LA CULTURA DI PAZYRYK NEI MONTI ALTAI, IN RUSSIA – ETA’ DEL FERRO, V-IV SECOLO A. C.

 

Pazyryk carpet.jpgThe world’s oldest known pile carpet was found in the largest of the Pazyryk burial mounds, Altay mountains. It is exhibited in the Hermitage Museum Saint Petersburg-

Il manufatto noto come tappeto di Pazyryk è il più antico tappeto annodato pervenuto ai giorni nostri, datato al VIV secolo a.C. Prende nome dall’omonima vallata nei Monti Altaj in Siberia (a 1650 metri sul livello del mare), dove fu ritrovato all’interno di una tomba. È conservato nel museo dell’Hermitage di San Pietroburgo

User:Schreiber –

 

Nel 1929 i due studiosi russi Sergej Rudenko e Michail Grjaznov diedero inizio ad una serie di scavi archeologici nei pressi del confine orientale della Russia con la Mongolia (Monti Altaj). Vennero scoperte cinque tombe a tumulo del periodo scita, risalenti al VIV secolo a.C., detti kurgan. Nel 1949 durante lo scavo del quinto tumulo venne ritrovato il manufatto, ibernato in una lastra di ghiaccio che ne aveva garantito la conservazione per venticinque secoli.

Il tappeto, depositato insieme ai resti dei cavalli appartenuti al capo tribù sepolto nel tumulo, era passato inosservato ai saccheggiatori di tombe permettendogli di arrivare fino a noi. La notevole perfezione formale ed il livello tecnico dell’esecuzione (circa 3600 nodi per dm²), non solo spostano di decine di secoli l’epoca di creazione del tappeto annodato, ma sovvertono tutti gli studi e le ipotesi fin qui formulate circa il luogo di origine e le forme di diffusione del tappeto e la sua tecnica.

TESTO SEGUE:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tappeto_di_Pazyryk

 

Particolare del tappeto di Pazyryk
Originally from en.wikipedia

 

IL TAPPETO ALL’ERMITAGE
Netelo – Opera propria

 

UNA COPIA MODERNA DEL TAPPETO DI PAZYRYK
Arie M. den Toom

 

UNA SCENA DEL TAPPETO ORIGINALE
Fisher Fine Arts Library Image Database

 

VincentKeers – Opera propria

 

I MONTI ALTAI

sono un complesso sistema montuoso dell’Asia che si estende per circa 2000 km in direzione sud-est/nord-ovest dal deserto del Gobi al bassopiano della Siberia occidentale, attraverso CinaMongoliaRussia e Kazakistan. Questa frastagliata catena montuosa deve il nome al termine turco-mongolo altan, che significa «dorato».
L’Altaj si estende nella Repubblica dell’Altaj della Russia asiatica, nell’estremità orientale del Kazakistan e nell’estremità settentrionale della regione cinese dello Xinjiang.

segue:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monti_Altaj

 

I MONTI ALTAI
Dmitry A. Mottl – Opera propria

 

Il Belucha, vetta più alta degli Altaj e dell’intera Siberia, è 4506 m.
Elgin Yuri, – Trasferito da ru.wikipedia su Commons.

 

 

Cultura di Pazyryk

 


La Vergine del ghiaccio siberiano
Kobsev di Wikipedia in russo

 

 

Appliqué in forma di alce
Joanbanjo – Opera propria

 

 

Tomba – Altopiano di Ukok e Principessa di Ukok
TatyanaPenn – Opera propria

 

dettaglio del Tappeto di Pazyryk
w:en:Image:PazyrikHorseman.JPG

 

Frammento del Tappeto di Pazyryk
User:Schreiber – M. G. Moshkova (ed.)

 

gualdrappa con un alce dipinto  da Pazyryk, monti Altai
User:Schreiber –  Ermitage, San Pietroburgo

 

Tatoo disegnato con simboli zoomorfici proveniente da Pazyryk

 


Maschera di Pazyryk
Hermitage. –

 

Maschere

 

un carro

 

un frammento del tappeto

 

Tappeto

 

una mummia
Netelo – Opera propria

 

Зимний дворец – зал 26 – Пазырыкские курганы. Фрагмент ковра из погребальной камеры. Войлок. IV—III в. до н. э. Могильник Пазырык, курган 5. Государственный Эрмитаж, инв. № 1687/1,2

 


Tessuti ritrovati nelle Tombe
Netelo – Opera propria

 

Statuine
Netelo – Opera propria

 

Altra foto del carro
Netelo – Opera propria

 

Ermitage
Netelo – Opera propria

 

Poudou99 – Opera propria

 

 

Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo
Poudou99 – Opera propria

 

 

 

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A MEDIA LUZ DI CARLOS GARDEL – Roberto Scaglioni

Il M° Roberto Scaglioni esegue nella cornice del Teatro “Petrella” di Longiano (FC) questo famoso tango argentino tra i più popolari anche nella tradizione italiana.

 

 

TEATRO PETRELLA DI LOGGIANO ( FORLI’-CESENA )

 

Teatro Petrella - Comune di Longiano (FC)

IL TEATRO PETRELLA  è  un teatro ottocentesco del comune di Longiano, nella provincia di Forlì-Cesena.

 

Teatro Petrella 2016.jpg

Gabry91 – Opera propria

 

A Longiano il Petrella riparte con una stagione divisa in tre - R&D Cultfoto:  Ravenna & Dintorni

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

foto di Simone Ragazzini

dal Facebook : Longiano Turismo
https://www.facebook.com/ufficioturisticolongiano.pagina/posts/3251698611593694

 

Longiano (Lunzèn in romagnolo) è un comune italiano di 7 205 ( dati, aprile 2022 ) abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna, si trova a 12 km da Cesena e da Forlì.

 

Cenni storici - Comune di Longiano (FC)

il Castello dei Malatesta a Longiano

 

Borgo di Longiano, Forli Cesena in Emilia-Romagna - e-borghi

Borgo di Longiano
foto : E-Borghi

 

Obiettivi su Longiano per Wiki loves monuments / Rubicone / Home - Corriere CesenateCorriere Cesenate

 

 

Borgo di Longiano, Forli Cesena in Emilia-Romagna - e-borghi

E-Borghi

 

Mappa MICHELIN Longiano - Pinatina di Longiano ViaMichelin

LONGIANO VICINO  A CESENA

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ANDREA CARUGATI, Su lavoro e povertà il Pd prova a voltare pagina. L’AGENDA NASCOSTA. –IL MANIFESTO DEL 14  AGOSTO 20220

 

IL MANIFESTO DEL 14  AGOSTO 20220
https://ilmanifesto.it/su-lavoro-e-poverta-il-pd-prova-a-voltare-pagina

Su lavoro e povertà il Pd prova a voltare pagina

L’AGENDA NASCOSTA. Approvato il programma: norme contro il precariato, pensione di garanzia per i giovani

 

Non solo diritti civili. Nel programma del Pd approvato ieri all’unanimità dalla direzione il cambio di rotta c’è anche su lavoro e contrasto alla povertà. Il reddito di cittadinanza viene confermato (da «ricalibrare» sulle indicazioni della commissione Saraceno a favore delle famiglie più numerose). C’è anche il salario minimo sul modello proposto dal ministro del lavoro Orlando e dai sindacati. C’è anche la proposta di una «integrazione pubblica alla retribuzione» per lavoratori a basso reddito.

 

ANCHE SUI CONTRATTI si cambia: quelli a termine vengono drasticamente ridimensionati, sul modello della Spagna, che ha introdotto le causali fin dall’inizio e ha ridotto la durata a pochi mesi.

Incentivi per i contratti a tempo indeterminato (zero contributi fino ai 35 anni), abolizione degli stage extracurricolari e l’obbligo di retribuzione per tutti gli altri. E ancora: per i giovani si propone una “pensione base” rivolta in particolare a chi ha avuto buchi contributivi.

Per l’uscita, l’idea è quella di scendere a 63 anni, con un assegno ridotto, e di rendere strutturale l’ape sociale.

Sul fronte del reddito, la proposta chiave è quella di una mensilità in più ogni anno, oltre a una tassazione agevolata per il secondo stipendio della famiglia.

 

PREVISTO UN PIANO CASA da 500mila alloggi in dieci anni (senza consumo di suolo), trasporti e libri gratuiti per gli studenti (in base all’Isee).

«Sul lavoro stiamo proponendo ricette in controtendenza rispetto al passato», ha spiegato Orlando in direzione. «Bisogna che questo cambiamento sia percepito chiaramente, e spiegarlo bene. Possiamo dire che ci eravamo sbagliati, o che i tempi sono cambiati, ma bisogna costruire una narrazione credibile: queste novità ci possono consentire di mettere in difficoltà la destra sul tema della protezione sociale e col mondo dell’astensione- . Dobbiamo giocarcela bene: altrimenti rischia di essere un proiettile inesploso!».

Anche Peppe Provenzano, che ha curato il programma insieme all’economista Antonio Nicita e ad Antonio Misiani, è preoccupato del recupero del voto popolare: «Dobbiamo andare nei luoghi che non contano, dimostrare che si possono fidare di noi: se i salari sono fermi al 1990 la colpa è anche nostra, e anche nel mondo della scuola c’è ancora diffidenza verso di noi».

 

SULLA SCUOLA c’è la proposta di aumentare gli stipendi degli insegnanti ai livelli europei entro il 2027 (costerà dai 6 agli 8 miliardi). «Ma non basta», avverte Manuela Ghizzoni. «È un programma molto netto, ma ha bisogno di essere accompagnato da una battaglia politica coerente», sintetizza Provenzano.

«Dobbiamo insistere sulla stabilizzazione del lavoro», dice Cesare Damiano che propone di inserire nel programma una modifica del Jobs act sulle indennità per chi viene ingiustamente licenziato nelle imprese più piccole: «La Consulta ha stabilito che da 3 a 6 mensilità è una cifra troppo esigua: su questo dobbiamo farci sentire, i lavoratori non ci hanno perdonato il Jobs Act».

 

SUI DIRITTI CIVILI IL MENÙ è ricco: legge Zan, matrimonio egualitario per le coppie lgbtq+, ius scholae, norme sul fine vita, legalizzazione della cannabis per autoproduzione personale.

Un pacchetto pieno, che fa gioire Zan per la «fermezza» del Pd contro «il tentativo ridicolo della destra di ripulirsi dalla loro omotransfobia». Cecilia D’Elia avverte: «Se vince la destra i diritti delle donne sono a rischio, compreso l’aborto, e anche quelli della comunità lgbt. Su questo dobbiamo essere più chiari, arrivare al cuore delle persone».

Sull’immigrazione la proposta è riscrivere la legge Bossi Fini e un netto no a chiusure dei porti e blocchi navali.

Misiani invita a «non rincorrere la destra sul tema del fisco». «Noi siamo quelli della scuola e della sanità pubbliche, e dobbiamo rivendicare la proposta di tassare lo 0,2 delle successioni, quelle dei più ricchi, per finanziare una dote per i 18 enni. Sul fronte fisco c’è anche la tassa minima globale sulle aziende multinazionali.

 

SULL’ENERGIA la direzione è la transizione ecologica e le rinnovabili su cui è previsto un piano imponente «in grado di produrre 500mila posti di lavoro». Ribadito il no al nucleare, sì ai rigassificatori ma solo come «soluzioni ponte» attive per pochi anni Nuovoe con il coinvolgimento dei territori e compensazioni per l’impatto ambientale.

Tre i pilastri del programma illustrati da Letta: sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale; lavoro, conoscenza e giustizia sociale; diritti e cittadinanza. Il tutto in una cornice di forte europeismo, con la richiesta a Bruxelles di addio all’austerità, di sostituzione del Patto di Stabilità con quello di Sostenibilità, la riforma dei Trattati con l’abolizione del diritto di veto, e una politica estera e di difesa comuni.

 

NEL PROGRAMMA Letta ha fortemente voluto il capitolo «Un paese per giovani» che contiene misure per aiutare l’uscita di casa, il sostegno al mutuo e all’affitto, e una riforma dei congedi parentali (uguali per uomini e donne) per incentivare la natalità. «Per molti di noi le proposte di questo programma possono fare la differenza», dice la segretaria dei giovani dem Caterina Cerroni: «Abbiamo l’occasione di mettere nelle vite dei ragazzi qualche certezza in più»

 

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Ugo Ramella @RamellaUgo – 17.06 – 15 agosto 2022 — ciao, grazie !

Pavimento mosaico cattedrale di Malta a La Valletta

 

Immagine

Il pavimento è formato da circa 400 lapidi di tombe dei Cavalieri di Malta affiancate le une alle altre. Sono decorate con intarsi di marmi policromi provenienti da zone diverse. Ciascuna raffigura cose diverse. Alcune ripropongono episodi della vita del defunto mentre altre epitaffi oppure raffigurazioni allegoriche tutte da interpretare.

L’origine della maestosa chiesa è proprio la necessità dei Cavalieri di Malta o di San Giovanni di edificare un luogo sacro per seppellire gli eroi dell’Ordine che si erano battuti contro l’espansione dei Turchi nel mondo cristiano.

La realizzazione del grande progetto architettonico della Concattedrale fu affidata all’architetto Girolamo Cassaro. Iniziò a lavorarci il 22 novembre del 1573 e in solo quattro anni la portò a termine. La chiesa in origine aveva un impianto rinascimentale che poi andò perdendo poco a poco nei secoli a seguire con importanti interventi e arricchimenti tipicamente barocchi.

Era il 20 febbraio del 1578 quando con tutta la pompa magna del caso, la chiesa fu consacrata dall’arcivescovo di Monreale Ludovico de Torres. Ancora però non era la chiesa che vedete oggi. Nei due secoli a seguire la Concattedrale di San Giovanni fu arricchita con opere grandiose divenendo così uno degli edifici barocchi più belli e sontuosi in assoluto. Determinante fu il contributo del siciliano Mattia Preti che lavorò ben cinquant’anni alle decorazioni dell’edificio.

da : https://michelangelobuonarrotietornato.com/2020/11/21/il-pavimento-della-concattedrale-di-malta/

 

 

 

San Giovanni Battista patrono dei Cavalieri Ospitalieri. Ordine formato da nobili provenienti dalle più importanti casate europee impegnati a proteggere la fede cattolica e l’Europa dagli attacchi dei Turchi Ottomani. I membri dell’Ordine si distinguono in Cavalieri, Cappellani e Serventi d’armi sotto l’autorità di un Principe Gran Maestro.

La costruzione dell’edificio s’inserisce nel grande contesto di fortificazioni voluto da Carlo V  a difesa delle roccaforti del regno, nella fattispecie, in seguito all’abbandono del quartier generale dell’isola di Rodi da parte dei Cavalieri Ospitalieri, conseguenza dei ripetuti attacchi da parte delle armate turco-ottomane.

Dopo un breve pellegrinare l’imperatore del Sacro Romano Impero concesse all’Ordine il feudo siciliano dell’arcipelago maltese a fronte della contropartita simbolica annuale costituita da un falco ammaestrato e del potenziamento delle strutture difensive del baluardo posto strategicamente nel canale di Sicilia (21 giugno 1530).

segue :
https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_San_Giovanni

 

Malta, Europe travel guideLa splendida Malta
foto : Culture Trip

 

 

KAUSHIK PATOWARY, Lo splendido pavimento coperto di pietre tombali della Concattedrale di San Giovanni di Malta

logo

 

18 MAGGIO 2016 

 

NEL LINK TROVATE UN BUON TESTO, OLTRE ALLE IMMAGINI DA NOI PUBBLICATE

https://www.amusingplanet.com/2016/05/the-tombstone-covered-floor-of-st-johns.html

 

 

 

Il pavimento coperto di pietre tombali della Concattedrale di San Giovanni di Malta

 

KAUSHIK PATOWARY

 

 

st-johns-co-cattedrale-malta-11

 

 

 

Credito fotograficowww.maltacultureguide.com

 

st-johns-co-cattedrale-malta-12

 

 

 

 

st-johns-co-cattedrale-malta-5

Credito fotografico: Leon Yaakov/Flickr

 

St John's Co-Cathedral, Valletta 001.jpg

Matthew Axiak – Opera propria

nel link foto belle, non del pavimento, ma dei due quadri di Caravaggio

https://it.wikipedia.org/wiki/Concattedrale_di_San_Giovanni#/media/File:St_John’s_Co-Cathedral,_Valletta_001.jpg

 

 

 

 

 

st-johns-co-cattedrale-malta-7

Credito fotografico: padre Lawrence Lew, OP/Flickr

 

 

 

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Credito fotografico: padre Lawrence Lew, OP/Flickr

 

 

 

st-johns-co-cattedrale-malta-1

Credito fotografico: Myriam Refractive/Wikimedia

 

 

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Credito fotografico: Gwendolyn Stansbury/Flickr

 

 

 

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st-johns-co-cattedrale-malta-3

Credito fotografico: Tony Hisgett/Wikimedia

 

 

Concattedrale di St. Johns, La Valletta

Credito fotografico: Jacqueline Poggi/Flickr

 

 

 

 

Concattedrale di St. Johns, La Valletta

Credito fotografico: Jacqueline Poggi/Flickr

 

 

 

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Cecilia @jacko_cecilia – 8.50 – 15 agosto 2022 — grazie, Cecilia !

 

 

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VIDEO, 2.04 – LA 7 + ANSA.IT — 15 AGOSTO 2022 – 15.29 :: Viminale: in un anno uccise 125 donne, più di una ogni tre giorni. Negli ultimi 12 mesi i reati sono in crescita, ma restano sotto il livello pre-covid

 

 

LA 7 — video, 2.04 —

Sicurezza. Report 2021-2022 di Ferragosto del Viminale

 

 

ANSA.IT — 15 AGOSTO 2022 – 15.29
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/08/15/viminale-in-un-anno-uccise-125-donne-piu-di-una-ogni-tre-giorni_f594e658-4f6a-46fd-85d7-83cfb648e41d.html

Viminale: in un anno uccise 125 donne, più di una ogni tre giorni.

Negli ultimi 12 mesi i reati sono in crescita, ma restano sotto il livello pre-covid

 

 

 

Una panchina rossa con la scritta Una panchina rossa con la scritta “L’amore non uccide” a Scicli –

 

In un anno, tra il primo agosto 2021 e il 31 luglio 2022, sono state uccise in Italia 125 donne, in aumento rispetto alle 108 dei 12 mesi precedenti, in media più di una ogni tre giorni.

Lo riporta il dossier annuale del Viminale che evidenzia

come 108 di questi omicidi siano stati compiuti in ambito familiare o affettivo, e in particolare 68 di questi hanno avuto come responsabile un partner o un ex compagno. 

 

Secondo i dati, diffusi in occasione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblicasono diminuite negli ultimi 12 mesi le denunce per stalking (15.817), a fronte di 18.653 nel periodo precedente.

Contemporaneamente sono aumentati gli ammonimenti del questore, 3.100 contro 2.565, di cui oltre la metà per violenza domestica.

Finito l’effetto lockdown, nell’ultimo anno sono aumentati i reati (2.116.479 in totale), anche se restano sotto il livello pre-pandemia: gli omicidi sono stati 319, le rapine 24.644 e i furti 900mila. Forte aumento per i reati informatici: 8.814 gli attacchi rilevati, contro i 4.938 dei 12 mesi precedenti.

Quasi 2,4 miliardi sono stati sequestrati alla criminalità organizzata, per un totale di 7.752 beni. Il valore è superiore a quello dello scorso anno (1,96 miliardi). Nello stesso lasso di tempo sono stati restituiti alla comunità 2.741 beni, di cui 2.233 immobili e 229 aziende.

Sono stati arrestati 48 latitanti, 82 le operazioni di polizia giudiziaria nei confronti delle mafie.

 

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🕊️ Birds Pazy 🐦 @PazyBirds · 14 ago – 4.56 — Lo scricciolo azzurro splendente dall’Australia

 

Why you are angry Mr. ( Fairy wren ) ?

Perché sei arrabbiato Mr. (scricciolo delle fate)? –
TRADUZ. GOOGLE

cryboy_photography

 

Immagine

 

Malurus splendens, scricciolo azzurro splendente 🐦

La gola è viola, il dorso delle ali, il torace e la coda sono di un azzurro intenso, mentre il becco e le fasce che corrono lungo gli occhi e il torace sono neri. Questo piumaggio blu iridescente è spesso definito come piumaggio nuziale.

È osservabile in gran parte del continente australiano dal Nuovo Galles del Sud alla parte sud-ovest del Queensland, fino alla costa occidentale dell’Australia.

Curiosità: la traduzione letterale dall’inglese è “scricciolo delle fate blu” [Splendid Fairy Wren]

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.

da :

Facebook, Culturaintour Como, 4 febbraio 2020
https://www.facebook.com/photo/?fbid=2688632117912779&set=a.689829197793091

 

 

Maschio di M. splendens melanotus durante il corteggiamento

Nevil Lazarus – Pubblicato con l’autorizzazione dell’autore

 

 


M. splendens musgravei con un petalo nel becco

 

 


Maschio di M. splendens emmettorum

 

DA PINTEREST ::

 

 

 

 

una coppia dall’Australia . ” lei ” è la sbiaditina

 

 

 

 

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15-08-2022 — VIDEO, 1.49 — GIUSEPPE CONTE, IL FATTO QUOTIDIANO + ANSA, PROGRAMMA M5S + LINK DEL PROGRAMMA COMPLETO

 

VIDEO, 1.49

APPELLO DI

GIUSEPPE CONTE :

“SCEGLIERE DI STARE DALLA PARTE GIUSTA”

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 15 AGOSTO 2022

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/15/elezioni-il-video-messaggio-di-giuseppe-conte-scegliere-di-votare-il-movimento-5-stelle-significa-stare-dalla-parte-giusta/6763108/

 

 

ANSA.IT — 15 AGOSTO 2022 – 12.30
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/08/14/elezioni-m5s-pubblica-programma-dal-salario-minimo-al-superbonus_67adc362-ebfb-4685-935d-dd29031ec02e.html

 

Elezioni: M5s pubblica programma, “dal salario minimo al Superbonus”

Anche lo ius scholae, la riduzione dell’orario lavoro a parità di stipendio e la sfiducia costruttiva

 

Il Movimento 5 stelle ha pubblicato sul proprio sito la lista dei 2000 candidati che correranno alle Parlamentarie del prossimo 16 agosto.

Come annunciato, anche il leader pentastellato Giuseppe Conte ha inviato la propria autocandidatura per il collegio della Camera Lazio 1.

Ci sono tanti nomi noti tra quelli che hanno inviato la propria autocandidatura per partecipare alle parlamentarie.

Numerose le riconferme tra i parlamentari uscenti che potranno partecipare alla selezione. C’è il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli nel collegio della camera del Friuli Venezia Giulia, Francesca Flati, Francesco Silvestri (Lazio 1 alla Camera), Vita Martinciglio, Eugenio Saitta in Sicilia, in Campania al Senato Maria Domenica Castellone e Michele Gubitosa alla Camera. Tra le new entry Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente alla prima esperienza in Parlamento.

In un post il M5s che pubblica il programma elettorale su Facebook: “Da quando siamo entrati in Parlamento, la nostra azione ha sempre seguito un’unica strada: la tutela degli interessi dei cittadini. Con il programma con cui ci presentiamo alle elezioni del prossimo 25 settembre intendiamo proseguire su questa strada e portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato. A finte alleanze, matrimoni di comodo e balletti abbiamo preferito la serietà. Per questo ci troverete schierati da un’altra parte: la parte giusta”.

“La parte delle lavoratrici e dei lavoratori sottopagati e precari, per cui vogliamo introdurre un salario minimo legale di 9 euro lordi l’ora e agevolare la sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato – recita il post -. La parte dei giovani sfruttati, che vogliamo aiutare a costruire un percorso di vita indipendente attraverso l’eliminazione di stage e tirocini gratuiti e la stabilizzazione degli sgravi per l’acquisto della prima casa. La parte delle donne, a cui vogliamo garantire un’effettiva parità salariale.

La parte della transizione ecologica e dell’ambiente, che vogliamo proteggere attraverso un nuovo Superbonus energia imprese, la stabilizzazione del Superbonus e degli altri bonus edilizi e quella del meccanismo della cessione dei crediti d’imposta, per garantire liquidità a cittadini e imprese.

La parte delle imprese, che vogliamo sostenere con il taglio del cuneo fiscale, l’eliminazione dell’IRAP e il potenziamento del Fondo di salvaguardia.

La parte della salute, che vogliamo tutelare riformando il titolo V della Costituzione per riportarla alla gestione diretta dello Stato e aumentando le retribuzioni del personale sanitario.

La parte dei diritti, che vogliamo allargare attraverso il matrimonio egualitariola legge contro l’omotransfobia e lo Ius scholae.

La parte della scuola, dell’università e della ricerca, per cui vogliamo aumentare i fondi e adeguare gli stipendi degli insegnanti ai livelli europei”, si legge.

Il programma contiene anche, sul fronte ambientale, il no a impianti di rifiuti obsoleti e il sì al vuoto a rendere.

Nel capitolo lavoro c’è la riduzione dell’orario lavoro a parità di salario e il rafforzamento del reddito di cittadinanza.

La “sfiducia costruttiva“, presente nel documento programmatico votato sabato dal Pd, compare – come pure altri titoli – anche nel programma del M5s: “Un Governo non può essere sfiduciato se contestualmente non si vota la fiducia a un altro esecutivo”.

Il M5s propone anche l’estensione ai 16enni del diritto di voto, il limite dei due mandati esteso a tutti i partiti, limiti alla decretazione d’urgenza, legge sul conflitto di interessi e “stop ai cambi di casacca in Parlamento“.

 

IL TESTO DEL PROGRAMMA M5S :

Elezioni politiche 2022 – Programma M5S

LINK CON I PUNTI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA
https://www.movimento5stelle.eu/elezioni-politiche-2022-programma-m5s/?fbclid=IwAR0nzxlkD1OLIsXNABXzKC2SMxvb6M-Bupf6Vg0zODYocb2sdKv-LELX7tE

 

 

LINK PER SCARICARE L’INTERO PROGRAMMA
https://www.movimento5stelle.eu/wp-content/uploads/2022/08/ProgrammaM5S_politiche2022.pdf

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+++ ℝℕ ℕℝ @AndreaMarano11 — 11.49 – 15 agosto 2022 + 11.43 – 14 agosto 2022 — veramente carine, caro Andrea !

 

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IL FATTO QUOTIDIANO DEL 14 AGOSTO 2022  :: Sondaggi, il centrodestra trainato da Fratelli d’Italia incrementa il suo vantaggio. +1% per M5s, Lega e Verdi/Sinistra Italiana

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 14 AGOSTO 2022
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/14/sondaggi-il-centrodestra-trainato-da-fratelli-ditalia-incrementa-il-suo-vantaggio-sul-centrosinistra/6762867/

Sondaggi, il centrodestra trainato da Fratelli d’Italia incrementa il suo vantaggio. +1% per M5s, Lega e Verdi/Sinistra Italiana

 

Sondaggi, il centrodestra trainato da Fratelli d’Italia incrementa il suo vantaggio. +1% per M5s, Lega e Verdi/Sinistra Italiana

 

A poco più di 40 giorni dalle elezioni Politiche, il distacco tra il centrodestra e gli altri partiti è oggi di circa 15 punti. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento

 

Mentre le elezioni politiche si avvicinano il centrodestra incrementa il vantaggio. E’ questo il quadro che viene fuori dalle intenzioni di voto del Barometro politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

A trainare il centrodestra è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, primo partito al 24,3% in crescita – rispetto a 15 giorni – fa dello 0,3%. Così il distacco tra il centrodestra e gli altri partiti cresce, dato che pesa ancora di più sull’attribuzione dei seggi uninominali, sulla base di quanto previsto dal Rosatellum.

Secondo partito per il Barometro politico è il Pd di Enrico Letta, attestato al 22,8% in calo dello 0,4%.

Al terzo posto la Lega di Matteo Salvini con il 15,2% delle preferenze in crescita di quasi un punto percentuale (+0,9%).

In crescita (+1%) anche il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte stimato al 10,6%.

Segue Forza Italia al 6,8% e Azione/Italia Viva: l’accoppiata Renzi Calenda raggiunge il 5,3%.

Chiude il quadro Europa verde e Sinistra Italiana al 4,1% con una crescita dello 0,9%.

Secondo la rilevazione dell’istituto di ricerca (effettuata il 10 e 11 agosto 2022) l’affluenza si attesterebbe al 66%.

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Fabio  @Iperbole_ – 11.05 – 14 agosto 2022 — UN MURALE PER LA PARTIGIANA IRMA BANDIERA — grazie infinite !

 

Il 14 Agosto 1944 fu fucilata dai fascisti al Colle della Guardia di Bologna ( Bologna ), la partigiana Irma Bandiera.

Torturata e minacciata, non rivelò i nomi dei compagni di lotta, e pagò con la vita il suo coraggio.

Un murale col suo splendido sorriso irradia una scuola cittadina.

 

ImmagineVIA TURATI

 

 

 

I 7 giorni in cui Irma Bandiera morì e vinse | Associazione Culturale  Sentieri Sterrati

Sentieri sterrati

 

La Resistenza di Mimma Bandiera, la partigiana che l'Italia ha dimenticato
The vision

Bandiera Irma - Storia e Memoria di BolognaStoria e Memoria di Bologna

 

טוויטר \ ℝℕ ℕℝ בטוויטר: "Aspettando il #25aprile. Storie di  Partigiani:Irma Bandiera nacque l'8 Aprile del 1915 e impegnò tutta la sua  vita a lottare contro l'occupazione nazista. Morì fucilata dopo essere

 

 

segue da

DOPPIO ZERO, 29 AGOSTO 2020
https://www.doppiozero.com/irma-bandiera

 

Estate in città / Irma Bandiera

29 Agosto 2020

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Stella Aligizaki @StellaAligizaki – 10.28 – 14 agosto 2022 — grazie !

 

Mamma…l’abbraccio più bello…il profumo più magico.. ( Google  )

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CHAN CHAN, CAPITALE DEI CHIMOR, CIVILTA’ IX / XV secolo quando fu conquistata dagli Inca – è la città più importante dell’America Pre-colombiana nell’America meridionale.

 

UNESCO

WORLD HERITAGE CONVENTION
https://whc.unesco.org/en/list/366

 

Trujillo Peru mappa - Mappa di trujillo, Perù (America del Sud - America)

CHAN CHAN SI TROVA A 5 KM A OVEST DI TRUILLO

 

 

Peru: Trujillo - Chan Chan

CARTINA : https://www.ladatco.com/PER%20TRU-Chan.htm

 

 

Veduta aerea delle antiche rovine di Chan Chan a Trujillo, Perù - Foto stock royalty-free di Perù

VEDUTA AEREA DELLE ROVINE DI CHAN CHAN, PERU’ –

FOTO iStock -by Getty Images

 

Il nome Chan Chan – che deriva dalle trascrizioni dei cronisti spagnoli – è probabilmente derivato dalla lingua Chimú , il Quingnam in cui la parola “Jiang” o “Chang” significa sole. Quindi Chan-Chan sarebbe letteralmente “Sole Sole” grazie senza dubbio al suo clima soleggiato, rinfrescato tutto l’anno da una brezza meridionale.

Il vero significato sarebbe: Grande sole, sole splendente, sole splendido, poiché una caratteristica tipica della lingua Quingnam è che la duplicazione di una parola le fa acquisire un nuovo significato.

 

Ancient City of Chan Chan

 

Chan Chan si trova in una parte particolarmente arida del deserto costiero del nord del Perù . A causa della mancanza di pioggia in questa regione, la principale fonte d’acqua di Chan Chan sono i fiumi che trasportano il deflusso dalle Ande, acque perfettamente gestite e sfruttate dagli abitanti attraverso i sistemi di irrigazione.

Le stime attuali indicano che la città che aveva tra 20.000 e 30.000 abitanti alla sua fondazione, avrebbe raccolto da 60.000 a 100.000 abitanti quando il regno si sviluppò (dal 1300 circa).

 

 

Ancient City of Chan Chan

Dopo la conquista dell’Impero Chimú da parte degli Incas intorno al 1470, Chan Chan cadde in declino.

Quando Tupac Yupanqui assediò la città nel 1470 e distrusse gli acquedotti che la rifornivano di acqua, la popolazione si ridusse a circa 5.000 o 10.000 abitanti.

Nel 1535, Francisco Pizarro fondò la città spagnola di Trujillo che relegò Chan Chan nell’ombra. Sebbene non sia più una fiorente capitale, Chan Chan era ancora ben nota per la sua grande ricchezza e fu quindi saccheggiata dagli spagnoli. Un tesoro equivalente a 80.000 pesos d’oro sarebbe stato recuperato lì (quasi 5.000.000.000 di dollari USA).

Dopo la conquista spagnola, la popolazione totale del regno Chimú , che all’epoca era di 500.000, si ridusse a 40.000 in un secolo.

Al tempo del Vicereame del Perù (1532-1821), Chan Chan fu oggetto di molteplici saccheggi e distruzioni, perché si credeva che ci fosse nascosto un grande tesoro d’oro e d’argento.

 

Wall At Chan Chan Against Clear Sky

Il 27 luglio 1932, durante la Rivoluzione di Trujillo (1932)  (fr) , un numero imprecisato di cittadini furono fucilati tra le rovine di Chan Chan da membri dell’esercito peruviano, in rappresaglia per l’attacco dei guerriglieri dell’APRA della caserma O’Donovan dove furono uccisi diversi soldati Urristas (da UR per Unión Revolucionaria il partito fascista al potere sotto il governo del generale Luis Miguel Sánchez Cerro ).

 

Intricately detailed walls at the ancient city of Chan Chan, Peru

La città era attraversata da strade e viali che separavano quartieri perfettamente delimitati e aveva una rete viaria che la collegava ai centri amministrativi delle valli circostanti.

 

TESTO SOPRA DA :
che continua molto interessante :

https://it.frwiki.wiki/wiki/Chan_Chan

 

 

Peru, Trujillo, Chan Chan, View along walkway leading between adobe walls

 

 

Chan Chan

 

 

File: Zona archeologica di Chan Chan-110903.jpg

 

Inside the vast ruins of Chan Chan, Peru

 

 

 

Chan Chan Archeological Site in Peru

 

 

 

Site archéologique de Chan Chan - Pérou

 

 

 

PERU-ARCHAEOLOGY-DISCOVERY-CHAN CHAN

 

IMMAGINI SOPRA DA GETTY IMAGES:
https://www.gettyimages.it/immagine/chan-chan?assettype=image&page=9&phrase=chan%20chan&sort=best&license=rf,rm

 

 

Zone archéologique de Chan Chan – PERU

 

Chan Chan fu la capitale dei Chimor, una civiltà che si impiantò su quella precedente dei Moche e fiorì tra il IX e il XV secolo d.C.. Si stima che la città ospitasse 30.000 abitanti.

 

Le royaume chimu, dont Chan Chan fut la capitale, connut son apogée au XVe siècle, peu avant de succomber à la puissance inca. L’aménagement de cette ville, la plus importante de l’Amérique précolombienne, reflète une stratégie politique et sociale rigoureuse, marquée par sa division en neuf « citadelles » ou « palais » formant des unités indépendantes.

 

Chan Chan Archaeological Zone (Peru) © UNESCO
Author: Jim Williams

 

Chan Chan è un sito archeologico situato nella regione peruviana di La Libertad, cinque chilometri ad ovest di Trujillo. Il sito è la più grande città precolombiana dell’America meridionale e copre un’area di circa 20 km², quindi un’area maggiore rispetto a quelle abituali dei siti andini, ed è stato costruito dai Chimor (il regno dei Chimú), una civiltà che si sviluppò sui resti dei Mochica. La grande città paludosa di Chan Chan venne fondata tra l’850 ed il 1470, e fu la capitale dell’impero fino alla conquista dell’impero Inca nel quindicesimo secolo. È stato stimato che 30 000 persone vivessero al suo interno.

La descrizione della città è presente nelle più prestigiose cronache del Seicento, come quelle di Cieza de Leòn, ed in quelle settecentesche di G. de la Vega. Nel Novecento sono state organizzate importanti spedizioni di studio e di ricerca francesitedeschestatunitensi e peruviane, tra le quali si ricorda il “progetto Virù” dell’Istituto di Ricerche Andine di New York.

 

 

 

 

 

FOTO SOPRA :
Chan Chan Archaeological Zone (Peru) © UNESCO
Author: Jim Williams

 

La città è composta da dieci cittadelle murate che ospitavano stanze cerimoniali, camere mortuarie, templi, bacini idrici ed alcune residenze e da strutture più piccole destinate ad ospitare le famiglie importanti.

Le costruzione furono realizzate in argilla essiccata, sia come mattone cotto al sole (adobe) sia come tapia ( 1. nota ), mentre il materiale litico venne utilizzato per i basamenti. Le stesse mura vennero costruite in mattoni (adobe), e coperte con superfici lisce su cui venivano scolpite delle decorazioni. Esistono due stili di progetti per le sculture: il primo presuppone una rappresentazione “realistica” dei soggetti come uccelli, pesci e piccoli mammiferi; l’altro stile usa una rappresentazione più grafica, stilizzata, degli stessi soggetti. Mentre le prime civiltà si concentrarono su forme feline o antropomorfiche, la tecnica Chimú mostra una preferenza per soggetti marittimi. Le sculture di Chan Chan riproducono pesci, pellicani e reti per la pesca. Chan Chan, a differenza di altri siti archeologici costieri del Perù, si trova particolarmente vicino all’Oceano Pacifico.

I reperti archeologici attestarono la presenza di una vasta attività di oreficeria.

Chan Chan divenne un patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1986. La città è seriamente minacciata dall’erosione provocata da El Niño, che comporta piogge violente ed alluvioni su tutta la costa peruviana. I visitatori possono accedere al complesso di Tschudi, che si crede essere uno degli ultimi costruiti in città. L’area che circonda Trujillo vanta numerosi altri siti Mochica.

 

PhotomontageChanChan.jpg

Photomontage of Chan Chan
Enjoyatom21 – by Håkan Svensson

 

TESTO E ALCUNE FOTO : https://it.wikipedia.org/wiki/Chan_Chan

 

  1. nota :

Tapia

Tecnica costruttiva, tipicamente di area spagnola, per la realizzazione di edifici in terra cruda mediante battitura di un apposito impasto in casseforme lignee. La differenza rispetto alla più nota tecnica del pisé consiste nell’aggiunta sistematica di paglia o prodotti similari, oltre che nelle dimensioni maggiori degli inerti impiegati, se presenti (tapia di calcestruzzo).Tutti gli articoli

 

 

ALTRE IMMAGINI — UNESCO

 

Chan Chan Archaeological Zone (Peru)

Author: Hubert Guillaud

Copyright: © CRA-terre

@UNESCO

FOTO SOPRA : 

Chan Chan Archaeological Zone (Peru)

Author: Hubert Guillaud

Copyright: © CRA-terre

@UNESCO

Chan Chan Archaeological Zone (Peru)

Author: Wilfredo Carazas-Aedo

Copyright: © CRA-terre
@UNESCO

Chan Chan Archaeological Zone (Peru)

Author: Wilfredo Carazas-Aedo

Copyright: © CRA-terre
@UNESCO

Chan Chan Archaeological Zone (Peru)

Author: Wilfredo Carazas-Aedo

Copyright: © CRA-terre
@UNESCO

Sculture dei pellicani riportate alla luce nel 2004

 

 

Zona archeologica di Chan Chan
Gsd97jks di Wikipedia in inglese

 

 

Rovine raffiguranti pesci nel complesso di Tschudi, a Chan Chan
Gsd97jks di Wikipedia in inglese –

 

 

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Un dolce racconto di Donatella sempre bella : Benni il coniglietto, illustrato da chiara con foto da Internet

 

Benni il coniglietto.

 

benni

 

 

benni da grande

 

Arriva un coniglio nano in casa, le tre cose da sapere - Tiscali Ambiente

non la conosce ancora ma un giorno si fidanzeranno…

 


benni da grasso…

 

la mamma di benni ancora stupita di averlo perso..

 

Benni era un povero coniglietto, tutto pelo e niente ciccia. Pesava un etto, pelo compreso, e la sua più grande preoccupazione era di nascondersi da un terribile mostro chiamato Giorgino.

 

il mostro giorgino visto da benni nei suoi incubi da coniglio

 

 

Non riusciva a capire come poteva essere finito in quella situazione: si trovava in una gabbia di ferro  e tra le sbarre ogni tanto appariva una zampa minacciosa. Era la zampa del mostro. Il mostro era peloso come lui, però aveva un odore strano e faceva dei versi orribili. Le sue unghie erano ad uncino e lui le aveva evitate per un pelo, è il caso di dirlo.

 

Coniglio Nano e Conigli Domestici un Mondo di Coccole | MyConiglietto.it
” la figlia della giovane donna ”

 

La sua mamma ( non era la sua vera mamma, ma la giovane donna che l’aveva portato via dal negozio)  chiamava quell’orco Giorgino.

 

Giorgino come si vede lui..

 

 

 

Certo che gli umani sono strani nell’affibbiare i nomi: lui, così piccolo, Benni ed invece quell’essere grande e grosso finiva in ino, come pasticcino, topino, carino, piccolino…. Meno male che il cibo era abbondante, anche se poco variato. Gli piaceva rosicchiare,  perciò  gli davano quei cilindretti duri e saporiti. Però avrebbe preferito ogni tanto qualche carota, un pezzo di mela, una nocciola.

 

Dalla nascita allo svezzamento dei conigli

Nella sua gabbia c’era l’acqua, ma gli veniva nostalgia del latte della sua mamma, la prima che aveva avuto.

Pippa che allatta i cuccioli - YouTube

la mamma che allatta benni

 

Si ricordava di un liquido tiepido e un po’ dolce, che poteva succhiare da una pelle morbida e meravigliosa. E’ vero che doveva dare dei grandi spintoni e riceverne,

 

Conigli appena nati: cosa fare e cosa mangiano – Zootec Attrezzature Zootecniche

fratellini e sorelline ormai sazi…lascino la tetta a benni

 

 

perché aveva un sacco di fratellini e sorelline che come lui erano affamati di latte e di vita. Però si ricordava di un tepore che ancora adesso lo faceva andare in estasi e che gli tornava in mente tutte le volte che stava per addormentarsi. Che sensazione magnifica!

 

benni e’ portato al negozio…

 

 

Gatto Nero Con Gli Occhi Verdi Immagine Stock - Immagine di occhi, ardente: 88702997

L’orco però era ritornato alla carica e lo guardava con degli occhi terribili, verdi-gialli, che non promettevano nulla di buono.

 

 

 

Peluche a forma di animale

come giorgino vede benni, in tutto simile ad un pelouche spaventato

 

Fu allora, quando ormai pensava di essere stritolato da una zampata, che Giorgino gli parlò:

 

“ Ciao, Benni. Non avere paura di me.

giorgino affacciato alla gabbia di benni mentre gli parla…

 

questa la vita nel modello che si era fatto giorgino

 

Io sono un gatto, un po’ diverso da te, ma in tante cose siamo uguali: abbiamo il pelo, i baffi, ci piace mangiare anche se non riesco a capire come fai a mandare giù quelle schifezze. Beh, possiamo essere amici. Non avere paura delle mie unghie, so tenerle a posto con chi non voglio offendere. Io sono più grande di te, conosco di più il mondo e se vuoi possiamo farci compagnia. Posso essere per te un fratello maggiore o un giovane zio, come preferisci. Lo so, il mio alito puzza un po’ di pesce, ma sono le scatolette che mi danno da mangiare, e poi anche tu in quanto a mandare odori, non scherzi. Se sei d’accordo, adesso ti apro la gabbia, esci fuori e ci facciamo compagnia”.

 

giorgino aspetta con ansia la risposta di benni

 

 

 


blog.ferplast.com

Fu così che Francesca, la mamma umana dei due ormai amici, li trovò uno accanto all’altro, che dormivano beatamente. Giorgino teneva tra le sue zampe Benni e lei avrebbe giurato che facevano gli stessi sogni.

 

 

 

 

 

un bel video di o.30 minuti :  coccole gatti – bunni : guardate se riuscite ad intravvedere i sogni che fanno..

da :

GATTI E CONIGLIETTI NELLA STESSA CASA! PROVA LE NOSTRE GABBIE PER CONIGLI

 

 

 

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MARCO RISPOLI, Univ. Padova – IL RESPIRO DELLA PROSA/1 :: :Stefan George, la voce appesa a un punto — IL MANIFESTO / ALIAS — 7 AGOSTO 2022

 

IL MANIFESTO / ALIAS — 7 AGOSTO 2022
https://ilmanifesto.it/stefan-george-la-voce-appesa-a-un-punto

 

Stefan George, la voce appesa a un punto | il manifesto

Stefan Anton George (Büdesheim12 luglio 1868 – Minusio4 dicembre 1933) è stato un poeta tedesco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Stefan_George

 

Stefan George, la voce appesa a un punto

IL RESPIRO DELLA PROSA/1. La libertà di Stefan George al polo opposto della normatività di Karl Kraus: il punto mediano, vera bizzaria della punteggiatura

 

Una sera di febbraio, nel 1893, un poeta entrò in un caffè a Unter den Linden, nel centro di Berlino. Nella sala al primo piano lo attendeva un signore vestito di tutto punto, in redingote e cappello a cilindro. Era il redattore di una rivista letteraria ancora poco conosciuta,

 

File:Blatter fur die kunst liten.jpg

Logo

 

i «Blätter für die Kunst». Lo accolse dicendo che presto li avrebbe raggiunti anche Stefan George, il capo di quell’ambiziosa rivista che intendeva guidare la «splendente rinascita» della cultura tedesca. Doveva parlargli di «alcuni punti e alcune virgole» che andavano tolti dalla poesia, qualche tempo prima arrivata alla redazione.

Il poeta che era arrivato al caffè ancora ignaro – si chiamava Max Dauthendey – fu stupito dai modi formali dell’incontro e dalla richiesta di George. L’argomento, «la posizione dei segni di punteggiatura», gli pareva in fondo «cosa di poco conto». Il colloquio non andò dunque per le lunghe: che facessero pure come volevano, lui non dava «troppa importanza all’interpunzione, purché non cambiasse il senso del testo».

Una opposizione estetica

Quello stesso poeta ricorderà nella sua autobiografia di essersi sentito un po’ a disagio nell’incontrare colleghi tanto eleganti e sussiegosi indossando un modesto abito da passeggio. Forse però a renderlo non del tutto all’altezza della situazione non era tanto il vestiario, ma l’indifferenza per la questione posta da Stefan George. Assai diversa, pochi mesi dopo, la reazione di Hugo von Hofmannsthal, anche lui fra i primi collaboratori della rivista, in una lettera inviata al redattore: che «rispettassero la punteggiatura», poiché «ogni cambiamento in proposito era indebito e bizzarro, come se si cambiasse la strumentazione prevista da un compositore».

Non erano fisime soltanto di George o di Hofmannsthal, queste attenzioni per i punti o le virgole, ma faccende cruciali per il modernismo europeo. Se la punteggiatura è cosa di estrema importanza per molti artisti della parola, in particolare lo fu per quelli che si trovarono a scrivere a cavallo tra i due secoli.

Esemplare la voce di Oscar Wilde, negli anni Ottanta dell’Ottocento. Burlandosi di chi voleva misurare l’impegno secondo un criterio quantitativo, Wilde affermava di avere alle spalle una giornata di intenso lavoro, e quindi spiegava: «Ho trascorso l’intera mattinata decidendo di togliere una virgola da una mia poesia». E nel pomeriggio? «Nel pomeriggio ho deciso di rimetterla».

Una cinquantina d’anni dopo, all’inizio degli anni Trenta, la voce non meno esemplare di Karl Kraus, viene quasi a chiudere la stagione più feconda della cultura europea: a chi gli chiedeva perché si ostinasse a prestare tanta attenzione alle virgole, mentre ovunque avanzava la barbarie, Kraus rispondeva di essere consapevole della vacuità dei suoi sforzi, però forse «se si fosse prestata più attenzione a dove cadevano le virgole, ora non sarebbero cadute le bombe».

Che fosse un modo per sconcertare i borghesi e scuotere il mito della produttività o che fosse un estremo tentativo di difendere il linguaggio dalla sciatteria e dalla violenza, l’attenzione per la punteggiatura appare come un moto di protesta contro l’esistente, un gesto di resistenza contro le forze dominanti. Era così anche per George: nella sua originalissima ars punctandi va cercata, infatti, una forma di «opposizione estetica», ancor più e ancor prima di quella supremazia artistica che gli avrebbe poi riconosciuto Gottfried Benn, pronto a celebrare con toni fin troppo enfatici la scena di quel caffè berlinese come una solenne cerimonia in cui non vi era «in alcun modo affettazione né, in alcun modo, stravaganza, era la più profonda serietà dell’Europa sul finire del secolo, era qualcosa di virile, anzi monastico, era destino. Era la legge di quel vangelo dell’arte quale ultima metafisica europea».

Anche attraverso i punti, George «delimitava e costruiva, esercitava la sua sovranità», benché nell’uso della punteggiatura fosse in fondo meno rigido rispetto a molti altri autori. E proprio per questo George si discostò in modo tanto più rivoluzionario dalle regole del tempo. Eliminò quasi completamente la virgola, usò con parsimonia anche altri segni di uso corrente, recuperandone invece alcuni ormai desueti, in primo luogo quel punto mediano che, con altra funzione, si trovava nella classicità o ancora nel medioevo. È un punto che si libra a mezz’altezza, separando segmenti di singoli versi o di frasi, e suggerendo così alla voce di restare analogamente sospesa, indugiando senza abbassarsi prima di procedere oltre. All’inizio usato saltuariamente, quel segno divenne col passare degli anni un tratto distintivo negli scritti di George e nel circolo che attorno a luì si andò organizzando. Per esempio nei versi dedicati a un parco ormai dato per morto, che sotto l’«azzurro insperato di pure nubi» serba un’autunnale splendore: «là prendi il giallo intenso · il tenue grigio / da betulle e da bossi · il vento è mite / le tarde rose non ancora appassite · / sceglile baciale e intreccia la corona · ».

Nelle prose, dove si trattava a volte di teorizzare una poetica avversa a ogni dire immediato, per cui «una profonda impressione · un forte sentire» non garantiscono in alcun modo una buona poesia, ogni sentire deve piuttosto tradursi in una atmosfera sonora «che richiede certa calma · addirittura letizia».

Irriducibile a una norma George non esiterà a usare questo punto mediano anche nelle traduzioni da poeti stranieri («esta selva selvaggia e aspra e forte», all’inizio della Commedia dantesca, diviene per esempio «diesen wald · den wilden rauhen herben · »). E a volte, nella sua rivista, verrà posto nelle citazioni tratte da altri autori come Goethe o Orazio.

Fin da questi pochi casi, l’uso del punto mediano appare assai vario e assai vago, irriducibile a una norma o a una precisa funzione sintattica. Talvolta sembra simile a una virgola, talvolta sembra più simile a un trattino; in molti casi viene aggiunto solo in un secondo momento, quasi a scandire l’eco sempre più ampia di una poesia che, nella sua prima versione, era quasi del tutto priva di segni di punteggiatura. Le modifiche che si compiono tra una edizione e l’altra della stessa poesia potrebbero stupire in un autore tanto attento agli aspetti formali come fu George. Potrebbero quasi suggerire come l’interpunzione fosse per lui qualcosa di accessorio, variabile, arbitrario. Proprio qui va cercato un momento centrale della rivoluzione che il poeta provò a imporre alle rigidità della propria lingua.

I tedeschi, diceva Harry Graf Kessler, sono un popolo privo di ordine e misura, per questo dovettero inventare la disciplina militare e l’imperativo categorico, e per questo, si potrebbe aggiungere, andarono codificando nel corso dell’Ottocento regole di punteggiatura molto rigide, per cui i segni dovevano marcare in modo inequivoco i confini tra le frasi, senza più poter suggerire intonazioni o pause di lettura. Il punto mediano era insomma un tentativo di liberare la lingua tedesca da questi vincoli e tornare ad antiche consuetudini: esso offriva un’indicazione che non riguardava tanto il senso, ma il ritmo del testo. Ed era tanto più necessaria là dove, come voleva George, «a decidere il valore della poesia non è il senso (altrimenti sarebbe saggezza o sapienza) ma la forma», qualcosa che «non è assolutamente esteriore» e risiede nell’effetto profondo di suoni e misure ritmiche.

In questo George si colloca all’opposto di Karl Kraus. Condannando l’uso sciatto e impreciso della punteggiatura con cui certi maldestri scribacchini fatalmente storpiavano il significato delle frasi, Kraus si faceva custode della norma con un’acribia tale da suggerire a qualcuno il nomignolo di «Komma-Kraus», «Kraus delle virgole». George, al contrario, rinuncia quasi completamente alle virgole e per converso prova a praticare una lingua che sia comprensibile anche senza indicatori sintattici: i «Satzzeichen» (così si chiamano in tedesco i segni di punteggiatura, letteralmente «segni di frase») diventano allora «Lesezeichen», cioè in primo luogo «segni di lettura» che «ogni autore usa secondo il proprio stile». Il rifiuto della tradizionale punteggiatura e il recupero di insoliti segni di interpunzione finivano così per ridefinire il ruolo di autore e lettore. La scrittura doveva articolarsi secondo strutture che fosse possibile cogliere anche senza l’ausilio delle virgole, mentre la lettura, priva di immediate indicazioni sintattiche, era portata a procedere con rara cautela, volgendo ogni attenzione al testo, fino a intuire nelle pause dettate da certi punti sospesi a mezz’aria, una insperata affinità tra il linguaggio e la musica.

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PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE : Diecimila giovani sfidano la mafia, e Messina Denaro, ballando + mostra dell’Ansa ” Falcone e Borsellino ” — LA SICILIA e ANSA.IT – 14 AGOSTO 2022

 

Posizione di Selinunte sulla mappa della Sicilia ...L’icona del puntatore rosso raffigura la località di Selinunte sulla cartina della Sicilia
https://innamoratisicilia.wordpress.com/2015/06/20/porto-palo-di-capo-passero-e-le-sue-isole-caraibiche/cartina-selinunte/

 

Trapani.gif (11841 byte)https://www.selinunte.net/dove.htm

 

 

LA SICILIA, 14 AGOSTO 2022
https://www.lasicilia.it/societa/news/selinunte-diecimila-giovani-sfidano-la-mafia-ballando-1784939/

Selinunte, diecimila giovani sfidano la mafia ballando

 

L’evento di musica e legalità nel Parco archeologico di Castelvetrano, regno del boss latitante Matteo Messina Denaro

 

Di Francesco Nuccio

 

Oltre diecimila giovani hanno ballato fino a notte fonda, scandendo slogan contro la mafia, nel Parco di Selinunte a Castelvetrano, un tempo «regno» del boss latitante Matteo Messina Denaro, dove si è svolto l’evento “Musica & Legalità» e la mostra dell’ANSA «L’eredità di Falcone e Borsellino». Un’iniziativa promossa dalla testimone di giustizia Valeria Grasso.

Nel cuore del parco archeologico più grande d’Europa, al cospetto del tempio di Hera, Paul Kalkbrenner, artista tedesco di musica elettronica di fama internazionale, è stato la star dell’Unlocked Music Festival. Una folla festante di ragazzi provenienti da tutta Europa che nonostante la serata afosa, rinfrescata dal getto degli idranti, hanno potuto assistere al concerto e alla magia del tramonto sull’Acropoli.

Testimonial d’eccezione dell’evento il Capitano Ultimo, il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio che nel 1993 arrestò Totò Riina. “Sono diventato uomo grazie alla Sicilia e al popolo siciliano. Abbiamo combattuto contro l’arroganza, la violenza, contro la mafia» ha detto l’ufficiale rivolgendo un invito a tutti i giovani presenti: «La lotta alla mafia deve essere una lotta di popolo. Niente può fermare il vostro amore, la vostra rabbia, la vostra dolcezza, la vostra voglia di libertà. E quest’amore fa paura e devono avere paura di voi».

Anche Valeria Grasso, l’imprenditrice che vive sotto scorta dopo avere denunciato il clan Madonia, storica famiglia mafiosa del mandamento palermitano di San Lorenzo, ha lanciato un appello: «Lo Stato non può e non deve abbandonare chi si  ribella al pizzo, chi si oppone alla mafia e diventa un perno fondamentale per la lotta alla criminalità. Chi ha denunciato deve essere sostenuto, supportato, deve fare la differenza. E la differenza la fanno i fatti e non le parole»

continua nel link del giornale all’inizio

 

VIDEO, 1.12 minuti 

ANSA.IT — 14 AGOSTO 2022 – 16.51

https://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2022/08/14/mafia-migliaia-di-giovani-sfidano-messina-denaro-ballando_6ef99072-5799-4aca-b57a-7a1d41043a7c.html

 

 

 

MAPPA DEL PARCO ARCHEOLOGICO

 

 

 

 

Dentro al link, trovate bellissime foto e una chiara spiegazione di tutto il Parco archeologico di Selinunte :: 

https://www.spuntidiviaggio.it/guida-al-parco-archeologico-di-selinunte-informazioni-per-visitare-il-sito/

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Stella Aligizaki @StellaAligizaki – 10.37 – 14 agosto 2022 — grazie Stella ! + altro

 

” Dove sono ..? ”

 

 

IL GATTO DI PALLAS ( DAL NOME DELLO SCIENZIATO PALLAS )

 

upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/...

Il gatto di Pallas (Otocolobus manulPallas, 1776), noto anche come manul o gatto delle steppe, unica specie del genere Otocolobus Brandt, 1842, è un piccolo rappresentante della famiglia dei Felidi diffuso in Asia centrale.

Il suo nome deriva dal primo zoologo che lo descrisse, il tedesco Peter Simon Pallas.

La sopravvivenza di questo felide è minacciata dalla distruzione del suo habitat naturale e dalla mancanza di prede. Dal 2020, il manul è stato classificato come specie a rischio minimo.

 

 

Il gatto di Pallas è diffuso soprattutto nelle steppe dell’Asia centrale (Cina e Mongolia), ma il suo areale si estende ad ovest sino all’Iran, all’Armenia e all’Azerbaigian. Si osserva sino a 5.050 m di altitudine.
Si tratta di un predatore notturno, che si ciba di roditoripika e uccelli.

 

File:Manul kitten.jpg - Wikimedia Commons

un cucciolo

 

A lungo cacciato per la sua pelliccia, è protetto in gran parte delle zone dove è diffuso. Dal momento che si ciba di animali spesso dannosi per l’agricoltura, è ritenuto un animale benefico. Tuttavia, i pesticidi utilizzati per i pika e i ratti possono risultare pericolosi anche per il manul.

Russian wild kitten (manul) : r/aww

questo è russo– foto : Reddit

 

Nel mese di luglio 2020, nello zoo di Novosibirsk “R.A. Shilo”, tre femmine manul hanno portato prole, generando 16 cuccioli.

 

 

 

testo e alcune foto da :
https://it.wikipedia.org/wiki/Otocolobus_manul

 

 

ZOO DI NOVOSIBIRSK IN SIBERIA

NEL LINK TANTI BELLISSIMI ANIMALI DELLO ZOO

Foto dello zoo di Novosibirsk

 

Bird houses (Novosibirsk Zoo, Russia, 2017)

CASETTE DEGLI UCCELLI

 

Rhinoceros hornbill (Novosibirsk Zoo, Russia, 2017)

RHINOCEROS HORNBILL

 

 

Sleeping bear (Novosibirsk Zoo, Russia, 2017)

UN ORSO PER LA DO DALLA RUSSIA CON AMORE..

 

 

QUALCHE IMMAGINE DI NOVOSIBIRSK :

 

 

Photo taken in Novosibirsk, Russia

 

La popolazione è pari a 1 625 631 abitanti (2020), ed è la terza più grande città della Russia dopo Mosca e San Pietroburgo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Oblast%27_di_Novosibirsk

 

High Angle View Of Modern Buildings In City Against Sky

LA PARTE MODERNA CON I NUOVI EDIFICI

 

High Angle View Of Buildings In City Against Clear Blue Sky

UN ANGOLO DELLA CITTA’

 

Vista di Piazza Durante l'inverno

 

 

 

Photo taken in Novosibirsk, Russia

 

UN PONTE

 

 

Photo taken in Novosibirsk, Russia

 

FIORI DELL’ARANCIO

 

Low Angle View Of Bridge Against Sky At Night

PONTE DI NOTTE

 

 

ARCOBALENO SULLA CITTA’ DI NOVOSIBIRSK

 

A Soviet era T-34 tank and other military vehicles roll through the city of Novosibirsk during a military parade, which marks the 77th anniversary of the Soviet victory over Nazi Germany in World War Two, on May 9, 2022. (Photo by Rostislav NETISOV / AFP) (Photo by ROSTISLAV NETISOV/AFP via Getty Images)

 

ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA SUI NAZISTI

 

 

 

Photo taken in Novosibirsk, Russia

 

UOVA DIPINTE PER LA SANTA PASQUA

 

Edificio storico in Krasny Avenue

 

Novosibirsk, Russia – July 22 2018: Statue of Lenin opposite the Novosibirsk Opera and Ballet Theatre (Russian: Новосибирский государственный академический театр оперы и балета) at Lenin square.

 

TEATRO DELL’OPERA E DEL BALLETTO

 

The Pazyryk burials are a number of Iron Age tombs found in the Pazyryk Valley of the Ukok plateau in the Altai Mountains, Siberia, south of the modern city of Novosibirsk. The tombs are Scythian kurgans, that is barrow-like tomb mounds of larch logs covered over by large cairns of boulders and stones, dated to between the 6th and 3rd centuries BCE. The Pazyryk kurgans are the type site of the wider Pazyryk culture. The site is included in the Golden Mountains of Altai UNESCO World Heritage Site. (Photo by: Pictures From History/Universal Images Group via Getty Images)

 

FRAMMENTO DI UN TAPPETO TROVATO A PAZYRIK, NEI MONTI ALTAI, IN SIBERIA 1000 a. C.

 

 

 

The Pazyryk burials are a number of Iron Age tombs found in the Pazyryk Valley of the Ukok plateau in the Altai Mountains, Siberia, south of the modern city of Novosibirsk. The tombs are Scythian kurgans, that is barrow-like tomb mounds of larch logs covered over by large cairns of boulders and stones, dated to between the 6th and 3rd centuries BCE. The Pazyryk kurgans are the type site of the wider Pazyryk culture. The site is included in the Golden Mountains of Altai UNESCO World Heritage Site. (Photo by: Pictures From History/Universal Images Group via Getty Images)

 

AFFRESCO IN UNA TOMBA NELLO STESSO POSTO DEL TAPPETO

 

 

 

Novosibirsk, Russia – July 20 2018: Novosibirsk Trans-Siberian railway station at sunset from above.

 

STAZIONE DELLA TRANSIBERIANA

 

Trans-Siberian railway

 

MAPPA DELLA FERROVIA TRANSIBERIANA

 

 

Cathedral of the Ascension (rebuilt 1990s), southeast view, Novosibirsk, Russia 1999.. (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

CATTEDRALE DELL’ASCENSIONE

 

 

Log and brick house, 1905 Street #13 (about 1900), Novosibirsk, Russia 1999.. (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

CASA DI MATTONI DEL 1905 ca

 

 

 

 

Cathedral of Saint Alexander Nevskii (1896-99), southwest view, Novosibirsk, Russia 1999.. (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

CATTEDRALE DI SANT’ALEXANDER NEVSKII

 

 

A window seat view over Ob River prior to landing on Novosibirsk.

 

IL FIUME OB CHE ATTRRAVERSA NOVOSIBIRSK

 

 

E. Ia. Verkhovaia house, Gorkii Street #40 (1907-08),decorative details, Novosibirsk, Russia 1999.. (Photo by: HUM Images/Universal Images Group via Getty Images)

 

UNBA CASA IN LEGNO IN GORKI STREET

 

 

per chi volesse. ci sono ancora  73 pagine di immagini, noi ne abbiamo visto 3

da :

getty images

https://www.gettyimages.it/immagine/novosibirsk?assettype=image&page=3&phrase=novosibirsk&sort=best&license=rf%2Crm

 

 

Mappa Russia - cartina geografica e risorse utili - Viaggiatori.netNOVOSIBIRSK DENTRO LA RUSSIA– VICINO AL KAZAKISTAN E ALLA MONGOLIA CINESE

 

Oblast' di Novosibirsk - Wikipedia

OBLAST CON LO STESSO NOME

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LES RAMBLAS A BARCELLONA —

 

 

 

BARCELLONA

 

Mappa di: La Rambla, Barcelona, Spagna

LES RAMBLAS

 

 

La Rambla - Wikipediawikipedia

La Rambla è un viale di Barcellona lungo un chilometro e quattrocento metri che collega Plaça de Catalunya con il Port Vell.

«È l’unica strada al mondo che vorrei non finisse mai.»
(Federico García Lorca)

Fotografia La Rambla, Barcelona, Spain su EuroPosters.iteuroposters.it

 

 

La Rambla di Barcellona (Las Ramblas)
Attrazioni Barcellona

 

 

Ramblas Barcellona: cosa vedere, dove mangiare e dove dormire
Viaggi Barcellona.it

 

 

La Rambla, Barcellonabarcellonafacile.it

 

La Rambla è un viale pedonale di circa 1,2 km, che va da Plaça Catalunya fino al Mirador de Colom (la statua di colombo), a ridosso del mare e dell’antico Port Vell.

 

Font de Canaletes
Font de Canaletes
BonBartolomeo


La Rambla viene dall’arabo “raml” che vuol dire sabbia. La via si trova infatti sul letto di un antico corso d’acqua.
Secondo altri, Rambla era proprio il nome del torrente che scorreva sul posto, noto come Rambla de Mar.
Ecco perché si può sentire parlare anche di “Les Ramblas” o Las Ramblas in castigliano.

Casa dels ParaigüesCasa dels Paraigües
Enfo – Opera propria

Il viale è un susseguirsi di negozicaffè all’apertobancarelle di fiori, souvenir, artisti di strada, tra cui le immancabili statue viventi. La Rambla è storica e ci sono alcuni punti turistici degni di nota, che vedremo poi nel dettaglio.

La Rambla è suddivisa in diversi tratti, ognuno con il suo nome. Andando da Plaça Catalunya verso il mare si incontrano la Rambla de Canaletas, la Rambla de los Estudios, la Rambla de San Josep (noto anche come Rambla de les Flors), la Rambla de los Capuchinos (anche nota come Rambla del Centro) e la Rambla de Santa Mónica.

 

Rambla de Mar
Rambla de Mar- PORT VELL
böhringer friedrich – Opera propria

L’ultimo pezzo, anche se non ne fa propriamente parte, quello che porta oltre la statua di Colombo al centro Maremagnum, è anche noto come Rambla de Mar.

Antica Casa FiguerasAntica Casa Figueras
Enfo – Opera propria

 

A destra e sinistra della Rambla vi trovate nella Ciutat Vella, dove si trovano molte delle principali attrazioni turistiche.

 

ENTRATA DEL MERCATO LA BLOQUERIA

 

https://it.wikipedia.org/wiki/La_Boqueria#/media/File:Front_of_Mercat_de_Boqueria.jpg
Thingstodoinbarcelona – Opera propria

Il Mercato della Boqueria è stato il polo commerciale che dal 1836 ha reso La Rambla la via più celebre di Barcellona. E ancora oggi La Boqueria rientra fra la attrazioni da non perdere a Barcellona.
Si tratta uno dei più grandi e pittoreschi mercati alimentari d’Europa. Al suo interno trovate praticamente di tutto: pesce, carne, spezie, dolci, frutta, verdura. Non si tratta solo di un mercato per turisti, molti barcellonesi si servono qui e anche voi potete pranzare o scegliere qualcosa da sgranocchiare per una merenda veloce.
Assaggiate del prelibato jamón serrano oppure rinfrescatevi con della frutta fresca.

Mercado de La Boqueria, Barcellona

 

La Rambla è anche storia e arte. In Plaça de la Boqueria troverete un mosaico dell’artista Joan Mirò, vicino a dove si trovava la sua casa natale. Il mosaico sarà proprio sotto i vostri piedi, incastonato nel marciapiedi, tanto che molti turisti non ci fanno neanche caso e passano senza prestarvi attenzione. Una tessera bianca sulla parte inferiore del mosaico porta la firma di Mirò.

 

Mosaico di Mirò sulla Rambla

 

 

 

Il più importante teatro della Catalogna si trova proprio sulla Rambla, vicino all’omonima fermata della metro. Si può visitare all’interno oppure comprare il biglietto per qualche opera. Il teatro Liceu è in piena attività, si tengono concerti, spettacoli di vario genere, anche con importanti ospiti internazionali.
Vi trovate ora nella Rambla dels Caputxins, dove un tempo sorgeva un monastero.

 

 

foto Minube– Praça Reial

 

Praça Reial — Questa bellissima piazza è una piccola oasi con palme, portici, una fontana e degli originali lampioni opera di un giovane Gaudì. Una piacevole sosta dalla vostra passeggiata, soprattutto per rifugiarsi dalla calura estiva. Qui non siete propriamente nella Rambla, ma nel Barrio Gotico.

 

 

Statua vivente sulla Rambla

Gli artisti di strada sono a mio avviso l’attrazione principale della Rambla, parte integrante dell’atmosfera vivace. In particolare, il viale è famoso per le statue viventi. Ma ci sono anche caricaturisti, gruppi di break dance, giocolieri, mimi, musicisti, ecc.

La statua alta 60 metri dedicata a Cristoforo Colombo segna la fine della Rambla. Eretta per l’Esposizione Universale del 1888, ci si può salire per godere di una vista sulla Rambla e sul porto.

In realtà c’è un ultimo tratto delle Ramblas, la cosiddetta Rambla del Mar, costruita per le Olimpiadi del 1992. Con una passerella in legno vi porta fino al Maremagnum un grande centro commerciale, molto frequentato dai turisti.

 

TESTO E ALCUNE FOTO DA :
https://www.barcellonafacile.it/cosa-vedere/la-rambla/

 

LAS RAMBLAS DI NOTTE

La Rambla, alla scoperta del famosissimo viale di Barcellona - HotelSpagna.net

LAS RAMBLAS DI NOTTE
HOTEL IN SPAGNA

 

10 cose da fare e vedere sulla Rambla di Barcellona

10 COSE

 

Visitare il quartiere di Las Ramblas a BarcellonaBARCELONA

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Mutazioni ——————————- mario bardelli bardelli

Mutazioni                                                      bardelli, mutazioni, 2022, computer graphics

Chiaracara, ricordo di aver visto tempo fa una serie di disegni fatti quando l’anonimo autore era sotto l’effetto di un allucinogeno. Infatti si trattava di foto che documentavano in sequenza le varie fasi di un unico lavoro ( un autoritratto). La prima immagine a mente “pulita” era di buona fattura, livello liceo artistico. Mano a mano che l’allucinogeno produceva il suo effetto, le immagini si facevano più complesse, si arricchivano di dettagli inaspettati, talvolta un intervento stravolgeva tutto il senso dello spazio intorno alla figura e la figura stessa. Erano , secondo me, immagini più interessanti della prima. Non solo dal punto di vista psicologico (le immagini erano in un libro di psicologia, appunto), ma anche dal punto di vista estetico. Vero è che  nessuno apprezzerebbe  quelle immagini se non ci fossero stati gli espressionisti, i fauves, i cubisti, i surrealisti, i primitivisti, i brutalisti ( e gli astrattisti ) che ci hanno fatto conoscere altre realtà oltre al “pittoresco”, al “grazioso” o al “sublime”.

Comunque sia, ho voluto ripetere personalmente l’esperimento. Non avendo sotto mano allucinogeni, ho pensato di partire da un banale busto di Cesare e usare programmini del computer, abbastanza semplici. Ogni modificazione introdotta suggerisce il percorso successivo, per cui si creano famiglie di numerose immagini correlate . Più o meno correlate, e comunque la correlazione non si vede se non si ha sott’occhi tutta la catena. Ma sono catene lunghe e te le risparmio. Mi limito a mandarti queste 7 immagini, vedi tu se  vuoi pubblicarle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MERCADO DE SANTA CATERINA en BARCELONA, ESPAÑA – by EMBT | Enric Miralles – Benedetta Tagliabue — Pinterest

 

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JOHN WILLIAM GODWARD ( Wimbledon, 9 agosto 1861 – Londra, 13 dicembre 1922 )

 

 

John William Godward,  Paesaggio di mandorlo in fiore rosso
( studio ), 1912 ca

Art Renewal Center Museumimage 11630

 

COSA E’ :: 

L’Art Renewal Center (ARC) è  il più grande museo online dedicato all’arte figurativa e comprende opere di antichi maestri, 19esimo secolo e Artisti del 21esimo secolo  così come articolilettere e altre risorse online. E’ una fondazione educativa senza scopo di lucro.

L’ARC Museum è il più grande museo online interamente dedicato alle opere d’arte realistiche.

segue :

https://www.artrenewal.org/

 

 

IL PITTORE :

Godward portrait.jpg

John William Godward (Wimbledon9 agosto 1861 – Londra13 dicembre 1922) è stato un pittore inglese, operante nella fase finale del periodo preraffaelita/neoclassico.

Nato e cresciuto a Wilton Grove, nei pressi di Wimbledon, Godward iniziò ad esporre alla Royal Academy nel 1887. Nel 1912, innamoratosi di una sua modella italiana, partì per l’Italia e visse sette anni a Roma dove, accomunato dalla passione per l’antichità classica, ebbe stretti rapporti con i Bompiani, Roberto e Augusto.

Tornato in Inghilterra nel 1919, si suicidò, pare con un forno a gas, tre anni dopo. È sepolto a Londra.

Tutta la sua vita fu contrassegnata dai dissapori familiari. I suoi parenti, che già avevano osteggiato la sua scelta di diventare artista, interruppero ogni rapporto con lui quando se ne andò con la modella. Alla sua morte, poi, indignandosi e vergognandosi dell’accaduto distrussero tutte le sue carte e le sue immagini: a quanto risulta non è rimasta di lui neppure una fotografia.

segue :

https://it.wikipedia.org/wiki/John_William_Godward

 

 

Abbiamo già pubblicato questo quadro dal titolo ” Nei giorni di Saffo ” del 1904,  nell’articolo su Silvia Romani e il suo libro : Saffo, la ragazza di Lesbo, Einaudi, 2022

File:Godward-In the Days of Sappho-1904.jpg

 

Ci sembra bello anche questo dal titolo : Nerissa, 1906 che dal greco significa ” colei che viene dal mare ”

 

E anche questa :

Foto

” Ragazza con un vestito drappeggiato giallo “, 1901

 

da : https://www.iltermopolio.com/archeo-e-arte/john-william-godward-donne-classicheggianti-oziose-e-seducenti

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Uno sconsolato aiku di Andrea Bardelli – illustrazione di Mario Bardelli

Dal Brasile uno sconsolato sguardo alla nostra (e sua ) Europa di Andrea Bardelli in forma di haiku 

 

EUROPA ADDIO

 

C’è un duce alle porte.

Squilla l’ Aquila e sfavilla

tu, luce di morte !

 

N.d.A : Questo vuol essere un haiku che rimandi agli haiku giapponesi di una volta, sebbene scritto da un “barbaro” e seguendo in parte  la metrica creata da Guilherme de Almeida.. Almeno è un tentativo.

Insistere nella preservazione forzata e costante di certi elementi degli haiku di Basho, come vogliono alcuni, è impossibile. Sarebbe come scrivere oggi un sonetto come faceva Guido Cavalcanti. Tutto cambia. I sonetti di Camŏes non seguono tutte le regole né i temi del Dolce Stil Novo.

 

 

illustrazione di bardelli ( ma è un altro )

 

 

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SILVIA ROMANI, Saffo, la ragazza di Lesbo, Einaudi, 2022 + Natalia Aspesi, Robinbson, 3 luglio 2022 + liriche di Saffo

 

 

 

Saffo, la ragazza di Lesbo
EINAUDI,
2022
Frontiere
pp. 208
€ 18,50

Migliaia d’anni di naufragi e salvataggi, di letture e di riscritture, e ora Saffo è lí, a un tocco di mano, dove sbattono le vele delle navi, si gonfiano i tessuti leggeri che indossano le sue compagne, e profumano i giardini. Silvia Romani ha scritto un «viaggio sottopelle» verso la prima e la piú grande poetessa della letteratura occidentale e ciò che di lei non muore. Un ritratto che forse alla ragazza di Lesbo sarebbe piaciuto: credeva che non ci fosse niente di piú bello di «ciò che si ama», nemmeno le parate di navi, eserciti e cavalieri. Lei che amava la luna piú del sole, le rose piú di qualsiasi altro fiore e Afrodite sopra ogni cosa.

 

Il libro

Saffo è stata una ragazza di Lesbo, una figlia e una madre. Ha diretto cori di giovani coetanee, ha insegnato loro a cantare e a danzare. Forse ha persino sussurrato al riparo delle stanze chiuse i segreti del piacere femminile. Ha educato alla bellezza le signorine bene nella Lesbo della fine del VII secolo a.C. È stata omosessuale, bisessuale, persino un’icona LGBT.

Poi ha dichiarato di non voler piú vivere, e si è tuffata dalla rupe bianca di Leucade, innamorata perdutamente di un uomo, il barcaiolo Faone.

Ha insegnato a generazioni di giovani scrittrici il coraggio di far sentire la propria voce. La sua leggenda, nata quando era ancora in vita, si è nutrita delle ombre e dei vuoti che circondano i frammenti arrivati sino a noi e alimentato una inesauribile fioritura di interpretazioni letterarie e artistiche.

In questo volume Silvia Romani accompagna il lettore nelle vie di Lesbo, nei giorni in cui una ragazza di buona famiglia scopre una vocazione e uno straordinario destino. Saffo, la ragazza di Lesbo è un suggestivo, coinvolgente omaggio all’incanto dei suoi versi, fatti di lune metafisiche, notti profumate di rose, nostalgia per la giovinezza che fugge; e alla fascinazione che non smette di esercitare sugli autori e gli artisti d’ogni tempo e paese.

 

 

Silvia Romani (Università Statale di Milano) : "Laughs best who laughs last  (...)" - YouTube

Silvia Romani

Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’Università Statale di Milano. Ha pubblicato per Raffaello Cortina In viaggio con gli dei e Il mare degli dei (entrambi con Giulio Guidorizzi) e, per Einaudi, Il mito di Arianna (2015, con Maurizio Bettini), Una passeggiata nell’Aldilà (2017, con Tommaso Braccini) e Saffo, la ragazza di Lesbo (2022). È autrice di libri per ragazzi (IliadeOdisseaI miti greci).

 

NEL LINK, puoi leggere le prime tre pagine della storia, pp. 5-6-7

https://www.einaudi.it/content/uploads/2022/06/Pagine-da-INT_romani_silvia_saffo_la_ragazza_di_lesbo.pdf

 

 

John William Godward, In the Days of Sappho, 1904, olio su tela, 58.5 x 73.5 cm, J. Paul Getty Museum, L.A
https://www.altremuse.com/post/immagini-saffiche-john-william-godward

 

 

REPUBBLICA.IT / ROBINSON –  SABATO 3 LUGLIO 2022 

https://www.repubblica.it/robinson/2022/07/31/news/saffo_poetessa_lesbo_grecia_biografia_silvia_romani_einaudi-359780637/

 

Chi era Saffo, la poetessa di Lesbo

 

Chi era Saffo, la poetessa di Lesbo

Attraverso le scarse fonti, in “Saffo la ragazza di Lesbo” Silvia Romani ricostruisce l’esistenza di una delle voci più amate della lirica greca classica

Meglio cominciare dalla fine, dalle ultime 13 pagine di note che l’autrice intitola “breve portolano”, preparandoci più che a una placida lettura, a un viaggio avventuroso a vele spiegate, nella bonaccia e nel fortunale, di porto in porto, di secolo in secolo, di poesia in affresco in canzone, per raccontare ancora di un personaggio, nebbioso e reale, evanescente e vivo, mitico e storico, ricordato, reinventato, amato, esaltato, sin dall’antichità, mai dimenticato lungo i secoli: e di nuovo qui, oggi, in queste 195 pagine, Saffo, la ragazza di Lesbo.

È stata l’Einaudi a proporre a Silvia Romani una ennesima Saffo, perché di quella incantatrice immortale pare di sentire il bisogno soprattutto nel tempo vuoto del disamore, del disincanto e della paura, come è questo. Di lei in realtà non si sa quasi nulla, se non, come scrive Romani “quanto ci lasciano intuire i frammenti sopravvissuti al naufragio della letteratura greca e le testimonianze, scarne, degli antichi. Troppo poco e insieme moltissimo”.

E infatti da millenni Saffo ci è compagna e maestra, una ragazza fragile e bruna che con i suoi versi ha parlato d’amore delle sue meraviglie e delle sue ferite, dell’amore sognato e di quello che la vita poi ti riserva. Dopo secoli nulla è cambiato, il sogno è sempre quello, la realtà pure: l’amore c’è prima di esserci, con tutte le varianti di sempre, ma poi come allora, come sempre, si smaschera e rivela il suo inganno.

Anche allora, ai tempi di Saffo e degli dei, che dell’amore erano i guardiani, i nemici, i provocatori, i protagonisti.

“C’è chi dice sia un esercito di cavalieri, c’è chi dice sia un esercito di fanti, c’è chi dice sia una flotta di navi sulla nera terra, la cosa più bella, io invece dico che è ciò che si ama”. Silvia Romani approva, “io per scrivere un libro devo essere innamorata”. Quanti ne ha scritti? “Sette”. Sette amori? Sorride la bella signora dai lunghi capelli castani, che con lo zainetto sulla schiena pare una sua allieva della Statale di Milano, dove insegna Mitologia, Religioni e Antropologia del mondo classico. Cioè, qualcosa come Il trono di spade? E Saffo e Afrodite e gli Achei diretti a Troia come influencer per giovani eruditi?

Che sciocchezza: no, è una cosa seria, molto seria, se ti avvicini, quel mondo diventa una passione, è difficile uscirne, e non importa se sai che non ci caverai un futuro di denaro o di visibilità. L’incontro fatale di Romani con Saffo in questo suo libro avviene trovando chissà dove una gazzetta del marzo 1825 pubblicata in Tasmania con due notizie appaiate: un’asta che tra gli oggetti di poco valore mette in vendita un piccolo ritratto di Saffo, e l’inaugurazione di una scuola per fanciulle con corsi di scrittura, lettura, aritmetica, ricamo: come quella dove nel VII secolo a.C. Saffo preparava le sue allieve adolescenti alla danza, a intrecciare fiori, a cantare e forse anche alla seduzione, al piacere, a rinunciare alla libertà e alla gioia per diventare sposa e madre, imprigionata nell’inevitabile, invisibile ruolo domestico.

Mappa Lesbo - Cartina di Lesbo

LESBO – https://www.grecia.cc/mappa_lesbo_cartina.html

 

File:Aegean with legends it.svg - Wikipedia

LESBO / TURCHIA

 

Solo sei miglia marine separano Lesbo, l’isola greca di Saffo dalla Turchia, e in quel breve, ventoso tratto di mare, come ricorda Omero, attorno al 1230 a.C. passarono a vele spiegate 1186 navi che portavano Agamennone e il suo esercito sulle spiagge di fronte ad Ilio per raggiungere Troia e distruggerla.

Nella famosa guerra lunga dieci anni di cui non c’è certezza, e che, come altri, Omero, ispirato dalle Muse, raccontò un infinito tempo dopo e un secolo prima che Saffo descrivesse la sosta di Agamennone e Menelao a Lesbo e il loro sacrificio a Era sposa di Zeus. È da subito che in questo incrociarsi di secoli e di eventi dalle tracce incerte, ci si ritrova indifesi e affascinati, in un tempo senza tempo, smarriti in migliaia di anni di sontuosa civiltà che non ci appartiene e abbiamo perduto: appunto un altro mondo, un’altra galassia, in cui gli umani convivevano con gli dei benigni e crudeli, con le ninfe, gli eroi e i semidei, ogni accoppiamento possibile, e le feste, e i sacrifici, e i riti, e i doni, che i mortali offrivano agli immortali e le suppliche, le rimostranze degli uni e i favori, le ripicche, le punizioni degli altri.

Saffo e saffica, Lesbo e lesbica, da sempre nei versi della poetessa si è cercato il canto dell’amore tra donne: ma la meraviglia di questo libro è di scegliere la verità dell’incertezza, che ha consentito ogni interpretazione e ogni sogno, uno sguardo scabroso, un pensiero pio, una fantasia sui costumi di una società arcaica e perduta. Però “le ragazze di Saffo conoscevano di sicuro i piaceri dell’amore. Un piccolo pastiche di frammenti riportati in un papiro del III secolo d.C. potrebbe addirittura evocare l’olisbo, un antico dildo o vibratore… C’è persino chi in questa e in altre allusioni ha voluto evocare l’immagine della poetessa come di una maestra del piacere”.

L’omosessualità femminile era allora conosciuta, ne parla persino Platone ci informa Romani, ma disprezzata, mentre l’amore maschile era per gli eletti, il cardine dell’educazione aristocratica, il passaggio della sapienza e del potere tra generazioni. Saffo ha molto amato nei sui versi e nella vita, tanto da suicidarsi per amore di un giovane uomo, Faone concupito anche da Afrodite, gettandosi in mare dall’alto di una rupe.

 

saffo

Nell’abside è raffigurata la poetessa Saffo che si lancia dalla Rupe di Leucade, al cospetto di Apollo e Feonte.
Leucotea apre il suo velo e Saffo è accolta da un tritone.

DA : https://artslife.com/2017/11/24/bellezza-e-mistero-nella-basilica-neopitagorica-di-roma/

 

Figurina dipinta nell’abside della basilica sotterranea di Porta Maggiore a Roma, forse del I secolo d.C., sul punto di spiccare il volo nel vuoto, la vede nel 1949 la filosofa Maria Zambrano, e subito ne rimane sedotta, paragonando il suo coraggio a quello di Simone Weil.

E se invece non avesse retto alla fine delle festa perenne della giovinezza e quindi della bellezza? “I doni belli delle Muse dai seni di viola, ragazze/amica del canto la lira sonora… Il corpo…un tempo e la vecchiaia ormai/sono diventati bianchi da neri che erano i capelli,/e l’animo si è fatto pesante, non reggono più le ginocchia…”.

Che viaggio stordente ci propone Romani, nel mondo senza limiti di Saffo, dove Anna Maria Ortese la scopre nella traduzione di Quasimodo del 1944 e se ne innamora consegnandola alla Sicilia che ha davvero ospitato la poetessa, a Siracusa; e Auguste Rodin la scolpisce nel 1900 e il coreografo Didelot le dedica una balletto nel 1797 a Londra, e Lawrence Durrell nel 1950 mette in scena il suo Sappho. A play in verse; Marguerite Yourcenar nel 1936 racconta la sua Saffo da circo in Fuochi, che diventa per il teatro Saffo o il volo dell’acrobata con Manuela Kusterman.

Forse sono i miei anni a farmi vagare in questi luoghi della cultura a me sconosciuti o quasi (chiedo perdono per gli errori), con una curiosità che mi ha reso felice. “A me ha fatto felice scriverlo”, dice Romani. Ma gli dei che fine hanno fatto, vorrei sapere, non potrebbero da dove se la spassano o dalle pagine di questo libro, darci qualche suggerimento per non buttarci nel vuoto, come Saffo, per di più con un amorino villano che anziché trattenerci ci spinge giù come (1843) nella litografia di Honoré Daumier?

 

Il libro. Silvia Romani, Saffo, la ragazza di Lesbo (Einaudi, pagg. 208, euro 18,50)

 

 

SEGUONO ALCUNE LIRICHE DI SAFFO DA ::

Saffo: la prima poetessa dell’eros al femminile

 

 

Scivola tra le pieghe delle lenzuola lambendo la mia pelle
stuzzicando il mio torpore.
Si insinua tra le fessure del del sogno
penetrando negli anfratti umidi
del mio indomito languore.
Affonda nel mio petto mozzandone il respiro,
poi leggero si allontana
sfumando nella nebbia
dolcemente.
E mi lascia sospesa
a stringere nel pugno un sapore sfuggente

 

O mia Gongila, ti prego
metti la tunica bianchissima
e vieni a me davanti: intorno a te
vola desiderio d’amore.
Così adorna, fai tremare chi guarda;
e io ne godo, perché la tua bellezza rimprovera Afrodite

 

Vorrei veramente essere morta.
Essa lasciandomi piangendo forte,
mi disse: “Quanto ci è dato soffrire,
o Saffo: contro ogni mia voglia
io devo abbandonarti”.
“Allontanati felice” risposi
“Ma ricorda che fui di te
sempre amorosa.
Ma se tu dimenticherai
(e tu dimentichi) io voglio ricordare
i nostri celesti patimenti:
le molte ghirlande di viole e rose
che a me vicina, sul grembo
intrecciasti col timo;
i vezzi di leggiadre corolle
che mi chiudesti intorno
al delicato collo;
l’olio da re, forte di fiori,
che la tua mano lisciava
sulla lucida pelle;
e i molli letti
dove alle tenere fanciulle ioniche
nasceva l’amore della tua bellezza.
Non un canto di coro,
né sacro, né inno nuziale
si levava senza le nostre voci;
e non il bosco dove a primavera
il suono.

 

 

SEGUONO ALTRE LIRICHE NELLA TRADUZIONE DI QUASIMODO DAL LINK DEL NS BLOG:

SAFFO DI SALVATORE QUASIMODO…

8 ottobre 2012

 

Tramontata è la luna

e le Pleiadi a mezzo della notte;

anche la giovinezza già dilegua,

e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,

come vento sul monte

che irrompe entro le querce;

e scioglie le membra e le agita,

dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;

e soffro e desidero.

 

Quale dolce mela che su alto

ramo rosseggia, alta sul più

alto; la dimenticarono i coglitori;

no, non fu dimenticata: invano

tentarono raggiungerla…….

 

 

 

Subito a me il cuore si agita

nel petto solo che appena
ti veda, e la voce non esce, e la lingua si spezza.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,

e gli occhi più non vedono

e rombano le orecchie.

 

 

A me pare uguale agli dei

chi a te vicino così dolce

suono ascolta mentre tu parli

e ridi amorosamente. Subito a me

il cuore si agita nel petto

solo che appena ti veda, e la voce

si perde sulla lingua inerte.

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,

e ho buio negli occhi e il rombo

del sangue alle orecchie.

E tutta in sudore e tremante

come erba patita scoloro:

e morte non pare lontana

a me rapita di mente.

 

 

 

Gli astri attorno alla luna piena

celano il chiaro viso

quand’essa, colma di luce,

irradia tutta la terra.

 

 

 

Beato come un dio è l’uomo
che ti siede innanzi
e ode da vicino la tua
dolce voce

e l’amoroso riso. Nel petto
il mio cuore batte forte.
Ti scorgo appena, la voce
si rompe.

Ferma la lingua, il fuoco
mi scorre nelle membra,
sottile. Gli occhi non vedono,
le orecchie rombano.

Sudo freddo e un brivido
mi prende. Più verde dell’erba,
non mi sembra d’essere
lontana dalla morte.

 

 

 

Chi è bello
l’è da vedere e basta.
Chi è buono
bello l’è da subito.

 

 

Mi scrolla amore,
come il vento dalle cime
che piomba sui roveri.

 

 

Ho una bella bimba,
il suo volto è come
i fiori d’oro.
Si chiama Cleide.
Se mi date l’intera Lidia
io non la do.
Se mi date l’amore
io non la do.

 

 

Una terra cinta di fiori,
di fiori di mille colori.
Ceci d’oro su rive salmastre
spuntavano…

 

 

Sento arrivare la morte.

Lei, copiosa di lacrime,
lasciandomi:
“Destino crudele,
Saffo, mai vorrei
lasciarti!”.

E io risposi: “Addio,
va serena e ricordati
di me. Tu sai che
t’ho amato”.

Quante corone di viole,
di rose e salvia poste
sul tuo corpo, là, vicino a me.

Ghirlande intrecciate attorno
al delicato collo, fatte
dei fiori di primavera.

 

 

Per te morte, inerzia del sonno,
silenzio della memoria, eterna.
Non attingi a petali di poesia.
Oscura vagherai per l’Ade,
svolazzando tra larve cupe.

 

 

Una volta ero presa di te, Attide.
Mi sentivo come una bambina,
piccola e acerba.

 

 

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marina gori, grazie, bella ! — video, 28 minuti ca — il “Che Guevara” d’Africa che sfidò l’Occidente

 

 

Negli anni Ottanta, Thomas Sankara cercò di salvare il Burkina Faso, e l’Africa intera, con la sua rivoluzione condotta contro il giogo coloniale e imperialista dell’Occidente. Dopo aver negato l’intervento del Fondo Monetario Internazionale, il cui debito avrebbe legato indissolubilmente i burkinabé, Sankara diventò il portavoce dell’Africa intera, il simbolo di un continente sfruttato e che chiedeva giustizia, parità di diritti e modernizzazione. Denominato il “Che Guevara” africano, Sankara fu un visionario e portò enormi risultati nei pochi anni in cui fu al governo: il PIL del Burkina Faso crebbe come mai prima di allora, mentre alfabetizzazione e investimenti cominciavano a permeare il tessuto sociale di un paese che stava cominciando ad uscire pian piano dal Terzo Mondo. I risultati furono senza precedenti. Tuttavia, la congiura ordita contro Sankara fu l’esempio lampante dell’immutabilità della situazione, la vittoria dello status quo di chi teneva in mano le redini della geopolitica mondiale. Quale morale ci tramanda oggi Thomas Sankara? Vediamo di ripercorrere le orme di una delle più affascinanti figure del Novecento.

 

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Ugo Ramella @RamellaUgo — 13.13 — 13 agosto 2022 — meraviglioso, grazie !

Edward Hopper “Gloucester Beach Bass Rocks 1924”

 

 

 

 

 

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65 ANNI FA L’ASSALTO ALLA CASERMA MONCADA A CUBA –RADIO ONDA CURTO, 26 Luglio 2018 –foto link da Internet 

 

RADIO ONDA CURTO

65 ANNI FA L’ASSALTO ALLA CASERMA MONCADA A CUBA

 

Il 26 luglio 1953 è ricordato a  come il “Día de la Rebeldía”, giorno del fallito attacco alla caserma  a Santiago di Cuba, che gettò le basi per la  cubana.

 

Cuba 26 Luglio 1953, anniversario dell'assalto alla caserma Moncada -

 

Questa data è considerata così importante da dare il nome al movimento rivoluzionario che in pochi anni porta il popolo cubano alla presa del potere.

 

Libertà e uguaglianza - Il Quotidiano In Classe

Le celebrazioni sono iniziate alle 5.20 del mattino, orario esatto dell’attacco sferrato dal gruppo guidato da Fidel Castro.

 

L'Assalto alla Caserma Moncada › Cuba › Granma - Organo ufficiale del PCC

Dal golpe del marzo 1952 fioriscono molte organizzazioni rivoluzionarie armate per il rovesciamento del regime di Batista.

 

Alcune riflessioni sulla rivoluzione cubana - Assalto al cielo

L’attacco viene preparato clandestinamente nei mesi precedenti per il giorno seguente alle celebrazioni per il patrono di Santiago, che avrebbe permesso ai ribelli di confondersi fra la folla. La caserma Moncada, roccaforte dell’esercito cubano, viene scelta nell’ottica di una successiva intensificazione della mobilitazione insurrezionale.

 

LA STORIA - DAL MONCADA ALLA SIERRA MAESTRA

 

L’attacco viene guidato da Fidel Castro, Abel Santamaría, José Luis Tasende, Renato Guitart Rosell, Antonio López Fernández (Ñico), Pedro Miret e Jesús Montané Oropesa, i quali sono anche ai vertici dell’organizzazione rivoluzionaria.

 

Le nostre date: 8 gennaio – Brescia Anticapitalista

 

Simultaneamente vengono attaccati il Palazzo di Giustizia da una decina di uomini guidati da Raul Castro e l’ospedale militare da una ventina sotto le direttive di Abel Santamaria.

 

Rivoluzione cubana

Mentre le altre due azioni riescono pienamente, l’attacco alla caserma è un fallimento totale sul piano tattico e militare.

L'Ideologia Socialista - Storia della Rivoluzione Cubana. "Il nostro grido  di guerra è libertà o morte!"

 

Molti rivoluzionari vengono uccisi, altri fatti prigionieri, fra cui Fidel Castro, che durante il suo processo farà il suo storico discorso: “la storia mi assolverà”.

 

Cuba 26 Luglio 1953, anniversario dell'assalto alla caserma Moncada -

 

L’azione del 26 luglio e la mobilitazione in solidarietà agli arrestati costituiscono il detonatore che porterà al travolgimento del regime nel 1959.

 

50 verità sulla Rivoluzione Cubana | ALBAinformazione

Le rivendicazioni inserite nel programma scritto per l’occasione dell’attacco, infatti, portano moltissime persone ad arruolarsi nel movimento “26 julio” e a partecipare attivamente al processo rivoluzionario.

 

ANAM: 26 luglio 1953 "la Historia me absolverà"

 

 

 

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guido @guidoKereze Concierto de Moncada – 19.47 — 12 agosto 2022 — grazie ! — 30 minuti ca

 

Grupo dirigido por el músico Jorge Gómez. El grupo Moncada surgió en la Universidad de La Habana y ha formado a varias generaciones de intérpretes durante más de tres décadas.

Cuenta con más de 15 discos con números como Lo bailaste mañana, Tu mirada, El pasito de la bibijagua, Nuestra canción y Cantándole a la vida, entre otros

2017
2015

INFORMAZIONI E FOTO DAL FACEBOOK :

 

1.

Concierto de hoy lunes 27 de julio 2020

video, 30 minuti ca

https://www.youtube.com/watch?v=s7I-WuNNvTk

 

2.

Grupo Moncada & Phil Manzanera- Fronteras – 6 minuti ca

 

3.

Moncada & Phil Manzanera – Mamá Hué .mp4 

video, 3.35

 

 

4.  Yolanda  – video, 4.19

19.45 — 12 agosto

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ANSA.IT — 13 AGOSTO 2022 – 12.30 –E’ morto Piero Angela. Patriarca della divulgazione italiana, aveva 93 anni

 

ANSA.IT — 13 AGOSTO 2022 – 12.30
https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2022/08/13/e-morto-piero-angela_daeb0b5e-4e95-477d-b3e2-8856eea14fef.html

 

E’ morto Piero Angela.

Patriarca della divulgazione italiana, aveva 93 anni

 

 

Piero Angela, lo ricordate da giovane? Ecco com'era - MeteoWeekFOTO METEOWEEK.COM

 

TG 1 — 15 GENNAIO 1968 — I TG ALLE 13.30 – video, 3.51

 

 

E’ morto a 93 anni Piero Angela, il patriarca della divulgazione italiana.

“Buon viaggio papà”, ha scritto Alberto Angela sui suoi profili social annunciando la scomparsa del padre.

Nato a Torino nel 1928, Piero Angela aveva iniziato la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato e conduttore del tg.

 

 Photostory — Addio a Piero Angela

https://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2022/08/13/morto-piero-angela_4c417086-c810-4571-a0b8-ac77158365dc.html

 

La sua grande popolarità è legata ai suoi programmi di divulgazione scientifica, da Quark a Superquark per citare i più importanti, con i quali ha fondato per la televisione italiana una solida tradizione documentaristica. Piero Angela ha scritto anche diversi libri, sempre di carattere divulgativo: Nel cosmo alla ricerca della vita (1980); La macchina per pensare (1983); Oceani (1991); La sfida del secolo (2006); Perché dobbiamo fare più figli (con L. Pinna, 2008); A cosa serve la politica? (2011); Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo (con A. Barbero, 2012); Viaggio dentro la mente: conoscere il cervello per tenerlo in forma (2014); Tredici miliardi di anni. Il romanzo dell’universo (2015); Gli occhi della Gioconda (2016). Nel 2017 ha pubblicato il libro autobiografico Il mio lungo viaggio. Nel 2004 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e nel 2021 del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nei giorni scorsi Piero Angela ha voluto lasciare al sito Internet del suo programma SuperQuark l’ultimo messaggio di saluto ai telespettatori. “Cari amici – ha scritto – mi spiace non essere più con voi dopo 70 anni assieme. Ma anche la natura ha i suoi ritmi. Sono stati anni per me molto stimolanti che mi hanno portato a conoscere il mondo e la natura umana. Soprattutto ho avuto la fortuna di conoscere gente che mi ha aiutato a realizzare quello che ogni uomo vorrebbe scoprire. Grazie alla scienza e a un metodo che permette di affrontare i problemi in modo razionale ma al tempo stesso umano. Malgrado una lunga malattia sono riuscito a portare a termine tutte le mie trasmissioni e i miei progetti (persino una piccola soddisfazione: un disco di jazz al pianoforte…). Ma anche, sedici puntate dedicate alla scuola sui problemi dell’ambiente e dell’energia”. “È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio”.

seguono nel link sopra :
GLI OMAGGI A PIERO ANGELA
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ELEONORA MARTINI, I suicidi nella carceri salgono a 50. Il capo del Dap convoca tutti per le visite a Ferragosto – IL MANIFESTO DEL 12 AGOSTO 2022

 

 

IL MANIFESTO DEL 12 AGOSTO 2022
https://ilmanifesto.it/i-suicidi-nella-carceri-salgono-a-50-il-capo-del-dap-convoca-tutti-per-le-visite-a-ferragosto

 

I suicidi nella carceri salgono a 50. Il capo del Dap convoca tutti per le visite a Ferragosto

I suicidi nella carceri salgono a 50. Il capo del Dap convoca tutti per le visite a Ferragosto

Carcere romano di Rebibbia – Ansa

 

Iniziativa senza precedenti di Carlo Renoldi: «Ciascun episodio interroga le nostre coscienze». Due detenuti morti a Monza e a Rimini. Il 24enne Mohamed era sotto «grande sorveglianza»

CARLO RENOLDI ::  E’ CAPO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA ( DAP ) DAL  17 MARZO 2022 . E’ nato a Cagliari 53 anni fa, è un teorico del carcere “compatibile con la Costituzione”, come da decenni invoca – e mette in pratica ogni giorno il Terzo settore «responsabile dell’ottanta per cento delle attività trattamenti e rieducative secondo Costituzione», afferma Ornella Favero, presidente della Conferenza nazionale volontariato e giustizia e direttrice di Ristretti Orizzonti-

 

 

Uno stillicidio senza fine: giovedì sera sono morti suicida altri due detenuti. Nel carcere di Monza, Siliman Mohamed, 24 anni scarsi, avrebbe finito di scontare la sua pena ad aprile 2023; era sottoposto a misura di «grande sorveglianza» perché aveva problemi di autolesionismo. Nell’ospedale di Rimini è invece spirato dopo giorni di coma Aziz Rouam, classe 1985, marocchino, che si era impiccato il 4 agosto nella sua cella del carcere riminese. Sale così a 50 il numero dei detenuti suicida dall’inizio dell’anno.

L’estate più «drammatica» di sempre. Lo sottolinea il capo del Dap, Carlo Renoldi, che ha deciso per questo di pianificare per il Ferragosto un’iniziativa senza precedenti: «Ciascun episodio interroga le nostre coscienze di uomini e di operatori del sistema penitenziario su quanto è stato fatto finora e su quanto sia ancora necessario fare.

Per questo – scrive in una nota Renoldi– insieme ai miei più stretti collaboratori, al vicecapo, ai direttori generali del Dap e ai Provveditori regionali abbiamo avvertito l’esigenza di visitare degli istituti penitenziari anche nel giorno di Ferragosto. Vogliamo portare un segnale di vicinanza all’intera comunità penitenziaria e ribadire riconoscenza al personale in servizio».

E così, per la prima volta, il 15 agosto nelle carceri italiane non andranno in visita solo i Radicali e qualche parlamentare di buona volontà, ma tutti i vertici del Dap con i provveditori regionali:

Renoldi visiterà la Casa circondariale femminile e la Casa di reclusione di Roma Rebibbia; a Viterbo andrà il vicecapo Carmelo Cantone; a Palermo Ucciardone si recherà il direttore generale dei Detenuti e trattamento Gianfranco De Gesu, mentre a Messina ci sarà il direttore del Personale e risorse Massimo Parisi; Pietro Buffa, a capo della Formazione e provveditore per la Lombardia, sarà invece a Genova Marassi, e così via, in molti altri istituti del Paese.

 

Il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, accompagnerà invece il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a visitare la Casa circondariale di Sollicciano, definita ieri da David Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, «un carcere non degno di un Paese occidentale».

«Da quando sono diventato vicepresidente del Csm – ha aggiunto Ermini che sarà con loro il 15 agosto – mi sono sempre lamentato del fatto che il Parlamento della legislatura precedente non aveva portato a conclusione la riforma dell’ordinamento penitenziario: è un grave vulnus per il nostro Paese, perché la civiltà di un Paese si misura anche dalle sue carceri».

Ne è convinta naturalmente anche Daniela De Robert, numero due dell’ufficio del Garante nazionale dei detenuti, che considera la decisione di Renoldi «un segnale davvero importante». Per lenire un po’ quel senso di abbandono di cui stanno soffrendo agenti e detenuti. E il pensiero non può che andare alle ultime due assurde morti: «Forse – riflette De Robert – quei due giovani fragili avrebbero avuto bisogno di un’attenzione diversa».

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Rima Almozayyen, artista palestinese, nasce a Damasco ( Siria ) nel 1977

 

Rima Almozayyen. Presenze e Assenze, Palazzo Lizzadri, Tricarico (MT)

RIMA ALMOZAYYEN. PRESENZE E ASSENZE

Dal 30 Agosto 2014 al 07 Settembre 2014

TRICARICO | MATERA

LUOGO: Palazzo Lizzadri

INDIRIZZO: via Laura Battista

CURATORI: Galleria Porta Coeli – “Collezione Ertico”

 

 

foto da : https://www.schafhof-kuenstlerhaus.de/

 

Rima Almozayyen, artista palestinese, nasce a Damasco nel 1977, si laurea presso l’università del Cairo. Il linguaggio utilizzato nelle sue opere affonda le radici nella tradizione della sua terra, attraverso simboli propri della sua cultura. La sua pittura affronta temi attuali e di grande impatto etico in maniera diretta e vera, senza venir meno alla sua sensibilità femminile.

 

Rima Almozayyen

Artwork from I’m Not a Doll by Rima Almozayyen (Photo courtesy: ElBeyt magazine)
https://english.ahram.org.eg/NewsContent/5/25/121907/Arts–Culture/Visual-Art/-Art-Alert-Palestinian-artist-Rima-Almozayyen-will.aspx

 

L’iniziativa si propone come obiettivo principale quello di fornire un’adeguata informazione circa la situazione del popolo palestinese, suo malgrado ancora una volta protagonista della cronaca internazionale per i gravi fatti connessi alla recrudescenza bellica che miete vittime civili tra cui, in numero spropositato, bambini. Dopo il grande successo di Venosa, che ha ospitato l’artista nella settimana dal 2 al 9 agosto scorsi, Rima Almozayyen torna in Basilicata, questa volta a Tricarico, e lo fa arricchendo l’esposizione con altre sue opere estratte da “InFalestinese”.

 

Galleria Porta Coeli presenta Rima Almozayyen

 

Il vernissage rappresenterà un momento di interessante riflessione nel quale interverranno: la dott.ssa Angela Marchisella, Sindaco di Tricarico, il direttore della Galleria “Porta Coeli” dott. Aniello Ertico, il critico d’arte dott.ssa Fiorella Fiore, il Maestro prof. Antonio Masini e lo psichiatra e terapeuta dott. Renato Maffione, nella veste di moderatrice Eva Bonitatibus.

 

Presenze e Assenze - Personale di Pittura di Rima Almozayyen - Tricarico

 

A seguire la conferenza stampa con la possibilità di confrontarsi direttamente con l’artista che sarà presente. Molto famosa ed apprezzata sulla scena internazionale, Rima Almozayyen è stata protagonista di importanti iniziative e concorsi, arrivando finalista nella X edizione della Biennale d’Arte Internazionale di Roma dello scorso gennaio.

 

InFalestinese - Personale di Pittura di Rima Almozayyen

InFalestinese

da :
https://www.portacoeli.it/venosa/it/component/spsimpleportfolio/item/20-infalestinese-personale-di-pittura-di-rima-almozayyen?Itemid=0

 

Ha ricoperto importanti incarichi in Giordania, in Palestina e in Egitto, dove è stata Responsabile del talento per il Ministero della Cultura Palestinese, Membro dell’Unione Generale delle Configurazioni di artisti palestinesi, Membro della Convergenza di arte contemporanea a Gaza, Responsabile per la Cultura e le Arti presso l’Ambasciata Palestinese al Cairo.

 

PuroSangue. Il culto del cavallo arabo nelle opere di Rima Almozayyen e Jameela Al Shraim

 

in questo link potete vedere 7 opere belle dell’artista:

ve ne mostriamo tre dallo stesso link :

Rima Almozayyen

 

Rima Almozayyen

 

 

Rima Almozayyen

 

Arte

 

IMMAGINI SOPRA DA :

https://www.artgalaxie.com/artists/details?id=211&artist_name=rima-almozayyen

 

 

segue da :

http://fabbricaimmagine.blogspot.com/2012/06/rima-almozayyen-palestina.html

 

sabato 16 giugno 2012

RIMA ALMOZAYYEN (Palestina)

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