un po’, è stato il succo del suo programma. Le tasse le paghiamo tutte per intero, né vorremmo diverso…(insomma!), anche se le paghiamo anche per tutti gli italiani che non le pagano.

Certamente hai capito chi siamo.

Vado a salti, come memoria permette.

Poi c’è stata la riforma delle pensioni: non sono in grado di dare un’opinione, ma gli esodati cosiddetti (peggior termine non potevate trovare per degli esseri umani e i loro diritti) li ho visti anchio che sono mezza cieca.

Ma aspettavo.

Poi c’è stata la riforma del lavoro: anche qui devo stare zitta per totale ignoranza. Ma devo dire che, “per quell’all’incirca che ho capito”, sono stata d’accordo di restituire ai padroni la possibilità, in certi casi, di licenziare. Ti mostro chiaramente i miei limiti, e più che a te, li voglio mostrare a chi mai mi leggerà. Uno le sue opinioni se le fa sull’esperienza.  Vengo da una famiglia di esportatori di fiori, piccoli padroncini, ditta familiare o quasi, ma ti parlo degli anni Cinquanta Sessanta: anche se mi astraevo a tavola dai loro discorsi di lavoro, il punto di vista di padroni l’ho-credo- assimilato bene. Certamente più di quanto mi accorga io stessa. Anche se non era l’unico dominante in famiglia. C’erano le ragazze che lavoravano in casa, abitavano con noi (mia madre usciva alle 5 del mattino e tornava dopo le 20, 30 domenica compresa), le uniche abitanti della casa con me e mia sorella (che in genere si rifugiava in magazzeno con la mamma). A loro, alle ragazze, andava il mio amore e la mia lealtà.

Non è che ti devi addentrare in queste cose, per carità, ma per capire il mio giudizio su di te, devi capire chi te lo dice.

Per concludere sulla situazione “famigliare” (ragazze incluse), sono rimasta strabica tutta la vita e così mi ritrovo tuttora, no, oggi non lo credo, vedrò… Per questo devo capire, per “decidere” da che parte sto quasi ogni volta…anche se poi, grossolanamente parlando, sto sempre dalla stessa parte, dalla parte delle ragazze che mi accoglievano come una di loro e mi accettavano, mi parlavano, cioè per loro esistevo.

 

Questo che chiamo “strabismo” è una delle tante origini della mia malattia mentale (sono guarita, tranquillo, come dice mia figlia, ti parlo con lucidità). Arrivare nella mia coscienza ad una “integrazione” di questi due mondi “spaccati” – in me -divisi alle radici- non è stato facile. Cosa è l’odio di classe, io l’ho imparato da piccolissima sulla mia pelle, nelle mie viscere, potrei dire, visto che amavo entrambi e ad entrambi ero leale. Come si fa ad essere leali a due nemici e ad amarli contemporaneamente? Ci vuole la sapienza della pastorella che amava (entrambi) il visconte dimezzato di Calvino e che li ha fatti cucire: come puoi immaginare , non avevo neanche di lontano questa capacità, vivevo dimezzata anch’io, “eroicamente” impegnata a diventare “una”. Ma mi ci sono voluti quasi 70 anni.
L’ospedale psichiatrico e i vari ricoveri successivi (in totale nove mesi di internazione, ogni giorno, ognuno con 24 ore, Natale compreso) sono state delle tappe sulla mia strada per “arrivare ad una sintesi degli opposti” (viscere e testa). Una specie di cerchio-quadrato, se vogliamo indicare la difficoltà, la quasi impossibilità “per me”.

Ma adesso (ho quasi settantanni e ho incominciato questo lavoro di integrazione a 18 mesi quando mia mamma è tornata a lavorare) ti parlo da intera. Il mio modello è stato ed è tuttora…senti senti…Gandhi, che -diciamo ridendo- da una parte lui ci stava, ma capiva “le ragioni”, la messa a fuoco, se si puo’ dire, sul mondo degli Inglesi e della loro storia (è tutt’uno).

Ma sono andata troppo lontana.

Ho avuto un’esperienza, non lunga ma intensissima nella scuola italiano e poi in Brasile. Ero giovane allora, ma ero ossessionata dai “mal-viventi” che facevano gli insegnanti: piu’ a casa che a scuola, impreparatissimi e felici della loro ignoranza, incapaci di tenere la disciplina, in parte-la maggiore, forse-per mancanza di strumenti, ma molto anche “per inerzia” o “voglia de lavurà saltame addosso, lavora ti che mi non posso. Sapevo molto bene che la scuola, l’università, non dà loro nessuna preparazione, lo sapevo perché l’avevo vissuto io: nessuno nessuno ti prepara ad insegnare, ci fornisce uno straccio di strumenti di didattica, di dinamica di gruppo, di psicologia dei bambini e ragazzi…
Quando è così, la scuola si divide in una massa di gente che prende lo stipendio da parassita e pochi (o molti che siano) “eroi” che, magari in gruppo come facevamo noi alla Bovisa a Milano,  personalmente -ore ed ore ed energia in più, insomma volontariato-come si dice oggi, cercavamo di supplire agli straordinari buchi della nostra preparazione.

Saro’ un padroncino ( solo di me stessa!), ma credo che se questi mie colleghi avessero avuto il timore di essere licenziati per inadempienza, se fossero esistiti dei tests cui sottoporsi, giudicati da un computer con tutte le manchevolezze che può avare (perché non puoi lasciare questa incombenza ad una persona), dopo un primo secondo terzo richiamo, io li avrei licenziati…certo se fossimo un paese ricco come nel nord Europa, magari con uno stipendio garantito che ti indirizza a corsi di formazione, sarei molto più contenta. No dubbi.
Ma l’ “educazione morale” come la fai? Come fai capire che ad una mercede corrisponde un lavoro ed un certo livello di lavoro? Se le condizioni pratiche ti permettono, a te “essere umano”…di far crescere i tuoi ragazzi alla brada? Che se le piglino loro le responsabilità, loro e la famiglia (mentre la famiglia dice: “loro e la scuola”!).

Sento già Donatella gridarmi nelle orecchie da tutte le parti, che devo smettere di cazzeggiare dal mattino presto!, ma io non voglio entrare nel “problema scuola” che è quasi insondabile per la complessità delle variabili coinvolte.

Io voglio solo dire a Monti, che pende dalle mie labbra, labbra tumide, le mie, che mi sono convinta che – in parte- quello che succedeva nella mia scuola, avvenga anche nelle ditte che hanno l’articolo 18. In Italia, come numero, la minoranza. Nella maggioranza sei coinvolto nei legami delle “ditte familiari”, ma non voglio parlarne.

Sono d’accordo- sempre senza aver letto il testo della legge sull’articolo 18, dai leggiuccamenti dei giornali- che sia stata ridata -in parte- ai padroni la facoltà di licenziare. Visto che, dalla fine degli anni Ottanta, ci siamo convinti (chi si è convinto) che “i padroni non li possiamo licenziare”!.

Parole pesanti, lo so.
Che posso ritrattare, cambiando anche testa, se mi spiegate, se mi fornite dei dati e non una filippica moralistico-politica.

Per tornare a te, caro Monti, non più caro in questa campagna tipo “homo homini lupus”, cui ti sei lasciato convincere…da te stesso, prima di tutto, poi dal tecnico-équipe di Obama, nientechemeno…

come vedi, caro Monti, sono una che è dalla tua: “i padroni vanno tutelati” – anche loro- “anche”—-non parlo del “peso” diverso che queste tutele (padroni /lavoratori) debbono avere perché andrei, ancor più di quanto sia andata, fuori strada.

Ti voglio dire che puoi avere fiducia in me, nel mio modo padronale di vedere la faccenda.

Poi, “sei sceso” in politica (non dire “che sei salito” per l’amor del cielo…ma ti vedi?): la prima visita l’hai fatto a Pomigliano alla Fiat con Marchionne.

“Non voleva dire niente, hai detto ai telegiornali, era solo la ditta più importante del paese”, almeno per virtualità, diciamo così noi…

Li’ la saldezza di Chiara ha cominciato a vacillare, ma da quella forrrrtttte che è, si è ripresa…l’odore di bruciato non se lo toglieva pero’ di dosso…

Sono arrivate le liste: ha letto il nome di BOMBASSEI. La sua ditta produce freni “superspecializzati”, è presente in tutto il mondo, un gioiello dell’eccellenza italiana che fa ricerca, è globalizzata ecc.

Questo gran signore, tutti i meriti riconosciuti, è il patron della BREMBO di Bergamo, con sede a Bergamo, una ditta …media? Nel 2000 aveva oltre cinquemila dipendenti, oggi non ho trovato il dato. (SOTTO TROVATE LA STORIA DELL’AZIENDA MA DA WIKIPEDIA NON AGGIORNATO).

 

Questo signore… ha proprio l’aria di un vecchio signore, ben messo-benestante, te lo immagini con un bastone dal pomo d’argento e le ghette bianche….ha appena perso le elezioni a presidente di Confindustria, (sempre per quegli spiccioli che capta Chiara qua e là) come sapete vinte dal patron della MAPEI, Giorgio Squinzi, una ditta vecchia degli anni trenta, con vari sedi nel mondo, produce prodotti per l’edilizia e altro che gli assicurano pieno successo sui mercati internazionali. Un’altra eccellenza italiana.

Bombassei, già stato presidente di Confindustria varie volte (la Confindustria è l’associazione italiana degli industriali piccoli e grandi—ovviamente non tutti le industrie ne fanno parte, come avviene per i lavoratori e il sindacato) ha perso per un’inezia di punti.

Squinzi, l’avrete visto ai TG, è “giovane”, semplice, sembra la classica “brava persona”…sempre fermandoci allo spettacolo, ma sempre dentro lo spettacolo, Bombassei invece non lo sembra per niente: ha l’aria della vecchissima volpe e, volpi, a parte, rappresenta… “l’ala dei falchi” degli industriali, si dice così? Un’espressione orrenda. Ma amen.  Insomma è il padronato “duro e puro”.

Durante la “loro” campagna elettorale, Bombassei si è lasciato intervistare dalla Gruber e ha detto chiaro e tondo, ad un povero Massimo Giannini (vice di Rep.) che si sforzava anche di convincerlo!, che lui e Marchionne sono sulle stesse identiche posizioni.

Quando Bombassei ha perso gli ha fatto eco questi (che nel frattempo era uscito da Confindustria..-ecc.) cioè Marchionne, dicendoci che, se avesse vinto Bombassei, lui sarebbe tornato nell’organizzazione.

A mio parere, in verità, Bombassei ha vinto, nel senso che ha un tale numero di voti da rendere Squinzi, secondo – me – tapina, una specie di ambasciatore “di bella presenza”, una specie di volto buono del padronato che parla, commenta…ecc., ma poi, nella sostanza, le decisioni li prende il più abile, come sempre. Così credo io, prove non ne ho.

Questa osservazione è in parte importante in parte no.

E’ importante perché è l’uomo più potente di Confindustria, la Fiat non c’è, gli altri, i vari Tronchetti…sembrano più presi dai fatti loro che dalla politica industriale italiana. “Sembra”, ho detto.

 

Da Monti, Bombassei è messo capolista…ormai Chiara ha perso ogni speranza di salvare l’anima del suo Monti.

Ma- e qui sono traboccati tutti i vasi-cosa pensa di fare Mario Monti domenica venti mattina…”aprendo” (dopo un secolo di comparse alla Berlusca sui media) ufficialmente la sua campagna elettorale?

 

 

 

 

Se ne va alla Brembo Chilometro rosso, “nuovo parco industriale”, Bombassei a capo di tutto, se ne va lì con la sua lista civica – noi ascoltiamo bravissimi ragazzi, ingeneri, anche arrivati diretti dal sud, appena scesi dal treno, che ci spiegano le loro ottime ragioni per aver scelto Monti lasciando il PD…- e, naturalmente, anche tutta la sua corte dei nominati da lui…per carità, non li conosco, ci sarà gente egregia, ma l’aria e l’atmosfera è stata così ben rappresentata da Crozza che,  se lo trovo- con filmati reali della cerimonia- eloquentissimi- ve li mostro.

 

Chiara – è dalla prima elementare che la chiamano “tarda”- adesso…“crede”… di poter dare un senso a  tutti i dati della storia passata raccolti cin cin per cincin,  li mette assieme, e si convince che l’ordine che Mario Monti ha ricevuto dall’Europa, FMI ecc. (la famosa lettera firmata da Berlusconi, uguale-identica- a quella della Grecia e Spagna), tra le tante cose richieste (non che Monti non sia personalmente d’accordo, mi sembra  uomo “integro”, certamente a suo modo, come tutti) c’è questa : “abbassare la conflittualità dei sindacati in Italia, la CGIL, naturalmente, ma soprattutto la FIOM.” (Non intendo entrare nel merito, già il fuoco-il discorso- straripa di carne e di rivoli di sangue impossibili a seguirsi). Ma mi sembra che dire così sia poco preciso:  stroncare quel glorioso movimento operaio italiano (gloria ed esempio ai lavoratori europei, ma non solo)  che dal 1969 (contratto metalmeccanici)… Statuto dei lavoratori…fino alla manifestazione “contro il terrorismo per i diritti” del 2002 (chiara mario donatella e franchino erano in prima fila…quattro di tre milioni, per carità, ma c’erano) di Sergio Cofferati che, in quella valle sterminata di gente, ha scritto una pagina della storia dei diritti umani universali.

(per verificare  questo mio ultimo giudizio, così lo verifico anch’io, se esiste online, lo pubblico)

 

Il mio cianciare si chiude qui: se così stanno le cose, io chiudo il becco, il mio era “una ricerchina per casa”, perché-ammesso il mio parlare abbia un filo logico – si aprirebbe adesso il tema: “Cosa deve fare, nei momenti di crisi, data la competizione terrificante del mercato globale – la classica “guerra tra poveri” per chi ha ascoltato gli operai Fiat polacchi – un movimento operaio che si puo’ piegare come un giunco, ma non tradisce se stesso e la sua storia. Cosa avrebbero fatto Di Vittorio, Lama…?” Secondo me, il segretario FIOM, sul piano dei diritti è perfetto, ci sono tutti gli ideali dal ’69 al 2002, che sono i nostri, siamo sicuri che …”la realtà la vede?”

Ma tutto questo chiara non lo sa.

 

PS: se qualcuno è arrivato fin qui, si chiederà: “ma come mai chiara ha sentito il bisogno di mettere in comune questo suo compitino di casa..?”

Be’, adesso me lo chiedo anch’io. Come me, ci saranno altri che non sanno parlare per parlare, né trattano la politica come una squadra di football (“sto sempre dallo loro parte”, ma quale, dei tuoi interessi individuali o famigliari?…uno, magari a proprio danno, vorrebbe stare dalla parte migliore del suo paese, quella che puo’ fare il cambiamento per tutti…no?). Capisco che quello che ho fatto è niente, ma ho fornito qualche dato su Mario Monti che in TV non ho sentito…

D’ACCORDO, SAPEVATE GIA’ TUTTO PER BENE? Come griderebbe Lucy al povero Charlie Brown facendolo capitombolare nell’aria…

 

RISPOSTA: Come sapete anche voi, uno, le idee, se le chiarisce per sé, ed io, adesso, le ho leggermente più chiare di prima, scrivere aiuta molto…Per me, quattro ore utili. Adesso, essere utili anche agli altri…bisognerebbe credere alle “basure” o streghe…!

Comunque ciao, un abbraccio lo prendete, magari domenicale? chiara

—————-

 

NOTIZIE DELLA BREMBO

La Brembo nasce nel 1961 in una località presso Bergamo, come piccola officina (una società in nome collettivo) sotto il controllo di Breda e di Emilio Bombassei, padre dell’attuale Presidente. Il nome Brembo è l’acronimo di Breda Emilio Bombassei. Dopo una decina d’anni diventa società per azioni. Le esperienze maturate da Emilio nei settori della meccanica e della metallurgiavengono messe a frutto in lavorazioni per conto di clienti sempre più importanti.

Anno fondamentale per l’azienda è il 1964: Brembo inizia a produrre i primidischi freno diretti al mercato del ricambio. Fino ad allora, in Italia, i dischi erano importati della Gran Bretagna. Alla produzione di dischi si affianca successivamente quella di altri componenti del sistema frenante. La qualità dei prodotti e dei servizi dell’azienda cominciano ad essere riconosciuti in campo internazionale, nel 1965 Brembo conta 28 dipendenti.

 

Laverda 1000 del 1974 con impianto frenante a doppio disco Brembo, montato su forcella teleidraulica Ceriani

Nel 1972, con una fornitura per Moto GuzziLaverda, iniziano a comparire le prime pinze di serie della Brembo.

Nel 1975 la Ferrari affida all’azienda bergamasca la fornitura di sistemi frenanti per la propria vettura di Formula 1. Da quel momento Brembo inizia una scalata che la porta ad avere tuttora una forte leadership nel settore delle competizioni motoristiche.

Gli anni ottanta segnano per Brembo un periodo di sviluppo tecnologico dei prodotti e de processi tecnologici. Alla gamma di prodotti si aggiunge nel 1980 una pinza freno per automobili in alluminio, adottata in seguito da vari produttori di veicoli ad elevate prestazioni.

Nel 1983 la società concorda l’ingresso nel capitale sociale della Kelsey-Hayesmultinazionale statunitense attiva nella produzione di impianti frenanti. La collaborazione tuttavia consente al gruppo dirigente italiano di continuare a definire autonomamente le strategie aziendali. Nel 1985, a 24 anni dalla sua creazione, Brembo conta 335 dipendenti per un fatturato annuo di 51 miliardi di lire. La partecipazione della Kelsey-Hayes si conclude nel marzo 2003, con la cessione della propria quota.

Negli anni successivi l’azienda continua a espandersi, e nel 1995 viene quotata alla Borsa valori di Milano.

Nel 2000 Brembo ha acquistato al 100% la società brasiliana Alfa Real Minas, per la lavorazione di dischi freno per auto e l’assemblaggio di volani. Brembo conclude inoltre l’acquisizione della società AP Racing Limited, con sede in Inghilterra, specializzata nella produzione di impianti frenanti e sistemi di frizione per vetture e motocicli; acquisisce inoltre il 70% della società Marchesini, produttrice di ruote per motocicli. Ultima, cronologicamente, la collaborazione in Cina con Yuejin Motor Group, per la costituzione di una società, la Nanjing Yuejin Automotice Brake System, per la produzione di sistemi frenanti per auto e veicoli commerciali. Nel2003 nasce Brembo Ceramic Brake Systems SpAjoint venture tra Brembo e il gruppo motoristico Daimler per lo sviluppo di dischi freno in carbonio ceramico.

L’attività del gruppo si è estesa anche alla produzione di sistemi di sicurezza passiva, grazie all’acquisizione, nei primi mesi del 2008, della Sabelt, azienda produttrice di cinture di sicurezza e sistemi di sicurezza per l’infanzia.

Contratti, collaborazioni e riconoscimenti [modifica]

 

Freno a disco marcato Brembo

I freni di Brembo sono dispositivi standard per auto Aston MartinPorscheFerrariPaganiLamborghini, e per altre auto ad alte prestazioni come Ford GTDodge Viper ed alcune versioni speciali della Jaguar XKR. La Brembo ha sottoscritto un contratto di fornitura con l’Alfa Romeo nel 1964, ed è diventato il fornitore ufficiale di componenti frenanti per Moto Guzzi nel 1972. Altre auto che utilizzano sistema frenante Brembo sono: Abarth Grande PuntoMaserati GranTurismo SInfiniti G35, Acura TL, Nissan GTRNissan 350ZNissan SentraSubaru Impreza WRXMitsubishi Lancer Evolution.

Inoltre, le seguenti case motociclistiche utilizzano sistemi frenanti Brembo: CagivaDucatiMV AgustaApriliaBimotaBMW,Harley-DavidsonHusqvarnaKTMIMZ-UralYamahaTriumph Motor CompanyTM Racing.

Gli impianti frenanti Brembo vengono montati anche sulle autovetture da Formula 1, come la Ferrari, e i team di MotoGP di Yamaha eDucati.

La ditta è certificata QS9000ISO 9001, ed oltre a produrre sistemi frenanti possiede anche le fabbriche per la lavorazione dellematerie prime, è quindi seguito in azienda ogni passo del processo, dalla raffinazione della materia prima alla distribuzione del prodotto finito, compresa la prototipazione, il montaggio dei componenti e il collaudo.

 

 

Condividi
Questa voce è stata pubblicata in GENERALE. Contrassegna il permalink.

3 risposte a 27 GENNAIO ORE 06:32 CARO MARIO MONTI…TI ASPETTAVO QUI DA UN PO’, DA UN ANNO ESATTO, MA TIFANDO CHE EVITASSI…DOMENICA VENTI MATTINA CI SEI ARRIVATO PRECISO COME UN TRENO CHE PORTA A BERGAMO…CHIARA ADESSO TE LO DEVE DIRE, ma lo dice a se stessa, questo per lo meno lo sa!

  1. nemo scrive:

    ‘ Lavoro’ vasto, documentato, sentito.

  2. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Grazie per tutte le ricerche che sicuramente ci aiutano a decifrare un po’ di realtà. Io penso che non si possano servire due padroni contemporaneamente. Quindi Monti fa il suo mestiere di uomo politico di parte. La campagna elettorale aiuta a tirare fuori gli umori più nascosti e sotterranei: è sul palco che l’attore dà il meglio di se’ e la sua anima più profonda viene fuori senza imbarazzi di fronte al pubblico, meglio che allo specchio. Anche sul caso MPS il nostro sobrio ex-presidente ha cercato di lucrare, tacendo che chi ha cercato di opporsi all’andazzo generale per primo è stato l’allora sindaco PD di Siena, che è stato dimissionato. Uno di quelli che hanno contribuito a dimissionarlo è un ex-PD, attualmente tra i primi posti nella lista Monti.

    • Chiara Salvini scrive:

      Accidenti che notizie ci porti! brava! La campagna elettorale (vedi crossa di venerdì scorso, qui sul blog del 27-01 ore 06:32…lascio! così ridi!!)…questa volta? …ti fa vergognare di appartenere all’essere umano. Per la verità Monti più di tutto: forse ha sbagliato “tecnico”…magari perché non è nero! L’équipe che ha seguito Obama (Il sole 24 ore) era specializzata nel far eleggere…neri! cioè (nota alla proff: Pirandello cento anni fa non metteva la maiuscola dopo i punti escl. interr. Dopo cento anni lo può fare anche la fracchia-chiara?) aveva già esperienza dall’aver fatto eleggere sindaci e governatori dalla famosa pelle scura…”abbronzati”, direbbe il nostro dotato-delinquente! Cicchito, e gli sganascioni che si è preso da LOMBARDI (fonte: Donatella) quando ha scoperto che il suo “pupillo si era iscritto alla P2/ LOMBARDI: esponente “degno” del PSI ante craxi, riformista “serio”/// ha fatto un haiku lapidare, a commento del programma Monti su Omnibus, mi pare ieri: “L’Antimonti che corregge Monti”. Ha ragione Bersani- e non è un complimento- a dire che Monti assomiglia sempre di più a Berlu…forse è il tipo di sistema che seguono: LORO STESSI+ tecnici+ sondaggi+ più vincere con “fine-giustifica-qualunque mezzo, anche il morto”…Vedi berlu che (non è una novità in lui) che “rivisita” da par suo il fascismo: e li prenderà i voti dai nostalgici +tutti ex-non ex AN…purtroppo il popolo è grande…qualcuno anche dalla Lega…frange DC becere…qui forse no, sono già tutti andati nella lega!!, insieme a tutti quelli che vogliono che si tolga l’IMU! Purtroppo vivo nel terrore…bisognerà cominciare a pensare dove espatriare…? Le nostre vecchie ossa dove portarle, direbbe uno stanco Ugo (Foscolo: né più mai sonderò le sacre sponde…). Certo che quando trattiamo così i nostri “vecchi poeti” ci sentiamo subito PRA FRENTEX! Pensa che al liceo, avevo un amico (lui della sezione A, quelli inglesi) che mi stava molto dietro (voleva sposarmi, posizione della famiglia compresa) un tipaccio sex alla cow boy…che magari avrebbe fatto la mia felicità sex…Be’, a proposito del ruolo, INVECE DI QUELLO CHE DICO OGGI, che hanno avuto “I Sepolcri” nella mia vita….tra le tante ragioni che mi hanno convinto a dirgli NO è stato soprattutto il pensiero (mio, certo) che non avrebbe mai potuto capire I Sepolcri! Oggi mi senti particolarmente oscura, è anche che ho un can mastino alle calcagna che mi dice quando sono pronta ad uscire…IO NON SONO PRONTA E BASTA! perché non esce da solo? Lui “ha bisogno di uscire con me”…e questo è un ottimo motivo di sgomfiarmi (lascio ciccy…vedrai, diventerà una regola: davanti alla “F”…firmato: la paranoica chiara, che gira con la mano nella giacca e pensa a Sant’Elena o al cinque maggio???)al punto di non poter fare cosa mi fa bene, che è questa mia terapia con voi tutti, qui al computer / ormai una persona che nasconde tutti voi a cui io parlo come fossero le vostre facce…vedo anche le espressioni…tipo Franchino: madonna, stamattina non ne esce niente di comprensibile! che schifo! Amen, come sempre gli uomini vincono, adesso ho perso più che i fili, la matassa di me stessa…addio, addio, con rancor “per lui” (mio e tuo)…Ma adesso sono sibillica: CERTO CHE FURBETTA E FURBETTA E UN PO’ STREGA SE NON STREGHISSIMA LO SEI! Lo sguardo fisso nelle ciabattte? Sono una salvezza, come i nostri conviventi! amarissima e allegra, chiara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *